METALLO ROMANO #2.0.2

cripple

Febbraio si è confermato un mese molto prolifico. Molto limitati i concerti underground, mentre constatiamo la presenza di numerosi gruppi di spicco nel panorama musicale mondiale. La presenza del punk non è stata molto rilevante, il settore metal ha avuto nettamente più fortuna.

05 febbraio : Church of Misery + Black Rainbows @ Init (Il mio Live Report è presente su Cheap Sound)

7 febbraio: Lili refrain + Juggernaut + Evol Djs @ Closer

8 Febbraio: The Wisdoom (sludge/doom, Heavy Psych Sound) + Night Gaunt (doom) + Mors Est Ianua Vitae (post-hardcore) @ Sinister Noise

08 febbraio: Klaxon + Tsubo + Twister + Assedio + Injury Broadcast + Crazy Nuance + Pat Atho @ C.S.O.A. Spartaco

13 febbraio: Immolation + Broken Hope + Sweetest Devilry + Eufobia + Sudden Death @ Traffic

16 febbraio :Ulver @ Circolo degli Artisti

19 Febbraio : Hatebreed + Napalm Death + Buffalo Grillz @ Orion

22 febbraio: (RomaObscura Pt. II):Primordial + Doomraiser + Handful of hate + Abysmal grief + Shores of null + Glacial Fear + Seventh Genocide @ INIT

24 febbraio: Nashville pussy + Helligators + Hurricane @Traffic

 

LIVE REPORT :

Immolation + Broken hope + Sudden Death  (saltati) + Eufobia + Sweetest Devilry @ TRAFFIC

Dopo due anni di assenza sono tornati a Roma I Death metallers newyorkesi Immolation! Infatti l’ultimo loro live nella capitale si è consumato nel settembre 2012 di supporto ai Marduk. Sinceramente era da molto tempo che volevo assistere ad un live della formazione tritaossa statunitense, e la mia attesa è stata soddisfatta completamente. Alcuni problemi per un lutto familiare non hanno permesso ai romani Sudden Death di esibirsi, quindi lo show ha avuto dei leggeri problemi di orario, che comunque non hanno permesso ai vari gruppi di esibirsi in maniera straordinaria ( soprattutto alla storica band Death Metal). Appena arrivato mi accorgo che l’affluenza all’evento è ottima, infatti il locale è praticamente pieno. Questo è segno comunque del grande seguito di cui godono gli Immolation ma anche i Broken Hope, anch’essi statunitensi. A causa di problemi di orario  non assistiamo allo show  delle due band di supporto ai gruppi principali: prima gli Eufobia e poi i francesi Sweetest Devilry . Ma comunque arrivo immediatamente prima della performance dei Broken Hope. Questi ultimi hanno da presentare l’ultimo album in uscita su Century Media Records, ovvero “Omen of Desease”. Infatti il loro live inizia con la seconda traccia dell’album, ovvero con “Womb of Horrors”. Ricordo che la band può essere considerata a tutti gli effetti come storia del genere, il loro primo album è uscito nel 1991 , agli albori del death metal vero e proprio. Lo show si dimostra variegato e la band dimostra il proprio stato di forma. Inoltre la scaletta è molto varia attingendo anche dagli albori. La presenza del brano “Gore Hog” fa ricordare i bei tempi andati, anche se la miscela di vecchi e nuovi brani non dispiace affatto. La conferma l’abbiamo anche sotto il palco, dove si consuma un poco sfrenato.Molto bravi i Broken Hope.   Il gruppo dimostra come al solito di avere grande padronanza dello strumento, infatti il loro death metal di stampo tecnico non permette altri pensieri. Il concerto è chiuso dalla devastante “Into the Necrosphere”. Finalmente arriva il turno delle leggende, ovvero degli Immolation! La band è oltre vent’anni che calca i palchi di tutto il mondo, diventando una vera e propria icona del genere. Appena presentatisi sul palco inizia la loro formidabile performance, gli anni non hanno affatto ammorbidito il loro sound. Basti dare un ascolto al loro ultimo lavoro “Kingdom of conspiracy” la cui title-track è la canzone di apertura del concerto. Io sinceramente, in cuor mio, non avrei mai creduto di assistere ad un live così perfetto. La performance degli artisti di New York si dimostra al di sopra di ogni aspettativa. La freschezza dei riff e della rabbia del bassista cantante Ross Dolan sono superlativi. Anche Bill Taylor ( proveniente da due band storiche come Acheron e AngelCorpse) e Steve Shalaty (Deeds of Flesh) hanno lavorato come forsennati(più esattamente come cani rabbiosi). L’occasione era grossa, vi erano troppi professionisti del genere.   La scaletta è estremamente varia. Gli Immolation non hanno attimi di respiro, ogni canzone si apre senza particolari pause. Con mio grande stupore vengono riproposte tracce che hanno fatto la storia come “Despondent Souls”del primo album “Dawn of Possession”. Il live è stato più o meno di un’ora e mezza e ogni membro ha permesso un grande fomento sotto al palco.Assistiamo addirittura a dei brani presenti sullo torico Ep “Providence” come “What they bring”. Comunque il picco della serata si è avuto alla fine, con la canzone di chiusura “Those Left Behind”: brano-simbolo del combo newyorkese. Per chiunque amante del genere che non sia venuto ho una brutta notizia: una grande lezione di death metal irripetibile è andata perduta.  La grande affluenza di pubblico è la conferma di come Roma accolga tali sonorità!

IMMOLATION

USCITA DEL MESE

Cripple Bastards – Nero in Metastasi 

A 6 anni di distanza tornano i Cripple Bastards. Ci avevano lasciato, a livello di full-lenght, con lo straordinario “Variante alla morte”, uscito su FETO Records. “Nero in metastasi” è la nuova evoluzione della band di Asti. In realtà comunque tra queste due usciti ne abbiamo una, “Frammenti di vita”, che è una raccolta di cover dei beniamini del genere hardcore punk anni 80 italiano.  Pionieri italiani del grindcore e riconosciuti come uno dei gruppi più importanti del genere a livello mondiale, tornano a stupire. Notiamo anche che la produzione è affidata a Relapse Records, un’etichetta affermatissima nell’ambito estremo (possiamo dire che rappresenta una sorta di “promozione”). Infatti il disco si presenta come una delle opere più violente del gruppo. Abbiamo già un inizio straordinario con “Malato Terminale”, che rappresenta un azzeccatissimo intro all’opera. A mio avviso, comunque, il lavoro necessita di numerosi ascolti prima di essere assorbito nettamente. I Cripple Bastards vanno ancora più veloci del precedente full-lenght, toccando addirittura punte di caos estremo (non che non faccia piacere). In risalto è la produzione dai picchi moderni, ma che comunque mette in risalto i magnifici riff e la batteria che va più veloce che mai. Notiamo anche il fatto che la band di Asti, in alcuni tratti si rifà ai propri miti, infatti i toni slayeriani sono evidenti in “Anima In Disgregazione”.Queste 18 tracce ci confermano nuovamente che i Cripple Bastards sono i pezzi da 90 del genere in Italia, e che tutto il mondo ci invidia. Non smentisce lo status di band-culto e sicuramente nessun amante del genere rimarrà deluso. Probabilmente l’uscita dell’anno del settore estremo.

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Autore: Cripple Bastards

Titolo: Nero in metastasi

Etichetta:  Relapse Records

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Tracklist:

CRIPP

1. Malato terminale

2. Fumo passivo

3. Strage di osacoli

4. Regime artificiale

5. Lapide rimossa

6. Promo-parassita

7. Soggetto leucemico

8. Passi falsi

9. Occhi trapiantati

10. Anima in disgregazione

11. Senza impronte

12. Nemico a terra

13. L’apice estremo

14. Sconfitto di ritorno

15. Agonia di un rientro forzato

16. Marcatori positivi

17. Splendore e tenebra

18. Morti asintomatiche

 

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