Metallo Romano #4

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Il 6 marzo 2012 è morto Baffo Jorg – a quasi un mese di distanza brucia ancora. Non ci sarebbe metal a Roma e metal romano – e neanche, per quanto possa contare, questa rubrica – senza di lui: fan ancor prima che promoter, mano tesa per ogni gruppo in cerca di un’opportunità, padre, fratello maggiore, zio, nonno (negli ultimi anni) di tutti i metal kids della capitale. A tutti quanti noi sembrava di conoscerlo da sempre, di aver sempre controllato quali gruppi avrebbero suonato alla serata Metal Massacre più vicina, di aver fatto passaparola e di aver portato ragazzi più giovani a sentire il metal “della porta accanto”; e a tutti noi sembrava che questo non dovesse e non potesse finire mai. E infatti non finisce, continua anche senza Baffo e nel nome di Baffo, per opera della compagna Susanna, che con grandissimo coraggio ha deciso di prendere in mano le redini delle serate Metal Massacre e continuare a lavorare per Roma, per il metal, per i metallari e per chi, semplicemente, ha bisogno di continuare a sentirsi a casa e di vedere, una volta di più, quella mano tesa nell’underground. In bocca al lupo, Susanna. Di cuore.

Live report

La vita, come si dice spesso con troppa retorica, va avanti, e anche la musica. Tocca ai monumentali Eldritch inaugurare il marzo live, ai God Is An Astronaut portarlo avanti, ai consueti appuntamenti con l’estremo sfiancare il pubblico nella rincorsa alla fine del mese, in attesa dell’aprile ricchissimo (e carissimo) che attende i metallari romani.

Eldritch + Rainfall + Noumeno @ Dissesto Musicale, 02/03

Ogni frequentatore di concerti (para)underground della capitale ha visto almeno una volta dal vivo i Noumeno [7] (il sottoscritto è in doppia cifra, per la cronaca), e dunque sa perfettamente cosa aspettarsi dai quattro: progressive metal strumentale il cui tasso tecnico è oltre la stratosfera. Gli applausi (e i cori) sono per il frontman Fabrizio Agabiti (chitarra) ma anche – e soprattutto – per il drummer Emiliano Cantiano, che fra i suoi supporters per la serata al Dissesto conta anche il leggendario John Macaluso (noto per la sua militanza nei progsters Ark e non solo). Al solito, buona esibizione dei Noumeno, ormai consumati “scaldafolla”. Convincono di meno invece i Rainfall [5.5], il cui metal melodico pecca di impatto per una prestazione non esaltante della cantante Francesca Messali – probabilmente penalizzata da un’acustica non perfetta. Non parliamo comunque di un’esibizione negativa in senso stretto, quanto semplicemente schiacciata fra un gruppo di professionisti dello strumento in apertura, e una delle migliori band metal italiane di sempre: non era facile spiccare, e non è davvero un problema non esserci riusciti. Gli Eldritch [8.5], in compenso, non deludono neanche un po’ – anzi, se possibile sorprendono. Lo stupore non è nella bontà del materiale, che è di pregevolissima fattura (sia per quanto riguarda i brani più “rodati” sia per i pezzi estratti dal nuovo disco, Gaia’s Legacy); piuttosto, è l’intensità e la compattezza della performance a spiazzare chi si aspettava un concerto “normale”. L’aggiunta piuttosto recente del tastierista Gabriele Caselli, chiamato all’ingrato compito di prendere il posto che fu di Oleg Smirnoff, ha restituito dinamismo e melodia alla resa live di brani altrimenti granitici (merito di una gran sezione ritmica, senza dubbio, a cui fa da contraltare il solismo di Eugene Simone); le doti istrioniche del singer Terence Holler fanno il resto, regalandoci una serata da ricordare.

God Is An Astronaut @ Circolo degli Artisti, 07/03

Un concerto metal al Circolo degli Artisti? Ebbene sì – più o meno. I God Is An Astronaut [8] sono un gruppo di confine, in grado di scavare oltre il rock e oltre il metal; un nome fondamentale delle scene post-quellochevipare, sottile piacere per metallari, intellettuali e una qualsiasi combinazione delle due categorie. La defezione dei Tides of Nebula lascia l’amaro in bocca, non tanto per il gruppo polacco (comunque valido) in sé , quanto per la sua mancata sostituzione: dal momento che i prezzi non erano esattamente popolari, costava molto aggiungere un opening act locale? Misteri (ma neanche tanto) delle organizzazioni: avrà influito il fatto che il concerto era già sold-out e dunque di spendere soldi extra per offrire uno spettacolo migliore non c’era bisogno? Non fatemi essere (ulteriormente) maligno. In ogni caso, i quattro irlandesi non hanno colpe di tutto ciò e offrono un grande spettacolo. Già, quattro: c’è il tastierista Jamie Dean a “stratificare” il sound live, accompagnando l’assalto chitarristico-bassistico dei fratelli Kinsella. E proprio sulla resa live c’è una sorpresa, che fa storcere nasi su nasi ma che convince una buona metà di pubblico: il sound sprigionato è molto più metalloso di quanto non sia su disco, con pochi momenti atmosferici e addirittura pattern in doppia cassa. Scelta molto coraggiosa che si rivela a mio parere vincente, producendo una prestazione di grande impatto sonoro oltre che visivo.

Obscura + guests @ Traffic, 24/03

Una serata all’insegna del technical death metal che è un tripudio per le orecchie degli appassionati: sarà per questo che non si faceva certo a botte per prendere posto nel (non enorme) Traffic Club. Aprono gli Exivious [6.5] e, se ispirarsi ai Cynic è peccato, questi ragazzi andranno all’inferno in men che non si dica; fortunatamente non lo è, e i quattro olandesi (due dei quali peraltro vengono da un’esperienza proprio con la band di Masvidal) intrattengono con un death strumentale molto progressive e altrettanto ricco di influenze jazz, che si lascia apprezzare con una certa facilità dai presenti. Showstealer incontrastati, a sorpresa, i Gorod [8] rappresentano degnamente l’altro estremo dello spettro del death tecnico, quello più radicato nella tradizione estrema europea (ovvero il melodeath scandinavo) e dall’impatto maggiore: ebbene, forse quello del pubblico era solo un sano bisogno di death “fracassone”, forse (anzi, quasi sicuramente) sono bravi i francesi ad intrattenere e coinvolgere, fatto sta che il pubblico risponde con grande energia alla loro esibizione (compresa l’improvvisazione di basso per ingannare il tempo durante un problema tecnico al microfono). Gli Spawn of Possession [6.5] meritano un discorso a parte, perché come esecutori sono da 9 se non di più, e il pubblico lo sa, lo riconosce e lo apprezza – eppure mancano proprio le canzoni, le linee da seguire. Il tutto si riduce ad un incredibile marasma di note, scale, sequenze, passaggi intricatissimi che fanno cascare ripetutamente le mascelle del pubblico ma, alla fine, si risolvono in un elaboratissimo nulla. Dal vivo sono più coinvolgenti che su disco – più per l’atmosfera generale però che per una presenza scenica tutto sommato rivedibile. Il momento degli headliner è ovviamente atteso con trepidazione da un pubblico scaldato ma non stancato dai tre gruppi di apertura: è la situazione ideale per gli Obscura [7.5], che con questo tour devono necessariamente dimostrare sul campo quello che si dice da tempo, e cioè che siano la next big thing del death metal. Ci riescono in parte, e vado a spiegare perché: il materiale è quello che è (ottimo), il coinvolgimento del pubblico buono, il concerto per un qualche motivo non è perfetto, non è grandioso, ma semplicemente buono. Un po’ perché di fronzoli ce ne sono davvero pochi (fra cui un bell’assolo di batteria utile a spezzare il ritmo) e, anche se Muenzner & company sono tecnicamente scintillanti, si sente la mancanza del mostruoso bassista Jeroen Thesseling, che ha lasciato la band da qualche mese. L’impressione che resta alla fine è quella di un gruppo a cui manca un non meglio precisato step per diventare grandissimo – ma ci riuscirà senz’altro.

Recensioni

Aspettando il quinto album degli Hour Of Penance, Sedition [9 sulla fiducia, lo troverete nel prossimo numero di Metallo Romano], in uscita il 6 aprile, non mancano le proposte interessanti da Roma e dintorni. Guidano la carica i caciaronissimi Southern Drinkstruction, che si presentano con il secondo full-length, Drunk Till Death [7], un death’n’roll caotico e invadente che diverte, strattona e intrattiene senza mai incidere fino a fondo ma rappresentando, tutto sommato, un ascolto piacevole, per quanto non equivalente ad un live della band – convincono meno oltretutto i brani più lunghi, sintomo di una proposta musicale un po’ troppo omogenea. Picchiano durissimo invece i Fomento, che tornano dopo qualche anno di troppo con l’ottimo To Persevere Is Diabolical [8], un manifesto di thrash a metà fra vecchia scuola (il formato, l’atmosfera e i netti richiami slayeriani) e presente, con un taglio estremo praticamente senza paragoni. Peccato per qualche passaggio non riuscitissimo, ma si tratta in ogni caso di un disco da ascoltare fino a consumarlo. Con influenze simili ma, alla resa dei conti, lievemente meno incisivi i Lapida, il cui Hate Leads Violence [7] è un discreto lavoro thrash con radici fin troppo piantate nella scuola americana degli anni ottanta: qualche volta un pizzico di intraprendenza e di voglia per distaccarsi dal Vangelo della Bay Area farebbero miracoli. Il primo album dei Coprophiliac, se da una parte fa sollevare più di qualche sopracciglio per via di un songwriting fin troppo diretto e privo di fronzoli, estremo con tanta potenza e cattiveria ma senza un quid che faccia spiccare i due romani, dall’altra offre qualche spunto interessante (drum machine su tutti, una scelta davvero azzeccata) che rende Whining Bitch Treatment [6.5] un disco sufficiente, buona base su cui lavorare per il futuro. La sorpresa vera viene però da un gruppo in parte laziale e in parte dell’Emilia-Romagna: cinque ragazze (!) dedite ad un doom molto oscuro e ricco di influenze estreme. La band si chiama SaturninE, il demo [8] pure, e l’ascolto è consigliatissimo: riff plumbei e azzeccatissimi, sound profondo e di grande impatto, parti vocali in un growl di chiara derivazione sludge – una produzione che è figlia bastarda di Saint Vitus e Eyehategod, giusto per non scomodare nomi importanti. Ben eseguita anche la cover dei Bathory, Call from the Grave, appesantita e incupita ma immutata nella sostanza sonora.

Calendario

06/04 Red Fang+Black Tusk+Doomraiser @Traffic Club

07/04 Richard Benson @Orion

11/04 Terror+Death Before Dishonor+Take Offense @Traffic Club

11/04 Setanera @Jailbreak

12/04 Silverstein+We Are the Ocean @Traffic Club

13/04 Rhapsody of Fire @Orion

16/04 Epica+guests @Orion

20/04 Taake+Disguise+Sedna+Nerodia @Traffic Club

20/04 Folkstone @Stazione Birra

22/04 Killing Joke+The Crying Spell+The Icarus Line @Orion

22/04 Neverhush @Jailbreak

23/04 Om @Circolo degli Artisti

27/04 Entombed+guests @Traffic Club

28/04 Cancer Bats+Hierophant+Scenario+The Hardest Season @Init

28/04 Acid Fest: Danava+Saviours+L’Ira del Baccano+Ape Skull @Sinister Noise

29/04 Acid Fest: Karma to Burn+Black Rainbows+Black Land+Elephante

29/04 Forgotten Tomb+Handful of Hate+Lunarsea+Satanika @Traffic Club

02/05 The Dillinger Escape Plan @Circolo degli Artisti

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