Metallo Romano #1

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Comincio prendendomi un piccolo spazio per introdurre questa rubrica, al suo primo numero ufficiale. L’obiettivo principale è trattare il metal romano – che siano demo di giovani da incoraggiare, uscite underground di vecchie glorie (come i TIR che trovate in questo numero) o serate dal vivo – ma ovviamente non finisce qui. Oltre ai live dei gruppi de casa nostra, tanto per cominciare, verranno raccontati anche i tour che fanno tappa a Roma (qua sotto, ad esempio, vedete il report del tour di Gorgoroth e Vader); inoltre, non manca uno sguardo sul mondo, questo mese sotto forma di classifica del 2011 (un po’ particolare, lo ammetto), dal prossimo numero con recensioni in pillole e approfondimenti.

Live report

Mese piuttosto di transizione, per quanto riguarda il metal dal vivo, ma basta il tour di Gorgoroth e Vader per far felici i fan più intransigenti. Qualche serata interessante, invece, è finita schiacciata in mezzo alle festività.

Nanowar of Steel @ Qube, 08/12

Astenersi seriosauri: tornano a suonare a Roma i (romanissimi) Nanowar Of Steel [7], scanzonata comedy band attiva nel circuito underground dal 2003 (e nota, fra le altre cose, per pubblicare i propri album in free download sotto Creative Commons). Certo, la comicità dei Nanowar, che prendono in giro il metal epico e power a suon di inni al sesso gay, alla zoofilia, agli assorbenti interni e così via, non è esattamente oxfordiana, e il limite del cattivo gusto viene sfiorato (e superato) tante, troppe volte. Ciò non toglie che il concerto riesca sotto ogni punto di vista. Il motivo principale è che i cinque nanowarriors sono ottimi musicisti, in grado di “giocare” con il materiale a disposizione e di mettere in piedi uno show che avrebbe senso anche senza sketch e costumi ridicoli; ma in effetti è il tutto a girare ed incastrarsi (quasi) alla perfezione. Le turbe adolescenziali dei metallari presenti sottopalco vengono incitate, le cover di Iron Maiden (The Number of the Bitch) e Metallica (Master of Pizza), seppur eseguite non benissimo a fine concerto, accontentano quelli che del metal conoscono solo quei gruppi là, si ride, si scherza e si torna a casa felici. Quello che rimane è un concerto ben programmato e ben suonato (in un locale molto valido con un’acustica solo lievemente penalizzante per le parti vocali), ma infarcito di scenette che, alla lunga, stancano.

Gorgoroth & Vader + guests @ Traffic, 09/12

Locandina del Sign of Hell Tour 2011 A guardare la scaletta di questa data romana del The Sign of Hell Tour 2011 c’era da rimanere perplessi. Tanti gruppi e una schedule compatta, difficile da rispettare – ci si rassegnava a vedere gli headliner verso le due inoltrate, insomma. E invece…se resta comunque la critica per aver infarcito il bill inserendo alcune band non meritevoli del palcoscenico, a questa va aggiunto il plauso per un’organizzazione ferrea per quanto riguarda la scaletta. Il “però” grosso come una casa riguarda il trattamento riservato ai Vader, il cui set viene tagliato e che si sono lamentati via internet di numerose magagne organizzative. Delle cinque band a suonare prima degli headliner a colpire sono i Kurgaall [6.5], band piemontese che propone un black metal forse un po’ vecchio stile ma di forte impatto, e (in parte) gli Adimiron [6], ma dal gruppo romano, che in dieci anni ha pubblicato tre album e ha suonato centinaia di date, ci si aspetterebbe di più – o forse è solo la proposta ad essere tutto sommato un po’ troppo ripetitiva. I Vader [7.5], invece, fanno quello che devono fare: creano il caos. Una setlist abbastanza equilibrata, che prende soprattutto dal nuovo Welcome to the Morbid Reich ma che non disdegna tuffi nel passato, viene presentata con taglio ed energia, sfruttando un pubblico assolutamente bendisposto e pronto ad incitare la storica band polacca nel più fisico dei modi. Ma quando arrivano (e, da brave rockstar, si sono fatti attendere un po’) i Gorgoroth [8.5] non ce n’è per nessuno: purissimo black metal norvegese preso da una discografia ampia (otto dischi dal 94 ad oggi) e di spessore, ma soprattutto una presenza scenica da far paura – letteralmente. Metaforica, invece, la medaglia che si prende chi è uscito indenne da un pit bello serrato, uno dei migliori che io ricordi in un concerto romano. L’assenza di security all’interno del locale è comunque vistosa, la temperatura eccessiva, i suoni non sempre perfetti – ma la serata si può comunque dire riuscita, grazie a due headliner di altissimo livello.

EXTREME MOMENT: Nel moshpit infernale durante l’esibizione dei Gorgoroth, vedere ragazze lottare, sopravvivere e cavarsela meglio di tanti adolescenti celoduristi…

SAD MOMENT: …che hanno evidenti problemi a gestire gli ormoni: quattro risse sedate, una no (bilancio: un occhio nero e un taglio allo zigomo). Lasciare il cervello a casa prima di un concerto, permettetemi di dirlo, è veramente da idioti.

Recensioni

L’evento del mese è senza dubbio il ritorno in grande stile dei TIR, una delle band protagoniste della New Wave of Italian Heavy Metal nei primi anni ottanta, che arrivano a pubblicare il primo full-length a trentun anni dalla fondazione del gruppo. Un plauso, dunque, a Jolly Roger Records, che si è presa la briga di dare il meritato spazio ai TIR – già, meritato: i “ragazzi” non hanno dimenticato come si suona l’heavy più classico, per cui il loro album, Heavy Metal [8], non soffre più di tanto del passare del tempo. Certo, la proposta risulta inevitabilmente un po’ datata, ma allo stesso tempo piacevole, energica ed efficace. Undici pezzi – tra i quali fa senza dubbio piacere ritrovare quella Nell’Anima già incisa per la storica compilation Metallo Italia (manifesto della NWOIHM) – in grado anche di spaziare sfiorando il rock progressivo anni settanta negli episodi più apprezzabili e distinguendosi per l’alternanza fra italiano e inglese nei testi. C’è qualche battuta a vuoto, ma l’operazione può dirsi più che riuscita: non si respira vecchiume, ma anzi si percepisce la voglia di fare di una band che appartiene a tutti i metallari italiani.

Per quanto riguarda i demo veri e propri, l’esordio dei Seventh Genocide [6], seppur difficilmente giudicabile (solo due brani, ascoltabili sul myspace della band), offre sia spunti interessanti, tra cui una cura degli arrangiamenti insolita per una band black metal e una buona abilità nella commistione fra le diverse ondate black, sia spigoli critici, come la voce, assolutamente non convincente, e la registrazione (su cui siamo comunque disposti a chiudere un occhio). Dei due brani, Afterdeath è quello con il riff migliore, non lontano da certe atmosfere “tardo-burzumiane”, mentre Cloud Desolation si perde un po’ in un assolo troppo lungo (ma è da apprezzare lo stacco centrale, quasi post-metal). Le potenzialità ci sono, così come i punti su cui lavorare. Dal bassista e cantante dei Seventh Genocide, Rodolfo Ciuffo, arriva anche un demo a firma Angew [6.5], sempre inseribile nel black metal ma maggiormente ricco di influenze esterne, riconducibili allo shoegaze e all’ambient. Anche qui due brani ascoltabili sul myspace di questa one man band, anche qui idee e soluzioni interessanti macchiate da una presentazione non sempre all’altezza – la voce è sempre quella ed è assolutamente da rivedere, la registrazione altrettanto pedestre, qualche passaggio si incastra a fatica – ma possiamo di nuovo alzare il pollice per un demo di discreta qualità e per un progetto da tenere d’occhio.

Top Ten Epic Fails del 2011

Il 2011 ci ha regalato tanta ottima musica, qualche grossa uscita ai limiti dell’ascoltabile e soprattutto tante, tante, tante figuracce da parte di musicisti e operatori del settore. Le ripercorriamo insieme, in un conto alla rovescia dell’orrore.

HONOURABLE MENTION: Il ritorno dei Morbid Angel

Otto anni di attesa per il ritorno di una delle più grandi e venerate band death metal di tutti i tempi, risultato? Una porcata indescrivibile, un disco brutto che più brutto non si può, pieno di contaminazioni goffissime e di brani traballanti. A fare da ciliegina il titolo, Illud Divinum Insanus: neanche i migliori esperti di lingua latina dei cinque continenti hanno saputo dargli un senso. LA PROSSIMA VOLTA MEGLIO UN POKERINO

10 Dani Filth e la security: tackled!

Premessa: Dani Filth arriva a stento al metro e sessanta. Eppure decide lo stesso di dare di matto nel backstage di un festival francese, risultando così fastidioso e incontrollabile da spingere un membro della security al grande gesto: come nelle migliori commedie americane, in un rallenty infinito (perlomeno, io me la immagino così la scena), un nerboruto addetto alla sicurezza si lancia sul frontman dei Cradle of Filth, placcandolo e immobilizzandolo a terra. Risultato? Dani infortunato, i Cradle of Filth cancellano apparizioni ai festival per il mese seguente. TESTA CALDA

9 Gli Angra al Rock in Rio

Il Rock in Rio 2011 è stato un festival strepitoso (ci sono concerti interi su YouTube, nel caso voleste toccare con mano) e per le poche band metal presenti si trattava di un’ottima vetrina. Gli Angra, oltretutto, giocavano in casa: era impossibile fallire. Giusto? No, a quanto pare no. Perché, un po’ per un sound sballato, un po’ per colpa dello svociatissimo Edu Falaschi (che ci ricorda una volta di più di non essere André Matos in incognito), un po’ per motivi vari, la prestazione degli Angra può essere riassunta in una sola parola. PIETOSI

8 I Sepultura non si riuniscono – e ci tengono a dirlo

Da un anno e mezzo le webzines di tutto il mondo hanno una certezza: che almeno una volta al mese ci sarà qualcosa da scrivere sui Sepultura. Max Cavalera, Andreas Kisser, Paulo jr., Igor Cavalera e altre persone più o meno vicine alla band continuano a dire che no, non ci sarà una reunion, il tutto condito da frasi amichevoli e di reciproca stima. Come Max Cavalera che accusa Paulo jr. di essere il vero responsabile e di non aver mai suonato una nota, né in studio né dal vivo, o come Andreas Kisser che chiama lo stesso Cavalera “uno stronzo bugiardo”. TELENOVELAS

7 Lo split dei Rhapsody

Posso dirlo? Non ci ho capito niente. I Rhapsody of Fire, un tempo Rhapsody, si sono separati. Il chitarrista Luca Turilli forma un suo progetto con ex membri della band, dal nome Luca Turilli’s Rhapsody. Fabio Lione e Alex Staropoli (voce e tastiere della band power metal) fanno entrare nei Rhapsody of Fire musicisti che hanno collaborato ai dischi solisti di Turilli. Il batterista è lo stesso per tutti e due i gruppi. Luca Turilli suonerà power sinfonico mentre i Rhapsody of Fire…pure. PAGHI DUE, PRENDI UNO

6 Vince Neil e la legge

Che il frontman dei Motley Crue Vince Neil abbia avuto in passato guai giudiziari è cosa nota, e non vorrei tornare sull’argomento. Ma nel 2011 Neil ha dato il meglio di sé. Processato per guida in stato di ebbrezza (dopo che anni fa aveva causato un incidente mortale dovuto all’alcol), si è preso una pena simbolica e ha avuto il coraggio di protestare; uscito dal carcere, passa qualche settimana e si prende una nuova denuncia. Questa volta per violenza domestica – per aver messo le mani addosso alla sua ex in una discussione. Chapeau. UOMO DI CASA

5 L’esorcismo di NecroButcher

In Italia si avvia alla chiusura il Grande Fratello, in Norvegia il bassista di una band black metal si fa esorcizzare in televisione. NecroButcher, al secolo Jorn Stubberud, storico musicista dei Mayhem, si è prestato ad un esperimento quantomeno discutibile, che ha visto coinvolto il notissimo esorcista americano Bob Larson (sì, quello che vent’anni fa veniva chiamato, durante la sua trasmissione radio, da Glen Benton dei Deicide). Il video è disponibile su youtube, e mette a confronto due persone clamorosamente prive di autoironia in un contesto così serio da essere ridicolo. In ogni caso (spoiler alert) pare che i demoni non abbiano lasciato il corpo di NecroButcher. EMILY ROSE CI FA UNA PIPPA

4 L’umanità dei Manowar

Nella notte fra il 4 e il 5 aprile muore l’ex batterista dei Manowar Scott Columbus. Nonostante Columbus non suonasse con la band dal 2008, continuava a figurare come membro dei Manowar e nessuno degli altri componenti (soprattutto il bassista-manager Joey DeMaio) aveva mai fatto cenno alla questione. Cosa ancora più interessante, pochi mesi prima di morire Columbus aveva dichiarato che, contrariamente a quanto detto dalla band venti anni fa, suo figlio non è mai stato malato e non ha mai dovuto lasciare i Manowar per questo – tanto per cambiare, il gruppo ha reagito con un “no comment”. Dieci giorni dopo la sua morte, uno striminzito messaggio di cordoglio appare sul sito dei Manowar. IPOCRITA A CHI?

3 Il Sonisphere sbarca in Italia

Ci si aspettava un arrivo in pompa magna per il Sonisphere Festival in Italia, dopo i bill strabilianti e le buone organizzazioni mostrate in giro per l’Europa (anche se il fango svizzero del 2010 era già un presagio). Così il team di LiveNation decide, a tre giorni dall’evento, che di chi ha pagato il biglietto non gliene può fregar di meno, e realizza un capolavoro di incompetenza logistica. Sei band annullate, eliminato il secondo stage (e della situazione di acqua, cibo, parcheggi e altro si potrebbe parlare a lungo), una dichiarazione meravigliosa di Andrea Pieroni: “Dovevamo decomprimere la giornata, ci sarebbe stata musica non-stop.” Mentre sappiamo benissimo che nei grandi festival europei ci sono ore di pausa fra un gruppo e l’altro, no? MADE IN ITALY

2 Varg Vikernes novello Dan Brown (e un po’ Hitler)

Dimenticate quello che vi hanno detto i media cospiratori sulla strage di Bergen di quest’estate. La colpa non è semplicemente di un uomo chiamato Anders Breivik, terrorista nazionalista. No, la colpa è degli ebrei. Ma certo, è così ovvio…come abbiamo fatto a non pensarci noi? Si tratta chiaramente di una cospirazione criptosionistamassonicazoofila tesa ad assicurare alle lobby ebraiche il dominio sul mondo. Partendo dalla Norvegia. Secondo Vikernes, d’altra parte, gli ebrei hanno creato “il marxismo, il femminismo, il cristianesimo, la cosiddetta psicologia, le banche, il movimento hippie e tutto ciò che punta a distruggere le nazioni europee”. La chiosa è puro genio: “i veri nazionalisti non uccidono bambini della loro nazione. Non erano ancora estremisti marxisti, erano solo bambini”. Capito, Breivik? Uccidili da grandi, nessuno ti dirà niente. MA DUE SCHIAFFI NO?

1 Il lungo addio dei Judas Priest

“Oh, hai sentito?” “Cosa?” “Si sciolgono i Judas Priest!”. Panico nella comunità metallara mondiale: possibile, un mondo senza Judas Priest? Sembrava tutto chiaro: annuncio dello scioglimento e tour d’addio. Ma c’era qualcosa di strano. Il tour, chiamato Epitaph, sarebbe solo l’ultimo grande tour della band, che continuerà a fare show isolati. Lo storico chitarrista KK Downing decide di mollare, sostituito dal carneade Richie Faulkner. Viene annunciato un nuovo disco in lavorazione – “il nostro disco d’addio, anche se forse non sarà l’ultimo”, testuali parole. Nell’incertezza, i biglietti per l’Epitaph tour vanno via come noccioline, e quest’estate tutti si godono (?) una band effettivamente piuttosto alla frutta. Tanta emozione, baci, abbracci – anzi, no: il tour continua. Per un altro anno. E poi il nuovo disco. E, chissà, i festival pagano bene… BUFFONI

Calendario: gennaio 2012

I principali appuntamenti live già annunciati per gennaio 2012.

06/01: Raw Power+Straight Opposition+In Cold Blood @Traffic

06/01: Funeral Rape+Ultimo Mondo Cannibale+Cannibe@Closer Rock Club

08/01: Kaledon+Rosae Crucis+Noumeno@Traffic

13/01: Disease+Bad Bones+Funeral Mantra+Dancing Crap@Closer Rock Club (serata Metal Massacre)

14/01: The Secret+Lento@Traffic

19/01: The Answer@Lanificio 159

26/01: Theatres des Vampires@Qube

27/01: Furor Gallico+guests @Closer Rock Club (serata Metal Massacre)

27/01: Locanda delle Fate @Jailbreak

E con questo è tutto per gennaio, ci si rivede fra un mese con recensioni, live reports e “rubriche nella rubrica”. Stay Metal!

Filippo Festuccia

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