MiAmi Festival – Day 1

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Gentili lettori, cheap sound vi da il benvenuto al Mi ami 2017 minuto per minuto. La tredicesima edizione di uno dei festival più importanti della musica indipendente italiana che si terrà come ogni anno al circolo magnolia di Milano, le aspettative sono alte e i nostri inviati non vedono l’ora di raccontarvi una tre giorni di “partite” indimenticabili.

La prima giornata del Mi ami, giovedì 25 maggio, ha in riservo delle scommesse e soprattutto delle grandi conferme. L’atmosfera è delle delle migliori con l’arrivo del primo caldo e le prime birre ghiacciate: è tutto pronto per l’inizio del. festival.

A raccontarvi questa prima giornata abbiamo la nostra “ femme fatale “ Maria Sole.

Maria Sole: dicono che il 13 sia un numero sfortunato.

Eppure la tredicesima edizione del Miami ci ha fatto sognare!

25/26/27 maggio 2017: i giorni della musica importante a Milano, il festival della musica bella e dei baci.

Il circolo magnolia per questa prima giornata si presenta con due palchi aperti su tre: Nicolò Carnesi, Pan del Diavolo, Zen Circus, Carmen Consoli al palco Dottor Martens.

Kiol, Henry Beckett, Eva, Pieralberto Valli, Lucio Corsi, Campos e Dimartino + Cammarata al Palco Raffles.

La prima serata tocca le corde più intime dell’animo.

Lucio Corsi e i suoi animali raccontati con parole delicate e pesate, menestrello della Maremma trapiantato a Milano. Le sue canzoni, accompagnate dal disegno simultaneo degli illustratori ospiti, ci fanno tornar bambini.

Bravissimi i Pan del Diavolo, il duo si riconferma grandioso sul palco, con una performance melodica di tutto punto.

Veri #supereroi!

Gli Zen ci raccontano il loro mondo disincantato con i pezzi dell’ultimo album (La terza guerra mondiale, 2016) e ci regalano qualche vecchia perla del loro repertorio.

Ce l’hanno con tutti e con nessuno, fanno sentire la gorgia aspirata livornese e mostrano petti di tutto rispetto: Appino tiene il palco e, nonostante si dicano “vecchi di merda”, sono sempre sul pezzo, #toscaniveraci.

L’amato Antonio Dimartino si sposa – non con me, purtroppo! –  alla perfezione con il “nuovo” compagno di avventure Fabrizio Cammarata. La sicilianità trasuda da tutti i pori, il loro lavoro/omaggio a Chavela Vargas ci fa viaggiare dal sud al Messico, pur restando intrappolati tra le zanzare e l’Autan dell’Idroscalo. Si crea tra una sinergia artistica speciale, sembra di vedere due fratelli sul palco. Picicca Dischi si riconferma un’ottima etichetta, qualitativa.

Infine, Carmen Consoli delizia il Miami con i suoi cavalli di battaglia, tra cui gli indimenticabili “Amore di Plastica”, “Fiori d’arancio”, “L’ultimo bacio”, “In bianco e nero”. Accompagnata da un’orchestra che conta alcuni fiati e legni, appare eterea e leggera, in un abito bianco che la fa sembrare un’eterna bambina. L’apice della grinta si è raggiunto con “A finestra”, canzone cantata in siciliano e diventata ormai emblema della cantautrice catanese. La voce graffia, non c’è che dire.

Grazie Carmen, non c’è stata una fanciulla nella folla che non cantasse a squarciagola le tue canzoni, ripensando a quando in cameretta si recitava maledizioni contro lo spacca-cuori di turno.

Il dj set non ve lo sto nemmeno a raccontare, tanto eravamo tutti #confusiefelici.

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