Micah P Hinson @ Chiesa Evangelica Metodista

Salopette da metalmeccanico, porta finalmente la classe operaia in paradiso evangelico, da metodista.

Cappello da ferrotranviere appena uscito da una bisbocciata nel club dopolavoro-primacreomusica.
Tenuta da Super Mario Bross, in sella ad un bastone da rabdomante, capace di fiutare il flusso dei nostri desideri, imbrigliarlo in un puledro bianco dal manico affusolato, sorseggiare la nostra anima in una centrifuga di parole lasciate a fermentare. Deragliare con i volumi, inalberare la voce fino a graffiare il soffitto della chiesa, dialogare con la croce illuminata di rosso, barcollare come schiacciato da un peso di solitudine gravitazionale, intonare sguardi con la propria donna, attaccare la chitarra al cordone ombelicale del suo futuro figlio, la preghiera di un progresso mentale che lo salverà da un ipotetico Micah P Hinson. Grazie per non averci salvato da te stesso. Concerto-moleskine. Canto quello che il cuore apostrofato mi comanda, canto a malavoglia Gospel of Progress. Il passato è  un disco rotto. Il finale è un’improvvisazione scordata al pianoforte. Scordata, dimenticata. Micah cazzi.

Graziano Giacò

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