I Migliori dischi del 2016 secondo Cheap Sound

Il 2016 è volato via, e ha lasciato un’eredità musicale che difficilmente passerà inosservata.

In redazione abbiamo gusti molto diversi, e lo capirete leggendo le nostre personalissime classifiche.

Non vi resta che godere di quest’articolo fino in fondo, accettare i nostri consigli e aspettare insieme il 2017!

Maurizio Narciso

10) Prins Thomas – Principe Del Norte

Un “E2-E4” (Manuel Göttsching) aggiornato ai tempi della disco-house!

9) Cosmo – L’Ultima Festa

Un album che mette insieme elettronica per ballare e spirito cantautorale. Una festa (e non sarà l’ultima).

8) Not Waving –Animals

Il disco più politico del 2016 – ascoltate con attenzione il pezzo che si chiama “24”. Elettronico; esce per un’etichetta dai cuore punk; lo firma un italiano.

7) Tim Hecker – Love Streams

Un disco che guarda indietro e allo stesso tempo al futuro. Musica sacra in technicolor.

6) Badbadnotgood – IV

Se l’anno scorso c’è stato Kamasi Washington a riportare il jazz sotto i riflettori della musica contemporanea quest’anno ci pensano loro. Disco incredibile, anche per chi è a digiuno del genere.

5) American Football – American Football

Mancavano dalle scene da 17 anni e tornano nel 2016 con il disco pop-rock perfetto.

4) Nicolas Jaar – Sirens

Essere musicalmente liberi esprimendosi nel modo più sincero possibile eppure condensare il tutto in appena 40 minuti di estasi sonora. Bentornato al meglio, Jaar.

3) Mark Pritchard Under The Sun

Pochi altri dischi quest’anno sono riusciti a essere così sfuggenti eppure di gran classe come questo “Under The Sun”. Un ottimo compendio alla modernità in musica.

2) David Bowie – Blackstar

Molto più di un testamento artistico, un lavoro enorme che suona jazz ma anche wave o, semplicemente, post-tutto.

1) Radiohead – A Moon Shaped Pool

Un disco moderno e classico allo stesso tempo; i Radiohead così in forma non lo erano dai tempi di Amnesiac (era il 2001).

 

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Radiohead, A Moon Shaped Pool. Maggio 2016

Attilio Giuliani

10) L.A. salami – Dancing with bad grammar

Un ragazzetto hipster londinese di colore che mischia blues e hip hop, con una voce fantastica e dei testi eccezionali.. Un Meltin’ pot che non può non essere in classifica.

9) Motorpsycho – Here be monsters

L’ultimo disco del trio norvegese è la celebrazione della sperimentazione e della ricerca di nuovi orizzonti musicali, in chiave Floydiana. Bellissimo.

8) Mary in June – Tuffo

Un disco che ho letteralmente consumato. Intenso, emozionante e riflessivo, ottimo prodotto di una band che finalmente sta avendo il successo che merita. Si lascia ascoltare e ci prende per mano in tutti i momenti della nostra intimità.

7) Thegiornalisti – Completamente Sold out

Un disco ben congegnato e ben suonato; anche se è il pop più becero e smielato di questo 2016,  Tommaso Paradiso e soci ce l’hanno fatta di nuovo. Un disco per innamorati, o per chi è stato lasciato e si strugge. Venditti è tornato sotto nuove spoglie.

6) Kevin Morby – Singing Saw

Un disco che ho avuto la fortuna di ascoltare dal vivo; il terzo disco dell’ex bassista dei Woods è il disco della maturità, sia artistica che concettuale. Un “Alternative Country” suonato con una Jaguar, come si conviene.

5) Canova – Avete ragione tutti 

Band milanese che non riesco a smettere di ascoltare. Dall’uscita del loro disco, il singolo “Vita Sociale” è perennemente nella mia testa. Un pop leggero, quasi ballabile, ma non per questo privo di contenuti. Gran disco, prevedo un futuro roseo per loro.

4) King gizzard & The Wizzard Lizard – Nonagoon Infinity

Un disco che suona “antico” ma al tempo stesso di una modernità pazzesca: sonorità anni ’70, garage, progressive, psichedelia. Organi che si intrecciano a riff di chitarra e rullate frenetiche. In Australia, oltre ai canguri hanno anche una band C L A M O R O S A.

3) I Cani – Aurora

Il salto di qualità che nessuno si aspettava. Se da un lato ci sono temi e sonorità complessi e “maturi”, dall’altro continuiamo a preferire i vecchi Cani, quelli che raccontavano Roma e ci facevano saltare ai concerti. I primi due album li avrei messi al primo posto ad occhi chiusi, ma Aurora, per quanto sia un bellissimo disco, non lo merita.

2) Francesco Motta – La fine dei vent’anni

Il primo approccio con il disco di Motta non è stato dei migliori, ma pian piano è diventata una vera e propria ossessione. La Fine dei Vent’anni è un disco che cammina da solo, che corre, che urla, che ti mette le ali ai piedi e ti fa volare. La targa Tenco è il giusto riconoscimento ad un artista che dovrà riconfermarsi con i prossimi lavori, e che pure dal vivo è pura energia.

1) Radiohead – A Moon Shaped Pool

Il Disco del 2016.

Non c’è niente fuori posto, nessuna imperfezione, nessuna canzone troppo lunga o troppo corta, nessun tipo di errore, semplicemente Perfetto. Thom Yorke, i fratelli Greenwood, Ed O’Brien e Philip Selway, poeti, cantori, geniali orchestratori di questo idillio chiamato sogno sotto forma di Lp. La gratitudine è l’unico sentimento che bisogna provare dinanzi a cotanta bellezza.

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Kevin Morby dopo un concerto a Glasgow, UK, accecato ma felice, ma soprattutto “Cheapsoundizzato”.

Domenico Caliandro

10) Wilco – Schmilco

La band di Chicago, con il loro decimo album, vogliono scacciare vie le critiche  e ci riescono alla grande con un album folk e un sound “pacato” con chitarra acustiche. Loro ci saranno sempre nelle mie classifiche.

9)  Kanye West – The Life Of Pablo

E’ sicuramente l’album più complesso e in continuo “work in progress”  ,come definito proprio dallo stesso rapper, della sua discografia ma è infatuazione già dai primi secondi e non stanca mai all’ascolto.

8) David Bowie – Blackstar

Il giorno del suo sessantanovesimo compleanno esce l’album “testamento” di questo grande artista e ancora una volta mischia le carte in tavola con un disco per niente scontato e mai sentito. Grazie di tutto Duca.

7) Ex Otago –  Marassi

Marassi è l’album della svolta per gli Ex Otago. Ancora adesso se non l’ascolto durante la giornata sento che mi manca qualcosa perché riesce a trasmettermi  sentimenti ed emozioni collegandoli alla mia vita, soprattutto grazie ai testi, che pochi album in questo anno sono riusciti a dare.

6) Goggs – Goggs

Quando leggo Ty Segall in qualsiasi progetto mi butto subito a capofitto nell’ascoltarlo e anche questa volte non delude le aspettative con un album che non ti lascia un attimo di respiro e pogare anche con l’armadio.

5) I Cani – Aurora

Amo a dismisura I Cani e con Aurora il mio amore per lui è diventato incondizionato. Con questo album Contessa è riuscito a raggiungere “quasi” la perfezione.

4) Anohni – Hopelessness

Antony Hegarty mette da parte il suo passato e si mette in gioco con il suo primo album da solista. La sua voce particolare e orchestrale insieme alla base elettronica crea un connubio stupefacente. Grande sorpresa di questo 2016.

3) Minor Victories – Minor Victories

Quando tre componenti di tre gruppi importanti (Slowdive, Mogwai ed Editors) decidono di formare un “supergruppo” l’unica cosa che può derivare da questo è il raggiungimento di un “superalbum”  meritando con pieno successo il terzo posto di questa classifica.

2) Cosmo – L’ultima Festa

Molti storceranno il naso vedendo Cosmo così in alto in questa classifica ma questa è una classifica particolare, basata soprattutto sul cuore e in parte sulla mente e Cosmo è riuscito a combaciare in me tutte è due le cose con un album intenso e allo stesso tempo con una voglia smisurata di ballare e dimenarsi. Cosmo se continui così non sarà mai L’ultima Festa.

1) The Radio Dept – Running Out Of Love

Ebbene sì The Radio Dept conquistano senza se e senza ma il primo posto di questa speciale classifica. Il gruppo svedese ha prodotto un lavoro magnifico, un album con il quale dal primo all’ultimo secondo vengo trasportato in un mondo senza pensieri a fantasticare e sognare, disteso sul mio letto da solo con le cuffie.

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Running out of love, disco più bello del 2016 per il nostro Domenico.

Luca Quartarone

10) Wrongonyou- The mountain man

Apre la classifica il cantautore romano Marco Zitelli che dopo aver fatto attendere tutti con una serie di singoli, uno più bello dell’altro, esordisce con il questo Ep.

9) Pop x – Lesbianitj

Un album che sembra uno scherzo… Musica di merda o artista geniale? Per me è la seconda.

8) James Blake – The colour in anything

Il cantautore inglese ha fatto centro di nuovo, anima gospel e battiti elettronici per un viaggio emozionale di più di un ora.

7) Ex otago – Marassi 

Da più di dieci anni sulla scena e una domanda che mi faccio: + Synth e – Chitarre? Se il risultato è un album del genere tutta la vita!

6) Thegiornalisti – Completamente Sold out

Non vogliono più essere definiti un gruppo “indie” ma “pop” e dopo il successo che hanno avuto con quest’album hanno ragione loro.

5) Motta – La fine dei vent’anni

Cosa fa un musicista con anni di esperienza che esce con il suo primo album da solista? Vince la targa tengo come miglior opera prima.

4) Moderat – 3

Terzo lavoro del progetto Moderat. Da Berlino l’ennesima conferma di un collettivo che funziona e si prende gran parte della scena elettronica nel 2016.

3) I cani – Aurora

Diverso dai primi due, Aurora è un album che ha avuto bisogno di tempo per essere capito. Un cambio di genere? L’unica cosa che conta è come mi abbia cambiato quest’anno!

2) Kings of leon – Walls

Non ci sono cambiamenti sconvolgenti in questo album rispetto ai lavori precedenti. La cosa sinceramente non mi ha toccato e Walls è semplicemente un disco dove non riesco a trovare nemmeno una traccia che non apprezzo…The kings are back!

1) Cosmo – L’ultima festa

Dalle corse in macchina ai numerosi live infiniti alla quale ho assistito, tra date del tour e festival, questo è il disco che mi ha dato più emozioni e mi ha fatto ballare fino allo stremo in questo 2016.

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L’Ultima Festa di Cosmo, aprile 2016

Antonella Ragnoli

10) Canova – Avete Ragione Tutti

Un disco apparentemente “leggero” dalle sonorità pop rock accattivanti cucite sulla classica forma canzone italiana.

9) Wilco – Schmilco

Arriva a meno di un anno dal precedente senza deludere, anzi l’art work di Joan Cornellà gli conferisce più forza

8) Astral Week – Get Behind

Ottimo esordio della band romana che tra pop, rock e psych compone sonorità originali e melodie vintage.

7) The Warlocks – Songs from the Pale Eclipse

Ambientazioni scure e richiami allo shoegaze per una band che ha fatto la storia del genere.

6) Iggy Pop – Post Pop Depression

L’Iguana del Rock regala un altro pezzo di storia tornando ai suoi suoni più punk che da qualche tempo erano mancati.

5) Daughter – Not to Disappear

La band inglese mescola alt-rock con sonorità new wave e dream pop, riconfermando le capacità dell’esordio.

4) The Winstons – The Winstons

Si cambia registro per un viaggio tutto psych e prog che dai giorni nostri accoglie sonorità originali dei ’60 e dei ’70 grazie all’estro e alle doti dei fratelli Winstons: Roberto Dell’Era, Enrico Gabrielli e Lino Gitto.

3) Afterhours – Folfiri o Folfox

Un disco intenso di chiari e scuri, di morte e rinascita che mescola le sonorità originali più noise e prog della band di Agnelli a quelle più pop delle loro ormai storiche ballate.

2) Nick Cave and The Bad Seeds – Skeleton Tree

L’argento va ad un altro disco scuro, figlio del dolore e della perdita. Un disco che mi si è aggrappato alla pelle e ogni volta colpisce allo stomaco. Se provate ad ascoltarlo guardando immagini di pianeti e galassie il risultato è stellare!

1) David Bowie – Blackstar

Il primo gradino del mio podio è per un disco visionario, un testamento e una eredità plurigenerazionale che, a distanza di mesi dall’uscita, continua a svelarci segreti e doni del suo magico artefice, come se il Duca Bianco volesse accompagnarci per mano e ritardare il suo inesorabile abbandono.

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David Bowie, Blackstar. Gennaio 2016.

Lorenzo Landriscina

10) Tortoise – The Catastrophist

Le vie dei Tortoise sono infinite: c’è chi li ama e c’è chi ormai li disprezza. Ad onor del vero, però, ci sta anche da dire che ci troviamo davanti ad una band molto eclettica e che vuole stupire l’ascoltatore. Sonorità elettroniche ed impazzite, che ormai di Post Rock non hanno quasi più nulla.

9) Spartiti – Austerità

Dopo la tragica scomparsa avvenuta negli Offlaga Disco Pax, Max Collini decide di accostarsi al leader dei Giardini DI Mirò Jukka Reverberi per dare vita a questo Austerità, decisamente in linea con le sonorità delle due band di provenienza dei due membri, uscita curiosa e di qualità

8) Ulver – Atgclvlsscap 

Continua la deriva eterea e astrattista della band scandinava, ancora una volta monoliti sonori Krautrock anche se a discapito della componente elettronica.

7) Hate & Merda – La Capitale del Male

Rumore e odio, ecco la ricetta della band di Firenze, Sperimentalismo post hardcore e malvagità.

6) Dalek – Asphalt For Heaven 

Sempre garanti di qualità, i Dalek riescono nella loro impresa più semplice: unire sonorità alternative al rap più profondo, garantendo ad un pubblico trasversale di avvicinarsi alla qualità.

5) Darkthrone – Arctic Thunder

Dopo la discussa svolta più punkeggiante della band di Fenriz, vi è un ritorno alle sonorità propriamente più “Black Metal” e oscure. Ciò viene anche confermato dalla suggestiva cover.

4) Murubutu – L’uomo che viaggiava nel vento

Pochi in Italia riescono ad arrivare ai livelli dello “scrittore” in salsa americana Murubutu, il rap continua ad essere una scusa per comporre dei libri uditivi e delle storie affascinanti.

3) Roy Montgomery – QHRM

Il grande meditatore e pittore di paesaggi sonori Roy Montgomery non rinuncia mai alla qualità, quindi nel 2016 ci ha voluto rendere partecipi delle sue nuove sperimentazioni con questo quadruplo album.

2) KLIMT 1918  – Sentimentale Jugend

L’ attesissimo ritorno della band new wave/post rock è stato accolto con toni celebrativi da tutta la critica. Infatti il doppio album non può che soddisfare anche l’ascoltatore più intransigente.

1) Lucy – Self Mythology

Il terzo album del fondatore della Stroboscopic Artefacts, completamente immerso nella meditazione e nel sound bath a discapito delle componenti più dancefloor e techno: meditativo.

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Self Mythology di Lucy, “medaglia d’oro” per Lorenzo

Elisa Scapicchio

10) Drugdealer – The End of Comedy

Un mix di lo-fi e grandi orchestrazioni con il supporto di Ariel Pink, Weyes Blood e la band di Mac DeMarco. Scoperto per caso, grande supporto durante interminabili ore davanti al pc.

9) James Blake – The Color In Anything

Perfetto connubio tra poesia ed elettronica.

8) Badbadnotgood – IV

Va premiata la capacità di trovare un perfetto equilibrio tra tradizione jazz e proprio stile, ricco di improvvisazione. Consigliatissimi live, dove danno il meglio!

7) Nick Cave and The Bad Seeds – Skeleton Tree

E’ un disco pieno di dolore, sonorità da brividi. Un disco che mi ha toccato tanto.

6) Leonard Cohen – You Want It Darker

Un altro grande che ci lascia in eredità un disco prima di scomparire. Voce ipnotica e sonorità intense e profonde.

5) David Bowie – Blackstar

Immancabile in classifica, aggiunge alla sua eredità un disco raffinato e assolutamente d’avanguardia, come solo lui sapeva fare.

4) Nicolas Jaar – Sirens

E’ giovane, è bello, è bravo. Que mas? Si rinnova e non delude. Torna al passato in un flusso continuo di ricordi e rievocazioni mai banali.

3) Cass McCombs – Mangy Love

Cresciuto definitivamente con quest’album che vede coinvolti ben 21 musicisti, è il grande cantautore che aspettavamo.

2) Bon Iver – 22, A Million

Cambia stile, ma quella voce manipolata che da sempre lo caratterizza è ancora una volta protagonista dell’intero disco. Ed è per questo che non delude.

1) Devendra Banhart – Ape in Pink Marble

Non sbaglia neanche questo e anzi, riprende il filo di Mala e dimostra una grande crescita puntando lo sguardo verso l’Oriente. Ah, negli ultimi due mesi ho acquistato il libro relativo alle sue creazioni artistiche e il biglietto per Milano (aprile 2017). Sto in fissa!

 

 

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Ape in Pink Marble, uscito a Settembre 2016, il miglior disco per Elisa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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