Intervista ai MinimiTermini: in attesa di Novotronik!

MinimiterminiPost concerto di presentazione dell’ultimo lavoro Novotronik della band romana MinimiTermini al Circolo degli Artisti di Roma, ci ritroviamo stanchi e non in totale sobrietà ad un tavolo e si chiacchiera… si chiacchiera tanto, ma è una band che ha davvero tanto da raccontare.

CS Chi sono i MinimiTermini e da dove vengono ?
MT MinimiTermini è un progetto nato due anni fa, la musica che produce la concepisce non dal punto di vista del sound ma da un punto di vista del messaggio che vuole trasmettere. L’ultimo album è una sintesi di questo messaggio molto minimale che viene colto dalle persone ponendole in un rapporto viscerale con noi. L’importante nella composizione di un brano sta nelle sensazioni più profonde che genera in noi e poi tramite i live speriamo che siano le stesse anche per il nostro pubblico o comunque speriamo che chi ascolta riesca a percepire qualcosa del pathos che ha caratterizzato la composizione.

CS Formazione personale / messa in comune come funziona il dietro le quinte dei minimi termini ?
MT Ci sono tre persone della band in sintonia (Antonella, Elena, Salvatore) che scrivono la parte compositiva di base e poi gli altri arrotondano questa prima traccia grezza con qualcosa di loro e rendono il pezzo quello che è. Le origini musicali in comune sono da ricercare nel grunge anni 90, la chitarra solista viene da una cultura musicale molto varia e abbina spesso riff e dinamiche ispirate a chitarristi noti (uno su tutti Tom Morello) a basi molto diverse create da Antonella che possono andare dalla minimale alla dance. L’equilibrio per capire quando il pezzo sta funzionando, aggiunge Antonella, è qualcosa di viscerale, una sensazione, una sintonia che si prova una sola volta nella vita e la nuova traccia è lì completa dopo tante difficoltà. Questa sintonia tra generi così diversi nasce dal fatto che spesso condividiamo la vita e le esperienze esterne alla musica, dal mangiare insieme al dormire al viaggiare insieme e questo ha permesso di conoscerci così bene da capire subito cosa c’è che può piacere o non piacere agli altri in una sequenza musicale. Noi tutti ci uniamo così bene anche non viaggiando sulla stessa linea musicale; quando si compone si porta dentro quel che si è fatto, si torna a casa lasciando che quel che hai composto prenda vita da solo all’interno delle tue viscere e così si trova l’equilibrio tra di noi.

NovotronikCS Definire un genere per voi è limitativo o aiuta?
MT Fino ad ora siamo stati collegati da chi ci ascolta ad un certo genere tipo: simili a Verdena o altri. Adesso non è più così, le persone apprezzano il live e riconoscono solo noi in quel che suoniamo. Questo ci ha fatto capire che siamo sulla strada giusta. Tutta la nostra musica era partita dal grunge in cui ognuno metteva qualcosa di proprio, ma alla fine era sempre grunge. Con il tempo abbiamo capito che i generi diversi che vanno dal grunge malinconico che suono io a casa (Salvatore, ndr) alla dubstep di Ludovico fino all’ambient stile Apparat di Antonella potevano essere combinati per creare qualcosa di nuovo e di nostro. Il principio con cui andiamo avanti è quello di togliere ed arrivare a qualcosa di minimale. L’elettronica poi è entrata grazie al batterista che è anche un dj e che ascolta elettronica, Antonella un giorno ha comprato un kaossillator ed ha passato giorno e notte a capire come funzionava e come poteva suonare come diceva lei. L’inesperienza alimenta la creatività ci tiene lontani dallo scadere nel banale, tutti nella band hanno diritto di presentare quel che per loro sarebbe il suono o il riff più giusto, se funziona è dentro se non funziona si ci lavora, ma non c’è la superbia di pretendere dagli altri qualcosa perché per l’appunto non c’è un genere di cui essere schiavi. Il tutto è poi partorito con uno stile punk.

CS Primo album, una storia chiusa ?
MT Il grunge del primo disco era una cosa che sapevamo sarebbe finita. Bisogna andare di pari passo con i tempi che cambiano. Ogni disco per noi è una chiusura con il passato, è il sunto di tanti live e di tante esperienze che ci hanno fatto capire cosa andava e cosa no nella nostra musica fino a quel momento. Le nostre origini personali ci hanno portato a quello, ma ad un certo punto ci siamo stancati di suonare quei pezzi, era divertente, ma sapevamo che potevamo andare oltre.

CS Quanto è difficile scegliere una produzione quando si cambia genere e si sperimenta tanto?
MT Un’esperienza così personale non poteva che essere autoprodotta, in tal modo non c’è niente e nessuno a limitare le possibilità del gruppo.

CS “Abioghein” primo singolo del nuovo album
MT Abioghein è il brano che divide i vecchi dai nuovi MinimiTermini, è questo il motivo per cui lo suoniamo all’inizio dei nostri concerti, è molto viscerale e sofferto. Determina il passaggio dal vecchio grunge al nuovo stile che porta ancora in grembo l’esperienza passata, ma allo stesso tempo è proiettato verso qualcosa di totalmente nuovo.

CS La storia di “Novotronik”
MT Nuovo album nome figo venuto fuori in una serata tra di noi e poi Antonella ha messo il veto come boss della squadra e la decisione è stata presa. Stiamo tendendo ad un suono più fruibile più accessibile per il pubblico in certi termini più “commerciale”.
L’inglese è limitativo quindi anche le parole sono in gran parte inventate proprio per non stritolare il brano in tante parole inutili, ogni pezzo ha poche parole o frasi sensate e queste bastano per identificarlo dal punto di vista del testo. Puoi interpretarla come vuoi e dà libertà a chi ascolta di costruire la sua storia in ognuno dei nostri pezzi, solo poche parole a dare una direzione che però non sei costretto a seguire.

CS Progetti legati al nuovo album?
MT Per ora lo porteremo un po’ in giro per Roma, ma da Gennaio in poi non saremo più in Italia. Come è stato in passato anche questo album è una chiusura, da domani lavoriamo su qualcosa di nuovo da presentare al pubblico e vedere le reazioni positive o negative e ci muoviamo nella direzione in cui il pubblico recepisce meglio quello che noi vogliamo esprimere. La nostra musica è per divertire, deve intrattenere e coinvolgere altrimenti non ha senso suonare con una band in giro. Abbiamo delle idee, ma non è detto che tutte queste siano di facile accesso per la gente, cercheremo quindi tirando fuori dalla saletta nuovi pezzi di spingerci in una direzione più affine a quello che il nostro pubblico vuole mantenendoci però in piena sperimentazione musicale. Il futuro più imminente ci porta fuori dall’Italia verso un mercato più interessato a chi ha voglia di mettersi alla prova sperimentando nuovi modi di fare musica e speriamo che tutto giri nel modo giusto.

N.Y.

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