Ministri: Per un passato migliore e release party

IMG_7156Dopo aver letto che gli stessi Ministri hanno definito il loro quarto disco, Per un passato migliore, come un secondo primo album non potrò più far passare per mia questa citazione, ma, vi giuro, è la stessa cosa che ho pensato dopo averlo ascoltato.

Scaduto il contratto con la Universal, che li ha accompagnati durante le registrazioni di Tempi bui e Fuori, il triumvirato milanese si è trovato a dover gestire in maniera del tutto autonoma la lavorazione dell’ultimo LP.
I fan più attempati non possono che gioirne: torneranno quelli di una volta?
La realtà è che non erano mai cambiati davvero, la produzione di un disco da parte di una major influisce in maniera drastica sulle sonorità di una band, suoni più confezionati ed arrangiamenti elettronici gli avevano messo indosso una veste che neanche loro sentivano propria.
Dunque non può essere un caso che Per un passato migliore sprizzi Hard-Rock e Grunge da ogni nota, le sonorità sono crude come gli esordi.
Di diverso c’è la maturità stilistica nella composizione, brani diretti e fin troppo lineari nascondono un profondo messaggio sociale, lo abbiamo sempre riscontrato nei loro testi, ma così romantici non lo erano mai stati.
È cambiata la loro visione del tempo, Il futuro è una trappola sembra ormai un’epoca lontana, non si stanno più proiettando in avanti.
Nella tracklist brani come Stare dove sono, I tuoi weekend mi distruggono e Mille settimane li inchiodano a un presente scomodo ma inevitabilmente da affrontare.
E’ cambiato anche l’approccio alla registrazione del disco. Per creare maggior coesione questa volta, anche grazie al Fonico Tommaso Colliva che già aveva dato una mano ai Muse, i Ministri hanno deciso di suonare in presa diretta.
Di riflesso anche l’esibizioni live ne trarrano benefici, e ci proiettiamo quindi alla serata di presentazione di Per un passato migliore, il 15 marzo scorso al BlackOutRockClub di Roma.

 

IMG_7132Vi è mai capitato di vedere un concerto ed una volta terminato sentirsi con l’amaro in bocca solo perché non si è riusciti a cantare a squarciagola tutte le canzoni in scaletta?
Perché avremmo voluto godere di quel suono ancora e ancora, e ci vengono i sensi di colpa per non essere stati in grado di urlare senza fermarci mai a prender fiato?
È il caso di dirlo, quello dei Ministri al BlackOut è stato esattamente un concerto di questo tipo.
Roma li aveva salutati il 18 novembre 2011 all’Orion di Ciampino, prima della lunga pausa, ed il 15 marzo li riaccoglie con un soldout alla prima data del tour.
E proprio come l’ultima volta a Roma, sono I Mostri ad aprire il live. I quattro ragazzi, ormai un simbolo della scena romana, hanno proposto i brani del loro LP La gente muore di fame e un nuovo singolo I nuovi poveri, il locale cominciava davvero a riempirsi.
Pietro ci ha detto: “Non è semplice aprire ai Ministri”, ed è vero, ma i Mostri hanno saputo preparare alla perfezione il pubblico scalpitante.
Le aspettative erano altissime, abbiamo avuto solo tre giorni per imparare il nuovo album .
Il live inizia con Stare dove sono a cui seguono la granitica Mammut e la melodica Gli alberi per arrivare all’ultimo singolo Comunque che, come ci dice Federico Dragogna “non possiamo non conoscere cazzo!”.
La sicurezza del locale è stata messa a dura prova dall’energia dei fans, tanto che il live è stato sospeso per almeno dieci minuti.
L’esibizione è un’orgia di rumori e parole forti, vere e dirette.
Lo sappiamo bene quanto non siano una band che te le manda a dire, sappiamo bene quanto siano coinvolgenti le loro canzoni e come riescano a prenderci a schiaffi quasi a volerci svegliare ed essere così in grado di uscire dalla “palude” in cui ci troviamo tutti.
Il Bel canto, oramai brano acustico, come di norma concede ai fan uno Stage Diving di Divi che viene letteralmente innalzato sulle teste dei presenti. “Io le cose non le voglio solo capire, io le cose le voglio mangiare” sembra dirlo senza aprir bocca, si sfamano della foga del pubblico, e noi ci sfamiamo della loro musica.
Abituarsi alla fine chiude l’esibizione, effettivamente ci riesce difficile, ma possiamo rimandarla andando a vederli ancora una volta.

Damiano Capiato

 

 

Artista: Ministri
Titolo: Per un passato migliore
Etichetta: GodzillaMarket

 

perunpassatomiglioreTracklist:

1. Mammut
2. Comunque
3. Le nostre condizioni
4. La pista anarchica
5. Stare dove sono
6. Spingere
7. Se si prendono te
8. Caso umano
9. Mille setimane
10. I tuoi weekend mi distruggono
11. I giorni che restano
12. La nostra buona stella
13. Una palude

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