Moby: Destroyed, un altro album riuscito a metà

E’ da quando uscito Play nel ’99 che Moby, al secolo Richard Melville Hall, cerca di ripetere il colpaccio. Non ci riuscirà mai, e forse se si rassegnasse riuscirebbe a fare qualcosa di veramente diverso.
Destroyed entra a pieno titolo, con 18 e Hotel, negli album figli di Play, è un dato di fatto. Detto questo, la critica sull’album non passa solo da questo, anzi. Devo dire che Destroyed, rispetto agli ultimi dischi del dj newyorchese, si fa ascoltare eccome. 
Nel libretto Moby presenta il suo album – e la sua raccolta di foto uscita in simultanea e con lo stesso titolo – come frutto di nottate interminabili durante le tournée. Il dj non riesce a prendere sonno e allora si gode lo spettacolo di queste città che si addormentano e che cambiano volto. Questo elemento, unito con le foto, sempre scattate da Moby, sempre durante i tour, di spazi grandi, aperti e senza confini, possono già dare un’idea chiara di quello che è questo disco.
Dopo aver spaziato per tutti i generi elettronici, dalla dance alla lounge, ci ha voluto regalare un album ambient. Destroyed è un disco che avrebbe potuto incidere Brian Eno in persona, e non è un caso, o si(?), che la foto di copertina sia stata scattata proprio in un aeroporto.
Così Moby ci fa fare un viaggio di quindici canzoni in ambienti grandi, indefiniti e a volte silenziosi. Vuoti armonici, melodie accennate, malinconia. Queste sono canzoni come The Broken Places, che apre il disco, Rockets, The Violent Bear It Away o Lacrimae
Non finisce qui: ce n’è anche per chi da questo disco vuole solo altre canzoni del Moby “classico” e non gliene frega nulla delle velleità ambient del dj. Allora per chi vuole un po’ di tipica dance alla Moby può ascoltare Sevastopol, Victoria Lucas o After, mentre per chi vuole un po’ di pop sulla scia di Porcelain, In My Heart e Lift Me Up può trovare dentro questo disco The Day (primo singolo che ha deluso le aspettative di molti), Be The One o – fra le più belle – Lie Down In Darkness.
In conclusione è forte il desiderio di musica ambient, ma Melville non vuole, o non ha il coraggio, di andare fino in fondo e fare un disco totalmente legato a quel genere; ci sono delle buone idee, anche delle buone canzoni, ma il mondo della musica da Moby si aspetta ancora quel qualcosina in più che non riesce a dare da ormai troppo tempo. Nonostante questo, è sempre fra i dj più seguiti ed apprezzati dal vivo, nonché, una delle personalità più importanti nell’ambito della musica elettronica in generale.
Destroyed lo consiglio a metà: compratelo se siete appassionati del genere, se avete voglia di ascoltarlo più di una volta e se non avete grandi aspettative, altrimenti, potete risparmiarvelo.
F.B.

Autore: Moby
Titolo: Destroyed
Etichetta: Little Idiot/Mute

TRACKLIST
1 – The Broken Places
2 – Be The One
3 – Sevastopol
4 – The Low Hum
5 – Rockets
6 – The Day
7 – Lie Down In Darkness
8 – Victoria Lucas
9 – After
10 – Blue Moon
11 – The Right Thing
12 – Stella Maris
13 – The Violent Bear It Away
14 – Lacrimae
15 – When You Are Old

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