Il ritorno di Moby: Innocents

Moby innocentsConfesso che l’uscita di un nuovo album di Moby per me è sempre un evento. Non te lo aspetti perché, come chiunque faccia musica elettronica, Moby è sempre al lavoro su qualcosa.
Sono passati due anni da Destroyed, album che – come spesso succede con i lavori del “little idiot” – avevo ampiamente sottovalutato alla sua uscita. Questi due anni sono stati necessari per ascoltare quell’album, direi che ce li ha lasciati per digerirlo ed apprezzarlo.
Ora siamo di nuovo pronti ed ecco che arriva Innocents, in uscita il 29 settembre, ma già disponibile in streaming, sul sito del Mirror con anche l’intervista track-by-track
Non ce l’ho fatta a fare il puro, ad aspettare di avere il ciddí fra le mie mani, così mi sono piegato al tanto odiato streaming che fortunatamente – ed incredibilmente – non mi ha dato poi tanti problemi.
Metto le mani avanti con i dischi di Moby: sono un suo fan sfegatato e non mi perdo una sua mossa, ma ogni volta che sento qualcosa di nuovo ci metto un po’ a capire. Così è stato per Innocents: l’ho ascoltato una volta ed ho pensato che alcuni pezzi fossero molto classici, altri meno, ma che nel complesso fosse un album carino, anche se un po’ sotto la media; l’ho riascoltato ed ho pensato che di Moby in questo disco ci fosse uno stampo chiaro, ma che ancor più forte fosse la componente innovativa. Poi l’ho ascoltato a salti e di nuovo di seguito, ed ora – forse – posso cominciare a dare un giudizio completo.
Prima ancora di mettere play, notiamo qualcosa di molto usuale per Moby: la copertina azzurra, aperta; leggo la tracklist ed ecco una cosa meno usuale, ma molto in voga di questi tempi: le collaborazioni. Moby ha sempre collaborato con altri cantanti e produttori, ma non sono mai stati menzionati in prima linea come questa volta, ad anticipare che queste collaborazioni sono state forse più rilevanti del solito, cosa che mi lascia inizialmente perplesso. Come è successo per l’album dei Daft Punk, se un gruppone forte deve vendersi con collaborazioni illustri – o peggio deve farsi aiutare – è un probabile segno di decadenza creativa. Ecco, no! Ogni collaborazione di questo disco aggiunge, completa e integra Moby; non lo snatura mai, non lo costringe. Per di più, collaborazione nel mix di Mark ‘Spike’ Stent (Bjork, Massive Attack, Depeche Mode, Coldplay, Muse e chi più ne ha…), cosa che accresce l’aspettativa.
In Innocents si può trovare veramente di tutto: un Moby molto classico, malinconico, ambient, con grandi archi, drum machine inusuali Mobye mix particolari, dinamici, originali (meno male che c’è lui, perché queste cose non le fa più nessuno!).
Così abbiamo vere perle come gli stumentali Everything that rises Going wrong, poi The lonely night che la voce di Mark Lanegan (QOTSA) rende uno dei momenti più emozionanti dell’album.
Le canzoni più classiche in assoluto, una su tutte il singolo A case for shame, con Cold Specks, cantante canadese dalle indiscutibili doti, poi Almost home (con Damien Jurado), The Dogs e The last day (con Skylar Grey), sono di quelle che crescono ad ogni ascolto, e se prima possono deludere un po’, diventano indiscutibili cavalli di battaglia.
Come spesso accade quando si parla di Moby, ci sono dei pezzi un pochino più movimentati, e se la caciarona e corale The perfect life, con Wayne Coyne (The Flaming Lips), ci riporta ai punti più bassi della carriera del produttore newyorchese (alla Lift me up e The Day, per intenderci), pezzi come Don’t love me, con l’ormai fedelissima Inyang Bassey, sicuramente uno dei pezzi più azzeccati e innovativi del disco, ma anche Saints A long time, sono fra le canzoni movimentate più riuscite a Moby negli ultimi anni.
Insomma, il disco è bello. Almeno, dopo un primo esame posso dire che è un lavoro riuscito, a metà tra il vecchio e il nuovo Moby. Come in Destroyed, la tracklist parte molto bene e finisce altrettanto ma cala in maniera precipitosa nel mezzo. Possibili soluzioni? Ascoltate l’album a salti ed apprezzerete anche le tracce in mezzo. Innocents è la perfetta chiusura di un discorso partito con Wait for me e passato per Destroyed; mentre aspettiamo qualcosa di nuovo per il futuro, ci godiamo questo terzo elemento della trilogia.

effebbí

moby-innocentsAutore: Moby
Titolo: Innocents
Etichetta: Little Idiot/Mute

TRACKLIST
1 – Everything that rises
2 – A case for shame (con Cold Specks)
3 – Almost home (con Damien Jurado)
4 – Going wrong
5 – The perfect life (con Wayne Coyne)
6 – The last day (con Skylar Grey)
7 – Don’t love me (con Inyang Bassey)
8 – A long time
9 – Saints
10 – Tell me (con Cold Specks)
11 – The lonely night (con Mark Lanegan)
12 – The dogs

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