Moritz von Oswald & Rashad Becker / Powell / Luciano Lamanna @Quirinetta 28/10/2016

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Come si fa con gli appuntamenti che contano, lo avevamo segnato in evidenza sul calendario; poi Mamo Giovenco lo ha anche consigliato sulle nostre pagine, ebbene, sabato scorso al Quirinetta è accaduto qualcosa di veramente speciale. I protagonisti: Moritz von Oswald & Rashad Becker, Powell e il nostro Luciano Lamanna nazionale.

Giungiamo al Quirinetta verso le dieci e trenta e negli sguardi dei presenti si legge la nostra stessa voglia di immergersi nelle atmosfere rarefatte del duo di musicisti d’eccezione che rispondono ai nomi di Moritz von Oswald & Rashad Becker. Dal primo ci aspettiamo levigatezze techno e gusto nella scelta della grana sonora proveniente dal piano preparato e dalle macchine poste proprio accanto alla sua seduta; dal secondo increspature elettroniche in odore di industrial/drone e sperimentazione nel filtrare i segnali provenienti dal suo compare. Il tempo di ambientarci nel locale gremito di gente che salgono sul palco, con calma placida, i due tedeschi.

Inizia un flusso sonoro che per più di un’ora cambierà di tono e di colore, in modo impercettibile quanto sostanziale. C’è una profonda intesa tra i due, che si concretizza senza neanche bisogno di uno sguardo; le luci soffuse del Quirinetta scaldano la scena e la musica è ora-fragile e ora-vigorosa. Viene coniugato il verbo della techno, del dub e della musica concreta, in un continuo rovesciamento di fronte sonoro; la sensazione è quella di vivere un presente al rallentatore, dove a scandire il comune senso di spazio-tempo è esclusivamente il tocco dei produttori sugli strumenti. Quando il set finisce e si torna nello stesso silenzio di inizio esibizione, capiamo che le aspettative sono state superate dalla realtà dei fatti e che il valore di questi due musicisti va oltre la loro fama di figure cardine dell’elettronica contemporanea.

Il tempo di uscire per prendere una boccata d’aria, che sentiamo dei bassi pulsanti provenienti dall’interno della sala: è già il turno di Powell! Il giovanissimo talento inglese, responsabile insieme a Jaime Williams dell’etichetta “Diagonal”, rende il Quirinetta un rave ideale, dove techno e no-wave si rincorrono senza sosta.

Le atmosfere sono storte e l’esibizione perde i suoi confini, potrebbe essere un live ma anche un dj-set, di fatto è entrambe le cose, con il pubblico accalcato tutto attorno alla postazione del dj ad assecondare le danze. Quello che stupisce è la naturalezza con la quale Oscar – è questo il suo nome di battesimo – rende possibile quello che solitamente non lo è: incastri ritmici e senso del gusto nel plasmare sonorità rumorose rendendole un flusso fascinoso e ipnotico. Vi abbiamo consigliato recentemente il suo ultimo album, ora non possiamo che suggerirvi anche di ascoltarlo dal vivo in una delle sue prossime date (il tour è appena partito, quindi a buon intenditore…)

La serata sta volgendo al termine eppure è vietato andare a casa quando sul calendario c’è scritto Luciano Lamanna. Il produttore romano prende il beat di Oscar Powell e lo raddrizza per un finale techno al fulmicotone. Il suo set porta i presenti fino alle prime ore del mattino con il sorriso stampato sulla faccia.

Una serata da ricordare, dicevamo, grazie ancora una volta Quirinetta!

 

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