Labaro Rock Fest, Muro del Canto live report

A chiudere la decima edizione del Labaro Rock Festival una presenza familiare: Il Muro del Canto, alla terza partecipazione consecutiva alla rassegna romana. E “romano”, qui, è la parola chiave, visto che parliamo di un gruppo che sta riscrivendo le regole del folk rock all’italiana. Il Muro del Canto, su disco (L’Ammazzasette, grande album di debutto) e dal vivo, è folk, senza dubbio: parla la strumentazione, parla la lingua che è il dialetto delle borgate, parla soprattutto un’atmosfera che sa di romanticismo, rabbia e nostalgia. Ma è anche rock: nell’impatto, nella struttura delle canzoni e (con una certa sorpresa, non lo nascondo) nel coinvolgimento del pubblico. I brani tratti da L’Ammazzasette (che viene riproposto in pratica per intero) vengono cantanti parola per parola anche da adolescenti, che ballano sotto al palco come se fosse la cosa più naturale del mondo – non lo è, e vorrà pur dire qualcosa in favore del Muro questa empatia istantanea (che d’altra parte è la stessa che mi colpì mesi fa alla presentazione del disco all’Init Club). La prestazione in sé è assolutamente esente da difetti: merito – anche – di un mix efficace, che privilegia maggiormente la sezione ritmica rispetto alla resa su cd, dando spessore e insistenza alle frequenti accelerazioni. Ma merito soprattutto del Muro, sia inteso come sei musicisti di qualità sia preso come ensemble particolarmente affiatato. Inevitabile che al centro dell’attenzione ci sia il vocione di Daniele Coccia, un Trilussa baritonale che racconta storie di anime maledette. Questo mix di cantautorato di qualità (perché maledetti erano anche i personaggi di “Non al denaro…” di De André), romanità viscerale e quello che, di fondo, è un rock piuttosto originale e di sicuro ben suonato, si mantiene sempre in equilibrio – l’anima romantica supportata da un contesto, quello del parco Marta Russo a Labaro, estremamente accogliente e allo stesso tempo un po’ “fuori” da quella che normalmente è la vita musicale romana. Per vari motivi dunque una serata unica, ma d’altra parte ogni volta che Il Muro del Canto si presenta sul palco sono le emozioni a restare nella memoria.

Filippo Festuccia

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