Muse, The 2nd Law: recensioni a confronto

La recensione di Emanuele Loffredi:

Dopo la caccia al tesoro organizzata nel 2009, pensavo che i Muse avessero raggiunto l’apice della follia: seguendoli su Twitter mi sono ricreduto. Sono totalmente fuori di testa. La mia espressione, quest’estate, quando ho visto il trailer dell’album è stata una via di mezzo tra San Tommaso che non crede alla parola di Gesù Cristo e Fantozzi nell’esclamare cosa ne pensasse della Corrazzata Potemkin. “La band di Citizen Erased e Muscle Museum ha composto QUESTA?”. Lo sbigottimento continua nell’ascolto del singolo rilasciato per le Olimpiadi di Londra, Survival. Adesso sembrano i Queen. Ma insomma, cosa mi devo aspettare da ’sti tre scemi?, mi chiesi.
La risposta arriva con l’ascolto del nuovo arrivo targato Muse in casa Loffredi.
The 2nd Law è un delirio al 100%; riff isterici, brani da opera rock, un po’ di dubstep (ma poca) con un velo di funk.
Aprire un album con Supremacy significa presentarsi nel migliore dei modi: la cattiveria armonica alternata a momenti sinfonici crea un’alchimia pazzesca, terminando con una chitarra vibrata da cui potrebbe far capolino James Bond.
Proseguire con Madness, invece, serve a dare un impatto abbastanza influente all’ascoltatore. Dopo le schitarrate di Supremacy, questo pezzo si adagia tra melodie synthpop che richiamano George Michael e David Bowie e un assolo di cui Brian May sarebbe assolutamente fiero. Se i Coldplay hanno comunicato che “Madness è la miglior traccia mai composta dai Muse” un motivo ci sarà.
Panic Station, ergo i Muse che non ti aspetti. Prendete Another One Bites The Dust, Superstition e la stessa Hysteria, shakerate con un ensamble di fiati funk anni ’80 ed ecco fuori una traccia che più ballabile di così si muore. Personalmente, la mia preferita.
Il breve preludio fa da intro per Survival, una rock opera piena di cori lirici che sfocia alla fine in riff quasi metal. L’unica cosa che mi lascia perplesso è il motivo per il quale l’abbiano scelta come brano olimpico, visto che il testo parla della vittoria individuale, in conflitto con lo spirito che esigeva De Coubertin. Mah, noi recensiamo musica, mi limito a questo.
Prima traccia con influenze dubstep, Follow Me parte con un ritmo particolare, nientepopòdimeno che il battito del neonato Bingham Bellamy, proseguendo con una base ritmica non indifferente anche per chi non è particolarmente avvezzo alla musica elettronica.
Animals è una traccia particolare, sembra quasi una bonus track di Origin Of Simmetry, con quel pianoforte elettrico di sottofondo e la voglia di sperimentare (infatti, caso più unico che raro, Matt ha usato una Fender invece della sua fidatissima Manson), con un break finale totalmente differente dal resto del brano, tecnica tra l’altro già usata dal gruppo in alcuni precedenti lavori (Unnatural Selection, Knights Of Cydonia.)
L’immancabile ballad di ogni album. Explorers è guidata da un pianoforte cristallino seguito dalla melodia di basso e dagli archi armonici di sottofondo.
Big Freeze è decisamente la traccia più pop dell’album, con quelle atmosfere da U2 d’annata, sicuramente sarà apprezzatissima dal vivo, magari con qualche intro/outro complesso come piace a loro.
Save Me è la traccia che vede l’esordio sia vocale sia compositivo del bassista Christopher Wolstenholme. Intonatissimo, ottima estensione vocale, ma strumentalmente un po’ povera. Si riprende alla grande invece con il suo secondo pezzo, Liquid State. Un testo alquanto arrabbiato, in tono con il riff e gli accenti sul timpano di Howard (ma fino ad ora non l’avevo mai menzionato! Tivubbì, Dom <3)
Erro o, all’inizio, avevo chiamato in causa Skrillex? Ed eccola qui, la traccia dabbstepp! Partendo da una base orchestrale che aumenta sempre più d’intensità, si arriva all’imprevisto punto di rottUNSUSTAINABLEura, quel wobwobwob amato dai fan del genere che colpisce all’improvvUNSUSTAINABLE
Chiude l’album la strumentale Isolated System, un delirio di orchestra con atmosfere quasi da film horror (solo a me ha ricordato Profondo Rosso?)
Con The 2nd Law, i Muse hanno sfornato un ottimo album, non il migliore ma sicuramente all’altezza dei precedenti, sperimentando vari generi cercando (e riuscendoci) di accontentare una gran fetta di mercato senza far storcere il naso a tutti. Ancora una volta, riescono ad essere rivoluzionari pur rimanendo se stessi.
Voto 8.1

E.L.

La recensione di Filippo Barracco:

Mi riesce difficile parlare dei Muse dato che alcuni dei loro album sono riuscito ad apprezzarli fino in fondo solo dopo parecchio. Non è stato il caso di The Resistance però, che anche se non senza bei momenti, non fu un bel lavoro nel complesso.
The 2nd law è un disco a metà: la band inglese scimmiotta molti e quando si appropriano di un genere per farlo loro, non sono più originali e divertenti, ma quasi un cliché.
È il caso di Panic Station, fra dance trash anni ’80 ed epicità lirica, e così di Survival, che continua a darci i Muse influenzati dai Queen, o anche di Supremacy, bomba che apre il disco, che affronta talmente tanti momenti e generi che nemmeno fosse rock progressivo, solo che in 5 minuti non c’è la possibilità di apprezzare niente, nemmeno Bellamy che si presta ad acuti poco probabili (viva i produttori).
Nel mezzo ci sono anche dei pezzi più convenzionali, ma non esaltano (Follow Me, Big Freeze, Animals e la ninna nanna Explorer).
Ho detto disco a metà perché la sorpresa a un certo punto arriva…la grande svolta di questo album è l’elettronica, non un nuovo elemento nei Muse, ma usata in un modo completamente fuori dal loro mondo. Un pezzo come il singolo Madness, o come le ultime due (le canzoni più belle le mettono sempre per ultime) che sono una sorta di megasuite mitomane come al solito, ma stavolta valida per come elementi ambient, trance e dubstep si mescolano a un pezzo di rock-orchestrale. Questo vogliamo dai Muse. La loro epicità e mitomania può essere un dato positivo se in un contesto dove la musica non è la loro “solita solfa”. Avessero fatto tutto l’album come Madness e The 2nd law: Isolated System sarebbe stato un 10+.
Ultima nota, produzione impeccabile, anche se quasi esagerata. Tantissimi strumenti, un muro di suono percepibile anche con una radiolina “da bagno”. Ma alla fine, come dicevano i White Stripes dopo Elephant, puoi avere gli studi più fichi del mondo, alla fine non è quello che fa la differenza…
Voto: 6 –

F.B. 

Autore: Muse
Titolo: The 2nd Law
Etichetta: Warner Music

TRACKLIST
1 – Supremacy
2 – Madness
3 – Panic Station
4 – Prelude
5 – Survival
6 – Follow Me
7 – Animals
8 – Explorers
9 – Big Freeze
10 – Save Me
11 – Liquid State
12 – The 2nd Law: Unsustainable
13 – The 2nd Law: Isolated System

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