Buon Natale da Paradiso, e il web è pronto a scatenarsi!

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Happy Christmas John è il nuovo brano dei Thegiornalisti scritto per le vacanze invernali. Dopo ‘Riccione’ il dito è già puntato, ma forse a sbagliare non sono loro…

Prometto un articolo originale.

Ma la premessa a questo articolo deve essere che non ho mai amato i Thegiornalisti. Non li amavo quando suonavano davanti ad un pugno di persone nei locali di Roma, non li amo adesso che riempiono i palazzetti e dominano indiscussi su radio e televisioni.

Ora l’originalità:

se è vero che non li amo, non posso nemmeno dire di odiarli. Anzi lo dico: non odio i Thegiornalisti! Quindi quando ho incidentalmente ascoltato il pezzo di Natale Happy Christmas John, non ho avuto quel sussulto, quell’incredibile voglia di gridare “venduti!”, o quella speranza che molti hater nutrono di vederli marcire come una band stagionale.

Non li odio perché sono anni che parlo della possibilità che certi fenomeni musicali escano dal sottobosco dell’indie, perché se non sono di certo la band dei miei sogni, rappresentano un percorso che non si può non apprezzare: tanta gavetta e tanto successo. Tutto guadagnato, niente costruito a tavolino (almeno fino agli ultimi mesi). Questo si che mi piace nella pop music. Perché è pur sempre di questo che si parla: musica pop.

Se poi preferiamo essere in venti a vedere un artista con la chitarra acustica e pochi pezzi da suonare è diverso: l’intimità, il sentirsi parte del processo creativo di un artista è certamente impagabile. Poi però, se li sproniamo a continuare e questi ‘sfondano’, non possiamo accusarli di aver tradito i loro ideali; semmai hanno tradito i nostri.

Insomma, come ogni popstar che si rispetti (uno su tutti, il buon Lennon, il “John” citato nel brano dei Thegiornalisti), Tommaso Paradiso non ha potuto non sfornare una bella hit per le feste di Natale. E se lo fa con molta meno classe della hit estiva (li odierete pure, ma togliersi dalla testa Riccione è come mangiare una Fruit Joy senza masticarla), a spaventare è qualcos’altro.

Certo, Happy Christmas John, interpretata dai Thegiornalisti con i DEEJAY All Stars (Linus & Co.), non è una bella canzone, anzi direi che è sicuramente poco ispirata. Ma al di la dei Thegiornalisti (che ci hanno preso gusto a giocare in serie A e, detto tra noi, fanno pure bene) come mai ogni gruppo musicale che piace, che fa strada, che ‘sfonda’, finisce per disgustarci? Esiste la formula del successo?

A chi legge un sito come questo, o ci scrive, o va ai concerti “dell’indie”, piace pensare che il successo è dato dalla buona musica, o più semplicemente dalla musica che gli piace. L’utopia di questo mondo è che non importa quanto piccola sia una realtà, perché se è buona, sfonderà.

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L’amara verità, non sempre ovviamente, è che persino nel mondo della musica indipendente ormai si sono creati dei “canoni”, delle regole e delle piramidi. Insomma, anche in questo mondo dove Tommaso Paradiso è considerato un venduto esiste qualcuno che impone quello che funziona e che non funziona, che decide che strada debba prendere un artista per “funzionare”. Sono queste etichette, questi uffici stampa, questi booking e management che, nati dal rifiuto del mainstream, ne stanno diventando emulatori. La formula allora non è più trovare un artista valido ed investirci tempo e soldi sopra, ma prendere un modello in voga e riproporlo all’infinito.

Ricordiamoci, però, che la crisi del mainstream derivò proprio da questo, ed ora che lo stesso malcostume sta prendendo piede nell’indie, mi chiedo: che ne sarà di noi?

La musica è una formula di mercato che tutti possono applicare per avere del successo, o è ricerca, innovazione, e rivoluzione? Mi dispiace ammetterlo, ma mentre le tanto bistrattate major acquistano o distribuiscono album di artisti ‘indie’, dimostrando oltre al senso degli affari anche una volontà di ricerca musicale, le cosiddette indipendenti si stanno rinchiudendo in un circolo vizioso e autoreferenziale: producono gli artisti che ‘funzionano’ rendendoli, se non lo sono già, uguali ad altri, o quelli che hanno successo nonostante la discutibile qualità (tre anni fa non avrei immaginato Carl Brave nel roster di Bomba Dischi), fanno distribuire i loro dischi con i marchi delle aziende contro cui hanno lottato per una vita. Ma a pagare i giudizi, le critiche e gli hater è sempre e solo il povero Tommaso Paradiso, forse l’unico che ha sempre avuto l’ambizione di essere esattamente quello che ora è.

E poi, dai, sulle canzoni di Natale non siamo mai andati troppo per il sottile… And so this is Christmas/and a happy New Year…

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