Premio Buscaglione 2018 | Sotto il cielo di Fred

premio buscaglione 2018

Che notte quella notte. Immagina di essere musicista indie al punto di svolta. Sei arrivato in finale al concorso probabilmente più importante d’Italia, il Premio Buscaglione, dopo una scrematura di oltre quattrocento gruppi e selezioni live a Torino, Bologna e Milano…

Sei arrivato all’ultima battaglia, la più difficile. Cuore caldo, dita fredde. Senti la tensione, l’ansia, la paura di sbagliare. Ma anche la voglia di spaccare il culo ai passeri nel breve tempo a disposizione, dare il 100% in quei 10 minuti che valgono tutto, impressionare una giuria qualificata che prima di te ne ha viste di ogni. Davanti a te hai il club più grosso di Torino, l’Hiroshima Mon Amour, strapieno e sold out. Tanta gente è venuta qui per gli headliner Canova, è l’occasione perfetta per conquistare più pubblico possibile, quello giovane, quello donna, quello di domani, quindi quello giusto. 1 possibilità su 4: può essere il trionfo, può essere un filo di amarezza, in tutti i casi un’esperienza memorabile.

Questo devono aver provato i quattro finalisti – Il Branco, La Notte, Yosh Whale e Noon – prima di salire sul palco per giocarsi la vittoria nella serata culmine della rassegna Sotto il Cielo di Fred, che ogni due anni ha luogo a Torino.

La finale del Premio Buscaglione 2018

Da queste parti la serata finale del Premio dedicato a Fred Buscaglione non è movida di routine, è qualcosa di più. Non si tratta di un normale concorso per band emergenti: è un vero e proprio lancio per artisti che si stanno giocando la visibilità in tutta Italia. Insomma, fatto apposta per “band che sono a tanto così…” come giustamente mi dice Marco Salvai di Radio Ohm prima dell’inizio, facendo il tipico gesto con la mano con uno spazietto piccolino tra il pollice e l’indice, alla Iva Zanicchi in OK il prezzo è giusto. OK il prezzo è giusto, anche perché i premi in palio sono allettanti: partecipazioni a importanti festival italiani, aperture a Zen Circus e Lo Stato Sociale, registrazioni per l’etichetta La Tempesta, e ovviamente – cen-to! cen-to! – soldi money dinero.

Gli artisti che salgono sul palco oggi hanno superato le semifinali di giovedì (ospite Andrea Laszlo De Simone) e di venerdì (ospiti Pinguini Tattici Nucleari). A presentare la serata c’è Ufo degli Zen Circus ed Eugenio Cesaro degli Eugenio in Via di Gioia (il diavolo e l’acqua santa?). Ognuno porta in dono due canzoni proprie e una cover di Fred Buscaglione, che per certi versi è stato il Tommaso Paradiso torinese degli anni ’50. E dopo questa tremenda bestemmia, meglio concentrarsi sull’andamento della serata.

I finalisti: Il Branco, La Notte, Yosh Whale, Noon

Sono tutte band, cantano in italiano, e hanno almeno una chitarra elettrica. A giudicare da queste proposte, il rock sembra tornato forte nei gusti di chi nella musica vuol fare sul serio. Tra un gruppo e l’altro i presentatori dialogano con il pubblico, e un tranquillo laureando in ingegneria gestionale finisce per diventare un po’ l’opinionista di riferimento della situazione.

Il Branco vengono da Terni, Cheap Sound li aveva già fiutati un annetto fa con una recensione e un live report. Secondo Ufo c’è molto Alberto Fortis nella voce acuta, per l’ingegnere gestionale i Pixies; entrambi hanno la loro parte di ragione.

La Notte sono ragazzi toscani di poche parole ma massiccio muro di suono. Piccoli Motta crescono? In questo periodo stanno aprendo i concerti degli Zen Circus, e Karim Qqru ha prodotto il disco d’esordio. Anche se – come Ufo racconta – era a lui che si erano rivolti per primi portandogli un demo al bar.

I salernitani Yosh Whale pulsano con synth e voci effettate, fanno proprie le folate elettroniche sempre più rarefatte di Bon Iver. Quadrati nei picchi di intensità, morbidi nelle chiusure più espressive. 

I Noon vengono da Lecce, usano metodi tradizionali (batteria, basso, chitarra acustica e chitarra elettrica) ma sono una bellissima rivelazione. I preferiti del nostro ingegnere gestionale e probabilmente anche i miei.

Vita sociale: Canova live

Dopo la gara e in attesa del verdetto ci sono i Canova (di cui abbiamo anche un’intervista che risale a poco prima del boom). Finito il lungo tour stanno registrando il secondo disco, ma si riaffacciano sul palco con più barba e più capelli per suonare il loro Brexit-pop (definizione che rubo a una mia amica, Isabella) che solleva delirio ormonale e lanci di reggiseni tipo Beatlemania.

Diversamente dal loro pubblico-tipo, io non porto il reggiseno e posso votare per il Senato, dunque mi limito in disparte a cogliere le poco nascoste citazioni musicali che corrispondono anche ai miei gusti, per esempio Lennon (“Threesome”), Oasis (“Brexit”), Cremonini (“Manzarek”). Silenzio in sala solo per un inedito, “Groupie”, per il resto constato canzoni mandate a memoria come nemmeno La nebbia agli irti colli (courtesy Giosué Carducci). 

And the winner is…

Dopo gli headliner la conclusione è con l’esito finale del Premio Buscaglione 2018. Questo è il momento in cui l’elettrocardiogramma dei partecipanti va molto veloce, e si ripresenta tutto il discorso che mi sono concesso di drammatizzare ad inizio articolo. Questo è il momento in cui (inutile negarlo) l’importante non è più partecipare, ma vincere, checché ne dicano i proverbi educati!

Gli Yosh Whale vincono il primo premio, lo stesso che nelle scorse edizioni è stato di Lo Stato Sociale, Blindur, Etruschi From Lakota, Giovanni Block. I ragazzi tornano a Salerno con 3000€, tour in 9 festival, brano in compilation pubblicata da La Tempesta, un vaso cinese (questo no, me lo sono inventato). Riconoscimenti anche a La Notte (1500€ + tour 9 festival) e Il Branco (apertura a Zen Circus o Lo Stato Sociale). Niente purtroppo per i Noon, che rimangono comunque i preferiti per me e per il caro ingegnere gestionale. 

Spero di non aver dimenticato niente. La giacca l’ho presa, il mio amico di Radio Ohm l’ho salutato, un paio di stories le ho fatte, direi che posso andare. Da qui in poi inizia la serata Avanzi di Balera, che con molte feste durante l’anno finanzia gli eventi di Sotto il Cielo di Fred. Anche quest’anno, con musica e whisky facile, le notti di Buscaglione hanno avuto la loro Luna.

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