Giovane Giovane | Jugoslavija

Giovane Giovane: "Jugoslavija" il suo prima album uscito venerdì 11 aprile 

Giovane Giovane: “Jugoslavija” il suo primo album uscito venerdì 12 aprile per Mistress Records e in distribuzione Goodfellas.

Giovane Giovane abita a Roma ma viene dalla provincia, da un posto che si affaccia sul mare e sul quale si affaccia una fabbrica gigantesca che dà il nome al posto.

Nel corso degli anni Giovane Giovane ha accumulato dentro l’hard disk del proprio Mac Air un gran numero di canzoni prodotte su Logic, di demo registrate tramite l’app Photoboot, e mille abbozzi di ritornelli nella memoria del proprio cellulare.

Tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015 inizia a buttare giù le idee che poi diventeranno le canzoni del suo primo disco, prodotto da Paolo Arzilli, Manuele Fusaroli e Francesco Bellani nello studio NHQ di Ferrara e nello studio Isastudio di Roma.

 

 

L’album è uscito venerdì 12 aprile per Mistress Records con distribuzione Goodfellas, e si  intitola  “Jugoslavija” – come metafora dei rapporti tra le persone, e come eterna fissazione di Giovane Giovane.

La storia della Jugoslavia è quella che accomuna quasi ogni relazione, e che, con quasi ogni relazione, condivide le fasi più importanti – una serena convivenza, i primi segnali di intolleranza, lo scontro, la disgregazione, il termine del conflitto.

Il momento su cui si pone meno l’attenzione è quello della fine del conflitto – come in Ex Jugoslavia, una guerra relazionale non finisce mai quando si dichiara finita, ma si porta sempre dietro strascichi che necessitano di tempo per esser dimenticati.

Come in Jugoslavia, ogni storia lascia feriti e macerie, ogni guerra uccide anche il ricordo di quello che è stato in passato, ogni disgregazione è necessaria e dolorosa, e ci sarà sempre qualcuno che, nei periodi successivi, la rivendicherà o guarderà al passato con nostalgia.

Il disco contiene 10 canzoni che parlano di relazioni, città, province, terrazzi da cui si vede il mare e persone che se ne vanno; di dischi masterizzati e personalità multiple, di Sarajevo e figli e cani mai avuti. L’ultima traccia del disco è un pezzo, ambientato in un bacetto di Mostar, che racconta dell’amore del suo autore per i Balcani, e di un’ipotetica osservazione della Sarajevo degli anni ‘90 dal punto di vista di un uomo – realmente conosciuto da Giovane Giovane durante un viaggio in Bosnia nel 2015 – proprietario di una piccola teeria nel centro della città ed ex soldato dell’esercito bosniaco.

 

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