Roberto Angelini | Esegesi di Slidin’ Bob

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Roberto Angelini è uno dei personaggi più importanti nella scena musicale romana. La sua storia parte da lontano e arriva in mille luoghi differenti. Scopriamo qualcosa di più…

Tempo fa mi sono ritrovato in mezzo a una platea piuttosto anonima ed eterogenea, a un concerto di non-importa-chi, e quando sul palco è salito Roberto Angelini ho capito che ogni persona lo applaudiva per un motivo diverso. In effetti, Roberto è una colonna portante della scena romana: trasversale come pochi artisti in città, con una carriera tanto lunga quanto variegata. Il pubblico lo conosce, per un motivo o per un altro, che siano giovani o meno; i musicisti e gli (ormai innumerevoli) addetti ai lavori lo stimano. Tutti si fregiano di conoscerlo o di averci suonato insieme. Indaghiamo, quindi, su questo personaggio poliedrico e sempre presente nella nostra tanto amata scena, rischiando di diventare l’eroe mitologico per eccellenza della nostra piccola industria musicale.

CLASSICO INIZIO Classico per modo di dire, ma la carriera di Roberto Angelini in un primo momento somiglia a quella di tanti altri artisti. Suona fin da bambino, piccolo enfant prodige della chitarra, suona in complessi in giro per la città (sempre Roma, ma negli anni ’90) fino ad aprire artisti grossi e a firmare un contratto con la Virgin. All’epoca le case discografiche investivano ancora: non è difficile trovare i primi album di Angelini o di Pino Marino e Filippo Gatti (con gli Elettrojoyce) editi da etichette, tra virgolette, grosse. Molto diverso da adesso, sono stati anni difficili per l’industria musicale e il mondo è al rovescio, anche se poi non è andata così male. La Virgin lo porta nel 2001 (ben 17 anni fa) sul famigerato, temuto e a volte odiato palco dell’Ariston. A Sanremo giovani porta un pezzo, “Il sig. domani”, e vince il Premio Mia Martini. Fa impressione rivederlo oggi, presentato dalla Carrà, visibilmente emozionato e messo li forse per dimostrare che il Festival era anche per i giovani.

GATTOMATTO Se il primo album era andato a Sanremo, a proporre un nuovo modello di cantautorato, l’incredibile successo sarebbe arrivato un paio di anni dopo, con il secondo album, Angelini. Quello che tutti ricordiamo è, ovviamente, il tormentone “Gattomatto”, oltre che “La Gioia del Risveglio”. Ficone, tatuaggi, produzione e look non sembrano farina del suo sacco. E infatti Bob, più avanti, rinnega e chiarisce. È forse tra i pochi artisti riusciti a tornare sui suoi passi dopo un evidente occhiolino al pop da hit parade, senza però buttare tutto quello che da quel successo aveva guadagnato: il pubblico e i canali; da usare, però, per proporre qualcosa di bello, non qualcosa di costruito. Oggi quei pezzi li suona raramente e con ironia nonostante, ad ascoltare bene, non siano brutti, ma semplicemente sommersi da una produzione esagerata e pacchiana.

PRODUTTORE Si volta pagina e dopo la svolta pop Angelini decide di cambiare rotta, di non seguire la strada scontata, e ricominciare dove aveva lasciato. Così nasce, nel 2008, Fiorirari. Etichetta indipendente che ha visto, nel tempo, svariate produzioni: oltre ai progetti di Angelini stesso (La vista concessa, Phineas Gage), escono album di Massimo Giangrande, Margherita Vicario, Collettivo Angelo Mai, Andrea Rivera, Morgan con la I. Ultimamente, l’instancabile Angelini si è dedicato alla produzione del nuovo album della cantante francese Awa Ly, registrato allo studio Verde.

COLLABORAZIONI Parallelamente alla carriera di cantautore e produttore, il nostro si è dilettato nel tempo in innumerevoli collaborazioni. Slidin’ Bob nasce al Lanificio da un’idea di Angelini (e la sua passione per la slide guitar) ed è una produzione Lanificio159 in combinazione con Radio Sonica. Due album di cover: Pongmoon (con Rodrigo D’Erasmo, cover di Nick Drake) e Souvenirs (con Pier Cortese), e tanti, tantissimi concerti. Se è vero che non tutti sono mai andati ad un live di Roberto Angelini, è difficile trovare qualcuno che non lo abbia mai visto suonare con qualcuno. Niccolò Fabi, Wrongonyou, Galeffi, Giancane e tanti tantissimi altri. Bob e la sua slide guitar sono ovunque.

AUTORE, DIRETTORE ARTISTICO TV, PONGO E SUSHI Per concludere, questo personaggio incredibile, pieno di risorse non si ferma certo qui. Mentre scrive pezzi per altri artisti (Emma, Elodie), suona live nei programmi televisivi di Diego Bianchi (Gazebo prima, Propaganda live ora), scolpisce il pongo (da sempre, da vedere le copertine dei suoi album), si diletta nella ristorazione ‘giapponese’, dirige la programmazione del Lanificio 159 e conduce un programma su Radio Sonica.

SOLO BOB Niente hype, dunque, niente social management, marketing, misteri di identità o pubblicità ingannevole. Solo Bob, la steel guitar, tanta passione per la musica e una missione per la musica migliore dentro – e fuori – le mura della nostra sempre più frizzante città.

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