Sponz Fest 2018 | Per salvarci dalla mansuetudine

Sponz Fest 2018

Dal 21 al 26 agosto arriva la sesta edizione del festival ideato e diretto dal Maestro Vinicio Capossela: lo Sponz Fest 2018.
SALVAGG’ – Salvataggi dalla mansuetudine” è il titolo scelto per l’edizione di quest’anno.

Una peste percorre la società contemporanea: l’ammansimento. La bestia educata a venire sotto la mano. Siamo ammansiti dalla impossibiltà, dalla frammentazione del lavoro, dal ricatto del precariato. Isolati e connessi nell’individualismo collettivo e masturbatorio delegato alla rete. Veniamo sotto mano ma in cambio di cosa? Sponz Fest 2018, sviluppa il doppio tema del salvaggio, del salvamento, della salvazione, e quello del selvatico in opposizione al mansueto.
L’Irpinia prende il suo nome dall’Hirpos, il lupo nella lingua osco sannita. Terra di selve, di animali e uomini di indole selvatica, come le faine, le volpi e i lupi dell’immaginario totemico locale.
Un Fest per s-fasciarsi dall’idiocrazia. Per praticare la fierezza, a partire dalla fiera non domesticata che è in noi. Per salvarsi inselvatichendo.

E’ proprio dalle parole del Maestro Capossela che si riesce a percepire questa voglia di uscire fuori dagli schemi e tornare in un certo senso alle origini, senza schemi mentali imposti da terze parti.
Superare questo “limite antropologico” è tutto ciò che serve per essere ritenuti salvi dal mostro della mansuetudine che traccia intorno a noi, il recinto del capitalismo.

A volte i nomi danno corpo agli spiriti dei luoghi e ci fanno delle radiografie della terra. Cupa è una parola che prende forme diverse e definisce mondi, più che luoghi  precisi…; A Calitri la  cupa, è una leggenda, la bambina – demone che a sollevarla diventa pesante e trasforma in piombo l’oro delle sue carni rosee. L’apparizione ha un suo toponimo, ed è ai piedi del sentiero della  cupa, una mulattiera che discende il dirupo sotto l’antico castello e permetteva ai contadini di guadagnare più velocemente le terre che davano a est…; Cupa è la zona d’ombra, la zona  selvatica, il labile confine tra la luce della contemporaneità e il buio della storia pregressa. Il confine tra i vivi e i morti, tra la realtà e la verità inconoscibile. Questo è stato per me la cupa, e in  questo mondo di mezzo sono nate le canzoni della cupa, cominciate nel 2003 e pubblicate nel 2016.  Il 25 agosto l’att  finale… la loro rappresentazione nel luogo del toponimo… le note, le voci e  i conti sparsi nel declivio scavato dal fiume Cortino. Un terreno discendente che fornirà l’anfiteatro per la scenografia naturale del sentiero della Cupa.

Tutto questo, però, ha una bellissima logica: dobbiamo essere in grado di far coesistere mansuetudine e selvatichezza per essere realmente degli esseri funzionali. Ciò che dobbiamo tenere alla larga, realmente, è la bestialità la quale risulta essere diversa dalla selvatichezza caposseliana.

Un connubio alla Dottor Jekyll e Mister Hyde, dove l’uno non deve prevaricare sull’altro, in alcun modo.

Il festival vuole, quindi, attraverso l’arte, la musica, il teatro, proiezioni, letture e performance live, investigare su questo lato nascosto dell’animo umano.

Ci sarà un’anticipazione il 19 agosto con Michela Murgia e Marco Aime, per poi iniziare definitivamente il 21 agosto.

La città prescelta è Calitri e cinque comuni limitrofi dell’Alta Irpinia, terra narrata, decantata e illustrata nell’album Canzoni della Cupa del Maestro Capossela. Sarà quindi un evento unico, dove le sue canzoni avranno la loro scenografia nativa, rendendo il tutto ancora più suggestivo.

Affascinante sarà sicuramente la data di apertura dove il popolo indigeno Mapuche (originario del sud del Cile e  dell’Argentina) inaugurerà il festival con danze propiziatorie e canti tipici.

Ci sarà anche la Libera Università per Ripetenti che organizzerà incontri su attualità, archeologia, politica, mitologia, astronomia etc.

Sul sito dello Sponz Fest potete trovare tutto riguardo il programma, gli ospiti, i prezzi ed il pernottamento.

Sarà sicuramente un festival all’insegna dell’arte in generale. Ogni sua sfaccettatura sarà ispezionata, sviscerata e usata per riuscire a bilanciare questa eterna lotta tra mansuetudine e selvatichezza.

Capossela Sponz Fest 2018

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