Lana Del Rey, Thom Yorke & tutti i Santi

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Qualche giorno fa per un attimo ho tolto l’attenzione dalla scena indie italiana e ho alzato gli occhi al cielo. Lì, sull’Olimpo, ho trovato angeli azzuffarsi per plagio. Il leggendario Thom Yorke, in questi giorni impegnato nella colonna sonora del remake Suspiria diretto da Luca Guadagnino, ha accusato di plagio Lana Del Rey. L’accusa è rivolta alla nuova hit della newyorkese, “Get Free“: sarebbe copiata e incollata dalla celeberrima “Creep” dei Radiohead.

Primo pensiero: a Thom è tornata la memoria! Saranno vent’anni che “Creep” viene ripudiata dal frontman della band inglese, che persino di fronte a folle richiedenti la loro hit del ’93 non si degna di suonarla se non eseguendola male apposta. Thom accusa addirittura i fan di quel pezzo (a cui i Radiohead, difficile non ammetterlo, devono molto) di essere ‘anally retarded’. Per farla breve, non ce lo vedevo tanto a rivendicare la proprietà intellettuale di questo pezzo da lui scritto e poi combattuto.

Certo, sappiamo che Thom ci tiene molto al suo diritto d’autore. Non risale a molto tempo fa la sua battaglia contro Spotify (dove, a proposito, adesso potete trovare tutta la sua discografia) e anzi su Twitter insieme a Geoff Barrow (Portishead) continua a sostenere di non guadagnarci quasi nulla. Mi domando se non ci guadagnano i Radiohead e i Portishead, ai Thegiornalisti e Calcutta forse non ci scappa nemmeno un caffè offerto, ma questa è un’altra storia.

Ovviamente lui può anche detestare il suo pezzo, può anche disconoscerlo e non suonarlo mai più, ma sempre il suo rimane. Ed arriviamo al supposto plagio. Se Thom accusa, Lana risponde. Dice che si, i pezzi si assomigliano, che non se ne era accorta, non l’ha fatto intenzionalmente, e offre a Yorke di fare 60-40.

Dopo il danno la beffa per il re dei Radiohead: a lui il 40%, la parte più piccola, oltre che una proposta che sa di ammissione di colpa da parte di Lana Del Rey. Gli artisti litigano, discutono, commentano e smentiscono, ma alla fine non ci dicono granché di quello che si dicono tramite gli avvocati. Nota a margine: spegnete quella vocina nel cervello, lo so che per molti di noi l’1% dei diritti di un pezzo di Lana Del Rey basterebbero per una vita intera, magari senza barche e vacanze ai Caraibi, ma senza nemmeno svegliarsi alle 7 di mattina, qui non si tratta di soldi, ma di diritto d’autore, la cosa più preziosa che c’è. Soprattutto per una canzone, Creep, che il suo autore considera così importante nel suo percorso da compositore e che, tra l’altro, non è affatto a sua volta copiata da The Air That I Breathe dei The Hollies; quello è un omaggio.

Vado al dunque, scusate le troppe digressioni ma sono confuso anche io, il pezzo di Lana lo ascoltiamo? Cazzo. È “Creep” para para. Io non sono certo un giustizialista dei plagi: la musica si ripete, si assomiglia sempre, ogni canzone potrebbe essere un plagio. Sono ancora convinto che la somiglianza tra “Will You Be There” di Michael Jackson e “I cigni di Balaka” di Al Bano sia una coincidenza, anche se pare che la versione accreditata come plausibile sia che Michael ha copiato da Al. Però, con tutto questo, se io posso credere nella buona fede di Lana, è credibile come tutto l’entourage milionario dell’artista statunitense non abbia captato qualche somiglianza? Weirdo?

Quel che è certo è che su Youtube proliferano video di mashup e confronti, e tutto questo porterà solamente più soldi a Lana e Thom e, dite quel che volete, ma “Creep” spacca.

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