Nick Cave, il poeta maledetto del Rock torna in Italia

Nick_Cave-02-iznogoodgoodLuglio col bene che ti voglio.

Da quando è nato il Lucca Summer Festival c’è un’ importante ragione in più per amare la bella stagione (oltre alle classiche motivazioni del sole, cuore, ombrellone, s’intende!). Dopo aver già confermato la presenza dei 30 Seconds To Mars il 13 luglio e quella di nientedimenoche Mark Knopfler il 19 dello stesso mese, il Lucca Summer Festival ha da poco annunciato che nella prossima estate un’altra grande personalità della musica internazionale salirà sul palco della città toscana: Nick Cave.

L’incredibile artista australiano ha infatti da poco rivelato l’uscita del suo nuovo lavoro per il prossimo febbraio, seguita da un tour internazionale che a quanto pare toccherà il nostro Bel Paese nell’estate del 2013 proprio in occasione dell’ evento toscano.

Recentemente comunque il nome di Cave era tornato a popolare le pagine di gossip musicale grazie al lancio di una nuovissima versione del singolo “Where The Wild Roses Grow”, realizzato insieme alla reginetta del pop Kylie Minogue nel lontano 1996 e riproposto in questo 2012 per il release del nuovo album della cantante australiana. Un ritorno commercialmente tattico, questo del cantautore, che rilancia la sua figura maledetta nel panorama rock internazionale dopo ben due anni di silenzio, da quando pubblicò il suo sedicesimo album in studio: Grinderman 2.

Eh sì, perché il nome di Nick Cave, durante la sua carriera lunga ben trentatre anni, si è legato a quello di numerose formazioni che lo hanno accompagnato in un tortuoso percorso musicale che lo ha reso una figura mitica degli anni ’80 e non solo.

Gli inizi con i Birthday Party, il trasferimento a Londra ed i problemi di alcool e droga. Poi la scoperta di Berlino e quindi la nascita dei mitici Nick Cave and the Bad Seeds. Di qui esplode una carriera artistica destinata ad entrare negli archivi della storia del rock, che toccherà il suo apice con il capolavoro The Carny, scritto per accompagnare la poesia cinematografica del regista Win Wenders: Il cielo sopra Berlino. Un cammino esistenziale in perfetto accordo con le sue canzoni marcate da toni scuri, ombre provenienti dall’oltre tromba, interpretazioni teatrali tendenti al tragico, emotività negative condotte alle loro estreme conseguenze.

Poi all’improvviso nell’universo maledetto di Nick Cave entra uno squarcio di luce che trasformerà la sua vita e quindi la sua musica. Una nuova città, San Paolo, gli permetterà di impossessarsi di una sconosciuta energia ed il figlio avuto con la fidanzata Viviane Carneiro segnerà un turning point decisivo per le sonorità predilette dall’artista australiano. Le sue canzoni si addolciscono, si aprono a una positività nostalgica e nascono album come The Good Son e Henry’s Dream.

L’inquietudine dell’artista non scompare ma si evolve e quell’oscurità intrinseca della sua esistenza si ripropone di volta in volta in forme più mature tanto da portarlo nel 2007 ad intraprendere un nuovo progetto denominato Grinderman, che abbraccia sonorità garage rock influenzate dal post-punk, richiamando in extremis l’esperienza di decenni prima con i Birthday Party.

Trent’anni di musica alle spalle segnati da eclissi ed albe che hanno disegnato una parabola artistica unica nel suo genere.

E visto che il mondo sembra proprio non voler finire poi così tanto presto non resta che programmarci una bella vacanza in terra toscana per la prossima estate e prepararci all’incredibile esperienza di un concerto live di quello che è uno dei massimi esponenti del lato oscuro del rock.

Dicevamo: luglio col bene che ti voglio.

A.I.

 

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