Nigh Gaunt | Jupiter’s Fall (7”)

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Ad alcuni il nome di questa band romana non suonerà affatto nuovo, infatti il Night Gaunt è una creatura immaginaria appartenente al mondo orrorifico del genio letterario di Lovecraft.

Parlando invece della dimensione reale e contemporanea, questa creatura musicale è composta da Giuseppe, Daniele, Sara e Marco rispettivamente voce e chitarra, chitarra, basso e batteria. La passione che ha unito questi ragazzi in nome delle sonorità estreme li ha portati su dei lidi sonori molto vicino ad un Doom tradizionale, seppur accompagnato da sfumature tipiche della creatura morbosa di Tom G. Warrior, ovvero i Celtic Frost.

Nati dalle ceneri degli Hypnos, nel 2015 il quartetto ha già dato alla luce un album omonimo su Bloodrock Records. Quest’ultimo lavoro si accosta, come già specificato più sopra, al Doom classico, in particolare dei Candlemass, e a venature Celticfrostiane. Anche se le influenze sono molto evidenti, bisognerà anche esprimere un parere positivo a livello di autorialità: seppur il sound sia la summa di esperienze diverse e ben riconoscibili, i Night Gaunt hanno creato un loro marchio di fabbrica decisamente originale. Questa impressione è anche confermata dall’accoglienza decisamente positiva della critica di settore.

Durante quest’anno invece è stato dato alla luce dalla band un 7” chiamato Jupiter’s Fall, uscito per la neonata etichetta Temple Of Mystery Records. Questa etichetta canadese è stata fondata da Annick e Francois dei Cauchemar, band canadese della scuderia Nuclear War Now! Records. Con questa produzione internazionale i Night Gaunt hanno avuto la possibilità di ampliare i propri orizzonti territoriali, ciò ha avuto riscontro anche nella loro partecipazione al prestigioso festival di genere “Hammer Of Doom XII” che si è svolto in Germania appena due settimane fa.

Venendo ai due brani inseriti in questa uscita, si può semplicemente dire che le caratteristiche riscontrate nel primo disco appaiono anche in questa produzione, anche se con evidenti maturazioni. La prima traccia, la title-track, presenta caratteristiche decisamente più lente e propriamente Doom mentre la seconda rappresenta l’unione delle caratteristiche evidenziate sopra, infatti a metà canzone assistiamo ad un’improvvisa velocizzazione che ci fa tornare in mente il gruppo elvetico di Tom G. Warrior. Per quanto riguarda la componente “Occult” messa in mostra dalla band, questa appare più evidente e prepotente nel primo brano, mentre il secondo mostra influenze anche fuori dal Doom, a cominciare dall’intro decisamente “Slayeriano”. L’abisso nero evocato si chiude nel finale dopo 11.26 minuti di tormenti e di oscurità, durata totale del 7”.

 La curiosità per l’underground musicale dovrebbe consentire a band tali di emergere senza problemi, quindi, cari appassionati, dedicategli degli ascolti coscienziosi!

Tracklist:

1. Jupiter’s Fall
2. Penance

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