Nobraino @Monk 30/04/2017

Musica, acrobazie, goliardia… i Nobraino: questo e molto di più.

«Se ci pensi scopri che… Ti droghi pure te!». No, no… non sto citando una qualche frase di Mark Renton. Dai, l’avete capito? Secondo me sì, per i restanti incerti invece, beh, questo è il ritornello di “Endorfine”, uno dei cavalli di battaglia musicali dei Nobraino. E con mia grande gioia domenica scorsa, 30 aprile, al Monk, ho potuto cantarla accompagnando la fascinosa e profonda voce del leader della band riminese: Lorenzo Kruger.

Ognuno di noi, di ogni band o artista che ascolta, ha una canzone a cui più di tutte si affeziona e con cui più facilmente li associa, nel mio caso, se si parla di Nobraino, è proprio “Endorfine”. Pensate che sia banale come cosa? Beh, ma è il brano con cui ho ricevuto l’imprinting e che ha fatto sorgere in me la curiosità di esplorare il loro mondo cantato e musicato.

L’aspetto che più di tutti ho sempre apprezzato, sono i loro testi, sottilmente ironici e malinconici, dal retrogusto poetico che il buon caro Kruger riesce a conferire. Caratteristiche salienti e presenti anche nel loro ultimo album, uscito a novembre scorso: 3460608524. Vi risolvo io subito il dubbio senza la necessità di googlare, il titolo altri non è che il numero telefonico da digitare per poterli contattare. Trovata davvero geniale, aggiungerei!

Durante il concerto capitolino, i Nobraino: che insieme al già citato Kruger vedono Néstor Fabbri (chitarra), Laurence Cocchiara (violino – che si è trovato a sostituire lo storico Davide Jr. Barbatosta), Bartok (basso) e il Vix (batteria), hanno interamente presentato il loro ultimo figlioccio suonando con maturità e passione, nelle loro classiche e irriverenti mise che tanto mi piacciono: adoro gli artisti che affrontano il palco vestiti in maniera non convenzionale, ma ad hoc per un’esibizione.

Tanto di cappello per i musicisti che hanno suonato per circa due ore, dividendo così il live in due parti: la prima dedicata all’esecuzione di 346060852, la seconda invece consacrata ai pezzi più noti dei loro album precedenti. Così che è stata la volta di “Bigamionista,” “Lo scrittore”, “Cani e porci”, “Film muto”, “I signori della corte”.

In questo secondo tempo musicale, che ha preso il via dopo l’interpretazione nobrainesca del famosissimo brano folkloristico “Misirlou” (avete presente il famosissimo motivetto di Pulp Fiction? Ecco, quello lì), ha visto il pubblico sbizzarrirsi, motivato da quel simpatico saltimbanco di Kruger che si è letteralmente scatenato, dimostrando delle notevoli doti di equilibrista e tanto argento vivo addosso. I cinque musicisti si sono divertiti ma soprattutto, hanno fatto divertire, per questo credo che i Nobraino siano una di quelle band che finché non vengono vissute dal vivo, non si può dire di conoscerle appieno.

Setlist

Prima parte:

  • La statua
  • Cambiata
  • Mike Tyson
  • Constatazione amorevole
  • Vertigine
  • Soqquadro
  • Il guinzaglio
  • Darty fuoco
  • Cerchi
  • Centesimo
  • Estate illusoria
  • Peraltro
  • Il tempio di Iside

Seconda parte:

  • Misirlou (strumentale)
  • Bigamionista
  • Lo scrittore
  • Endorfine
  • Record del mondo
  • Cani e Porci
  • Film muto
  • Esca viva
  • Via Zamboni
  • Bifolco
  • I signori della corte

Foto di Gian Marco Volponi

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