Noi e il nostro caro vecchio Kurt

kurt cobain

Per ricordare la scomparsa di Kurt Cobain, alcuni membri della nostra redazione raccontano il loro primo incontro con il leader dei Nirvana.

Si è vero, ogni anno la stessa storia, la stessa solfa. Articoli, eventi, foto e stati sui Social in cui si ricorda – più o meno onestamente – la dipartita di Kurt Cobain, avvenuta oggi, il 5 Aprile del lontano 1994 nelle circostanze che tutti conosciamo. Noi di Cheap Sound ci abbiamo pensato un attimo e abbiamo preferito non fare come tutti gli altri. Abbiamo preferito essere onesti e sinceri. Magari risulteremo imperfetti ma con la coscienza pulita: abbiamo ricordato il nostro caro vecchio Kurt nella maniera più schietta e diretta. Abbiamo pensato al nostro primo incontro con la sua musica, con Nevermind e l’annesso mito eterno. Quello che segue sono i ricordi di alcuni membri della nostra redezione. Dei flash di Polaroid sulla nostra adolescenza, delle confessioni riguardo uno dei nostri miti. Si è vero, non è il solito articolo. E voi, dove eravate quando Kurt Cobain è entrato nelle vostre vite?

“La prima volta che ho sentito “Smells Like Teen Spirit”, ero piccolo e mi sono fomentato talmente tanto che ho tirato il joystick della Play Station 1 contro il muro, rompendolo. Ho crepato il muro e non ho giocato alla Play per un mese. Mia madre si è rifiutata di comprarmene un altro.”

Matteo Cavaggioni

“C’è questa immagine indelebile nella mia testa legata ai Nirvana: un viaggio in treno della durata di dieci ore, o giù di lì, seduto in cuccetta con i miei genitori. Esco dal compartimento e raggiungo la fine dell’ultima carrozza dove c’era l’oblò che dava sui binari, velocissimi, che fuggivano via. Nelle orecchie le cuffiette di un walkman con “Nevermind” a tutto volume!”

Maurizio Narciso

“Quando Kurt si suicidó non avevo neanche 4 anni. Non sapevo che importanza avrebbe avuto nella mia vita. Quando ho iniziato ad ascoltare i Nirvana lo sapevo già, colpa di qualche fugace parola di mio padre. Però tutte le volte che vedo il video di “You Know You’re Right” con quelle foto e quegli spezzoni di video sorridenti, malinconici ma vitali beh, non posso fare a meno di pensare a quanto quella mattina del 5 aprile di 22 anni fa ci abbia tolto. Il 5 aprile il mio stereo suona la discografia dei Nirvana, quei fantastici tre dischi che sono Bleach, In Utero e Nevermind. Un po come l’8 dicembre si ascolta Lennon.”

Giovanni Romano

“Ogni volta che passo davanti al Palaghiaccio di Marino ripenso a quando il 22 febbraio del ’94 Cobain impugnò la sua Fender Mustang blu elettrico e la scaraventò oltre il muro di casse e amplificatori. Fu un concerto difficile, a pochi giorni dal suo ricovero all’ospedale Angloamericano di Roma. Fu l’inizio della fine.”

Giulia Agostinelli

“Luglio 2001. Il mio vicino di casa al mare organizza una festa. C’è uno stereo di quelli portatili, ci chiede di mettere su dei dischi. Io avevo solo undici anni, e una copia del (bellissimo) Festivalbar 2001 compilation blu comprata in spiaggia pochi giorni prima. Ma un amico di qualche anno più grande porta Nevermind. Ricordo l’imbarazzo di alcuni sui ritornelli urlati di Smells Like Teen Spirit. E ricordo anche che il giorno dopo mi recai in un piccolo negozio di Fondi per acquistare il mio primo disco originale, From the Muddy Banks of the Wishkah, l’unico rimasto, tra un poster di Hit Mania Dance e i CD di Lou Bega.”

Lorenzo Migliaccio

“Da ragazzino io non compravo dischi: li masterizzavo. Ero l’unico della mia classe ad avere un masterizzatore e, letteralmente, spacciavo musica. A 14 anni un altro spaccino musicale – una ragazza, nello specifico, tal Marta – mi gira un disco mp3 – quei dischi che si pensava sarebbero stati la rivoluzione e poi sono arrivate le penne USB. In quel disco c’era un sacco di roba: Californication, American Idiot, tracce random e poi, a un certo punto, Nevermind. Ricordo che per anni non ho saputo i nomi delle canzoni di quel disco. Per me era una, rabbiosa, meravigliosamente melodica, distorta, disagiata, potentissima, sola canzone. E ricordo le session d’ascolto, io Kurt, Chris e Dave, sul mio letto, a scoprire chi eravamo, l’adolescenza, i sogni.”

Giulio Falla

“Io sono dell’86. Non ho vissuto la moda del Grunge, nè il boato planetario di Nevermind  nè la tragica fine di Cobain. Ricordo solo che verso i 14 anni, verso le soglie del nuovo millennio e con il passaggio dalle medie alle superiori, la mia ribellione adolescenziale sconfinò obbligatoriamente nel rock e nei Nirvana. Un compagno di classe più grande (pregiudicato e pluribocciato) mi prestò il cd originale di Nevermind. Lo consumai, comprai una chitarra elettrica e la sfondai dopo averla smontata pezzo per pezzo. Non ho idea di dove sia ora quella chitarra che comprai per colpa di Kurt Cobain, ma so benissimo dove è ancora Kurt Cobain.”

Alessio Belli

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