Omid Jazi: da quarto Verdena al debutto da solista

ALT! (da Radio Kaos Italy)

 

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Omid Jazi. Appena ho letto che era uscito il suo primo EP (un po’ in colpevole ritardo, lo ammetto), mi sono incuriosito. Anche perché, paradossalmente, lo avevo già visto live diverse volte nel 2011. E’infatti il componente aggiunto dei Verdena nel (trionfale) Wow tour, addetto alla seconda chitarra, tastiere, sintetizzatori, seconde voci. Il buon Omid se l’era cavata più che egregiamente. Alcuni taroccatori di magliette l’avevano persino inserito nel loro merchandising accanto agli altri conponenti del gruppo.

Insomma, tutto mi sarei aspettato, tranne che vedere una pubblicazione solista di questo ragazzo neanche due mesi dopo la fine del Tour verdeniano.  E invece esce questo “Lenea Ep”  a fine febbraio sotto la Jestrai, etichetta bergamasca che opera dall’incirca dieci anni.

Prima osservazione: scritto giocoforza nella pause del lunghissimo tour, è un lavoro che non può non essere influenzato dal gruppo del buon Albertone Ferrari, specialmente nelle ricerche sonore. Cerca però di distaccarsene nei testi, pur rimanendone influenzato (anche perché imitare un testo verdeniano, oltre che difficile, risulta anche ridicolo).

Si rimane in quell’ambito di alternative, dove Omid dimostra di essere un discreto polistrumentista, alternando chitarre distorte, effettate a copiosi Synth. Accanto a questa corrente, se ne trova un’altra, più riconducibile al cantautorato schizoide-schizofrenico di Bugo, con testi e atmosfere sardoniche.

“Taglio le Paranoie” primo pezzo dell’Ep è esattamente la sintesi (perfettamente riuscita) di queste due correnti. Una canzone ironica, divertente, che si regge bene sul ritornello “taglia le paranoie con una sega rotante” in cui il rullante ti si ficca in testa.

“La Molla di Chaplin” invece è più riconducibile alla seconda influenza (e guarda caso Bugo è stato presente in alcune date del Tour dei Verdena), che approfondisce in chiave ironico-elettronica. Si trovano alcuni riferimenti che non paiono proprio casuali “Aggiusta il cervello dal meccanico di fiducia/ sei stato selezionato/ voglio vincere X-Factor” a Nevruz, ex compagno di band nei Water in Face, che poi ha scelto di scegliere la strada del reality show.

Ma la più grande apertura di suoni si trova in “Ossitocina” (altro titolo verdeniano, sottolineo), una canzone dove la distorsione di chitarra è onnipresente e suona molto alla My Bloody Valentine di Loveless, senza però perdersi nelle tematiche tipicamente Shoegaze, ma lasciando in primo piano nel ritornello il Synth reverberato, con la voce perfettamente distinguibile e ascoltabile. Sicuramente il miglior pezzo del lavoro.

“Pensiero Magico” invece è semplice, in cui colpisce la genuinità dell’arrangiamento e la voluta ingenuità del testo, come se fosse cantato da un adolescente innamorato.

Chiude l’EP “Giulietta ha le chiavi” che è un perfetto riassunto di tutto l’EP: un cantato distinto, una ritmica delineata e meccanica, con stacchi ben precisi, un suond a metà alternativo che ricerca molto l’elettronica.E Omid gioca pure con gli effetti della voce.

Insomma, un bel primo lavoro, piacevole, ascoltabile e condito da un bel sound ricercato. La personalità il nostro Omid ce l’ha. Però nei prossimi dovrà dimostrare di essere sempre più Jazi e un po’ meno quarto Verdena

 

Giovanni Romano

 

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