Le Orme ci riprovano col Prog: La Via Della Seta

Potrebbe essere paragonata a quella di Liam e Noel Gallagher la faida nostrana riguardo al destino di uno dei gruppi più importanti ed influenti del rock progressivo italiano: Le Orme.
Sono ormai più di due anni infatti che Aldo Tagliapietra e Michi Dei Rossi, storici membri della band, hanno interrotto il loro rapporto artistico per motivi non del tutto chiari dopo una collaborazione quarantennale.  Da qui in poi sono cominciate svariate lotte per vie legali per ottenere il nome.
Mentre, quindi, Tagliapietra continua a suonare con Tony Pagliuca e Tolo Marton, il primo tastierista storico delle Orme, il secondo che già militò nel gruppo negli anni ’70, Michi Dei Rossi ha fondato intorno a se una nuova band che, su “consiglio” del tribunale, si chiama Le Orme (ma Le Orme non è).
Tutto ciò impegna non poco i fan intenti a sostenere l’uno piuttosto che l’altro, curiosi di ascoltare l’annunciato album di inediti di Tagliapietra & co. per scoprire quale delle due formazioni merita maggiormente di essere seguita.
Nel frattempo, qualche mese fa usciva La Via della Seta. Il primo album delle Orme (le chiameremo così, per convenzione, non per ideologia!) senza Tagliapietra. (Questa formazione Cheap Sound l’ha già filmata e recensita!)

2011. Quarant’anni dopo il momento più alto del fermento progressive, provano ancora ad imporre il loro modello, Le Orme, con un album che di quell’epoca rievoca non poche cose. Con una formazione ampia e molto legata a quell’era per tipo di musicisti e strumentazione (oltre a Dei Rossi alla batteria, infatti, troviamo Jimmy Spitaleri, già voce dei Metamorfosi, Michele Bon alle tastiere, Federico Gava al pianoforte, William Dotto alle chitarre e Fabio Trentini al basso), Le Orme producono un concept album, come già appare chiaro dalla copertina e dall’artwork in generale (amanti del progressive vi ritrovate?)
Della Via della Seta ai musicisti in questione, ovviamente, interessa lo scambio culturale fra popoli diversi, come può confermare il pezzo che, per quanto possa essere commerciale e compiacente al pubblico preesistente, rappresenta l’opera intera al meglio: Incontro di Popoli. Un pezzo in più momenti, con un ritornello “cantato” dalle splendide tastiere di Bon piuttosto che dalla voce (ripeto, carissimi nostalgici del prog, vi ritrovate?).
Il resto dell’album è denso di virtuosismi (tutti i musicisti sono molto tecnici), influenze dalla musica sinfonica ma non meno da sonorità orientaleggianti ed anche di molti passaggi strumentali (L’alba di Eurasia, Il Romanzo Di Alessandro, Mondi Che Si Cercano, 29457, L’asteroide di Marco Polo, Serenide, Xi’an – Venezia – Roma. Tutti pezzi strumentali, la metà esatta dell’album).
Nonostante i brani siano 12, e siano tutti intensamente votati al rock progressivo di un tempo, il disco è relativamente breve e questa – a mio parere – è una grave pecca. Molte canzoni non superano i due minuti ed è una pretesa esagerata rievocare quei tempi e quella musica, dando così poco spazio ai brani di evolversi. Tuttavia, essendo un concept, potremmo ritenere tutti i brani parte di un’opera unica, anche perché alcuni sembrano essere veramente nati insieme.
Oltre ad Incontro dei Popoli, la canzone più rilevante, nonché la più bella dal punto di vista di composizione e arrangiamento, è Xi’an – Venezia – Roma, senza dimenticare Una Donna (ma perché solo un minuto e mezzo?) che sembra uscita da un disco delle Orme quelle vere.
Il sound generale dell’album rievoca in pieno gli anni ’70, anche per le tecniche registrazione, sembra voler conservare a tutti i costi pregi e difetti del tempo.
Che dire in conclusione? Beh, è un album che sicuramente fa parlare. Fa parlare chi quegli anni li ha vissuti, chi li ama e li ha amati, interesserà molto meno, invece, chi del prog non ha nemmeno sentito parlare. In pratica, un disco che rievoca un’era che non c’è più: per gli amanti sarà sempre e comunque inferiore a quelli storici, per i neofiti del genere è senza alcun appeal né pretesa di innovazione. Da ascoltare, ma non da avere.
F.B. 

Autore: Le Orme
Titolo: La Via Della Seta
Etichetta: Love Music

TRACKLIST
1 – L’alba Di Eurasia
2 – Il Romanzo Di Alessandro
3 – Verso Sud
4 – Mondi Che Si Cercano
5 – Verso Sud (ripresa)
6 – Una Donna
7 –  29457, l’asteroide di Marco Polo
8 – Serenide
9 – Incontro Dei Popoli
10 – La Prima Melodia
11 – Xi’an – Venezia – Roma
12 – La Via Della Seta

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