Osc2x @Lanificio159 07/04/2017

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La band dal nome impronunciabile ma dalla musica più che ascoltabile

oessecidueics”, per chi si stesse domandando come si pronunci il nome della band che stiamo per raccontarvi.  Osc2x è il progetto musicale pensato da Vittorio Marchetti, che abbiamo avuto l’opportunità di conoscere meglio venerdì sera al Lanificio 159 di Roma. Essendo relativamente presto per noi romani, che abbiamo la cattiva abitudine di presentarci sempre tardi, le persone dentro al locale si potevano contare sulle dita di una mano: luci soffuse e atmosfera rilassata fino all’arrivo di Vittorio, seguito dal secondo componente Luca Rizzoli. Non appena il duo si rivolge alla folla (ancora mancata) la sala inizia a popolarsi: Vittorio, Luca e tutta la loro strumentazione fatta di synth, pedali, chitarra, basso e batteria, riempiono il palco, direttamente da Bologna.

Nell’alternanza di brani del passato a altri in anteprima, provo a cogliere le variegate sfaccettature de Osc2x. Risale al 2015 il loro EP rilasciato da Collettivo HMCF Under the sun all night long, annunciato dal singolo “PAH”, a cui dichiarano essere molto legati. Nonostante le sonorità a tratti (e solo a piccoli tratti) metalliche e apparentemente fredde, si parla di d’amore e sentimenti, di abbandoni e tradimenti, di strade lasciate e poi intraprese ancora, di viaggi non solo fisici. Tutto ciò viene raccontato in inglese perché, come dichiara Vittorio, questo permette di tracciare confini più delineati, come quelli del synthpop nordeuropeo, che non sfociano nel pop più tipico del cantato italiano. Questo legame con ciò che è elettrofono, è racchiuso interamente nel nome del gruppo che ci sembrava inizialmente tanto strano e con cui invece già abbiamo familiarizzato, infatti “Osc”, ricorda il secondo oscillatore del sintetizzatore, che è quello che ti permette di usare i suoni un po’ più strani. Quindi il secondo oscillatore a cui si aggiunge una “X”. Diciamo che questa rappresenta un’incognita”.

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Un live, quello degli Osc2x, costretto ad essere strutturato a causa della percentuale di suoni registrati, ma questo non ha costruito distanze tra chi era sopra e chi sotto il palco perché, come ho già anticipato, il dialogo con il pubblico è stato presente dall’inizio ed è continuato fino allo spegnersi delle luci. “Life companion” è il singolo che ci prepara al disco in uscita, su cui non abbiamo molte informazioni in quanto ci confidano preferire non parlare del futuro, piuttosto del presente. E il presente è fatto di indietronica (electronic indie), di Tycho, di SBTRKT, Sampha, Disclosure, un lontano James Blake, un Gold Panda degli inizi. Influenze e vicinanze sono automatiche se non anche necessarie, ma gli osc2x riescono, nonostante la popolarità nello scenario extra-italiano del loro genere, a mantenere un’identità a loro stante. Pensavo proprio questo durante il live: questo suono non mi è nuovo, ma non riesco a dargli un “volto” preciso, mi ricorda forse qualcuno ma non so il nome di questo qualcuno.

Seppure con altri nomi appartenenti a precedenti progetti musicali, Vittorio e Luca hanno toccato palchi che pesano, come quelli dell’Ypsigrock o dello Sziget festival, e la loro capacità di starci sopra e starci bene si nota. Non conosco le parole ma mi viene voglia di cantare, non riesco a non ballare anche i pezzi che non avevo mai ascoltato.

di Veronica Proia

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