Pan del Diavolo @Monk 6/5/2017

Piede sull’acceleratore per più di un’ora e mezza e tanto sudore da regalare: il duo palermitano dal caratteristico folk esplosivo ha portato sabato scorso sul palco del Monk il Supereroi Tour.

La grinta del live del Pan del Diavolo si regge sulle cavalcate animalesche dei lavori precedenti, piuttosto che sul nuovo album Supereroi – decisamente meno selvaggio – che si imbarca verso un sound più pop e ricco di riflessioni dense, ben calibrate all’interno della scaletta.

“Aquila solitaria” e “Supereroi”, entrambe manifesto della natura sognante di chi le scrive e le canta, il frontman Pietro Alessandro Alosi, insieme al collega Gianluca Bartolo (chitarre, seconde voci), sono il giusto incontro con il pubblico del Monk a inizio concerto, subito dopo la meraviglia di “Libero”.  Battere le mani e saltare è la chiave di lettura della serata che viene lanciata dal palco e accolta più che in un generico live. In un contesto come questo diventa infatti fondamentale la partecipazione e lo scambio dei battiti, a ritmo della cassa pestata dal diavolo. E’ il segnale che è arrivato il momento “per essere libero e vero”.

Un altro pallino assolutamente non trascurabile dal vivo – che soprattutto i fan delle prime file condivideranno, a giudicare dalle voci, che sento cantare a squarciagola – è l’immaginario pressoché inesauribile dei testi del Pan del Diavolo, capaci di far sentire parte di mondi lontani nel tempo, grazie anche alla complicità di una musica che palpeggia blues e folk in modo mai maleducato, nonostante la foga.

Il mestiere del musicista, in grado di dominare il palco, si realizza appieno quando il Pan del Diavolo si prende tutto il tempo necessario per suonare “Sono all’osso”, e il pubblico in risposta ne osanna l’esecuzione. Tutte le canzoni a seguire tratte da Supereroi non sfigurano, ma rimangono mansuete ai margini della performance (“L’amore che porti” “Strisce” “Mondo al contrario”), rallentandone il ritmo; per poi terminare l’ Encore, in gran spolvero, con i tre colossi “Vivere fuggendo” “Pertanto” “Folkrockaboom”, pieni di orgoglioso pathos, cantato all’unanimità.

Setlist

– Blu laguna

– Libero

– Aquila solitaria

– Supereroi

– Scimmia Urlatore

– La finale

– Messico

– Africa

– Mediterraneo

– Coltiverò l’ortica

– Sono all’osso

– L’amore che porti

– Strisce

– Mondo al contrario

– Tornare da te

Encore

– Vivere fuggendo

– Pertanto

– Folkrockaboom

– Gravità zero

Testo di Enrico Garattoni

Foto di Bruno Pecchioli

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