Moci, Lov-Fi & altri singoli di cui non vi parleranno

moci

Sopraffatti dalle tante uscite ‘illustri’ di questo inizio 2018, siamo andati a cercare qualcosa di più nascosto, e siamo stati piacevolmente sorpresi.

Ci saremo riempiti troppo la bocca con questo indie? Sono passati poco più di trenta giorni dall’inizio del 2018 e parecchie cartucce del nostro genere preferito sono già state sparate. Tra gennaio e i primi giorni di febbraio, infatti, abbiamo già ascoltato il nuovo singolo di Motta, “Ed è quasi come essere felice”, il primo dopo l’album del 2016 La fine dei vent’anni, quello di Calcutta, “Pesto”, terzo dopo Mainstream del 2015, e poi Maria Antonietta, Ghali, Wrongonyou, Leo Pari, Pop X e chi più ne ha più ne metta…

Tante cose saltano agli occhi: la prima è che i singoli ormai sono tornati in voga, molto più che gli album. L’uscita di singoli attesissimi è diventata una sorta di evento, molti artisti pubblicano singoli a raffica (pensiamo ai Thegiornalisti dopo Sold Out) e album sempre più raramente. L’evento è il singolo, non l’album che deve arrivare. Il pubblico è troppo impegnato a fare refresh a mezzanotte su Spotify e ad ascoltare per primo la novità del loro artista preferito, mentre la critica è ferma, perché è difficile dare un giudizio su un singolo; non è semplice definire il nuovo corso di Motta o di Calcutta con solo un pezzo in mano, soprattutto se l’attesa, o l’hype come piace tanto definirla, in qualche modo rende tutto più bello ed esclusivo.

L’altra cosa evidente è che molti degli artisti che ho citato, e sicuramente i più amati tra questi, ormai di ‘indie’ come indipendente hanno ben poco: produzioni ricche (o più semplicemente produzioni e non autoproduzioni), etichette, booking, management, social management e distribuzioni. Anche Viito, che viene da un percorso a noi più vicino, di locali e localini, ha fatto uscire la sua già-hit “Bella come Roma” con la Sugar, non proprio l’ultima delle etichette.

Nulla di male in tutto questo, l’obiettivo di ogni musicista è certamente raggiungere più gente possibile, fare della propria musica un lavoro eccetera eccetera. Quello che però è forse più interessante di questi singoloni che già conosciamo a memoria, che non ci hanno deluso, che abbiamo ascoltato già troppe volte, sono altri musicisti, emergenti, indipendenti, ma per davvero.

E mentre tutti aspettavano “Pesto”, infatti, è comparso su YouTube “Perso”, di un cantautore romano del ’97 che si fa chiamare Moci. Il pezzo è molto ‘indie’ come sonorità, ma c’è anche qualcosa di acerbo e innovativo in contemporanea, una nuova generazione di ragazzi sta per entrare in questo mondo per stravolgere tutto con nuovi testi, nuovi riferimenti culturali, nuovo pubblico. La cosa più bella è che è completamente indipendente, nessuna etichetta (anche se il video su YouTube appare caricato dal misterioso canale Sbaglio Dischi), nessun management “rodato”, niente costruzione in pratica. Cercate Moci sul web, o andatelo a sentire, e lo potrete vedere ed ascoltare senza filtro.

Un altro singolo è uscito, mentre ascoltavamo l’incredibile crescendo di Motta e il ritorno di Maria Antonietta: “Metro B”. Il gruppo si chiama Lov-fi, le sonorità sempre nei canoni dell’indie che conosciamo e amiamo, con non poche sorprese a livello di arrangiamento. Apprendiamo che i Lov-fi prendono forma dalle ceneri di un altro gruppo, Bartolomeo, di cui abbiamo sentito parlare l’anno scorso. Anche questo completamente autoprodotto, nessuna etichetta, nessuna costruzione. Solo la musica al buon cuore di chi l’ascolta, la condivide o ne parla.

Andando poco più indietro nel tempo, pochi giorni prima che uscisse “Orgasmo”, invece, troviamo un EP, Bacche di Goji, di Iruna. Anche qui, tante idee, sonorità innovative, e soprattutto, nessun bollino Universal o Warner sul disco, solo il marchio della cantautrice, già un po’ più nota a Roma, ma non per questo meno indie-pendente!

Al pubblico, ora, il compito di decidere chi mandare avanti e chi bocciare in partenza. Con un solo invito, al pubblico: non addormentarsi mai, che spesso la musica più bella non esce nemmeno dagli scantinati, figuriamoci se arriva a mezzanotte su Spotify.

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