Premio Tenco: che passione!

tenco

Tenco PremioCome ogni anno, anche in questo 2013 sono state assegnate le targhe del Premio Tenco, che  saranno poi consegnate nel corso del Medimex a Bari l’8 dicembre.
Questi sono brevemente i responsi che poi andremo a commentare:

MIGLIOR ALBUM:

1° Niccolò Fabi – Ecco
2°: Baustelle – Fantasma
3°: Francesco De Gregori – Sulla strada

MIGLIOR OPERA PRIMA:

1° Appino – Il Testamento
2°: Emanuele Belloni – E sei arrivata tu
3°: Lorenzo Monguzzi – Portavèrta

MIGLIOR ALBUM IN DIALETTO:

1° Cesare Basile – Cesare Basile
2°: Giulia Daici – Tal cil des acuilis
3°: Collettivo Dedalus – Ammâšcâ

MIGLIOR ALBUM DI COVER:

1° Mauro Ermanno Giovanardi & Sinfonico Honolulu – Maledetto colui che è solo
2°: Gerardo Balestrieri – Quizás
3°: Andrea Tarquini – Reds! Canzoni di Stefano Rosso

Il Premio Tenco è il meglio che l’Italia offre al panorama cantautoriale ma, esattamente come Sanremo, si sta svalutando sempre di più. Dei grandi rimangono solo i nomi delle targhe, i video (di Conte, di Guccini che canta Vecchioni ecc. ecc.) e la memoria di quei pochi privilegiati che conoscono il significato storico di quel palco e seppur soffrendone la decadenza, lo continueranno a frequentare.
Quello che mi affligge di questo premio da ormai molti anni è che chi lo vince, per la mia sensibilità, non si può definire nemmeno cantautore.
Non basta essere cantanti (non ho il coraggio di usare il sostantivo, intendo perciò un participio in senso dispregiativo) e autori per essere cantautori. Il cantautore è uno stile di vita, spesso è una scuola (romana, genovese bolognese), è il significato pregnante di una poetica.
La targa va a Niccolò Fabi, a coronare un anno molto intenso di vendite e di una lunga tournée per teatri. Seguono i Baustelle, già vincitori della targa nel 2008 e De Gregori. A questo punto mi chiedo come sia possibile che De Gregori, il cantautore che con Sulla Strada ha dato alla luce probabilmente al miglior album italiano di quest’anno, possa essere sotto ai Baustelle e a Fabi?
La targa del miglior album d’esordio, l’anno scorso vinta da Colapesce, va ad Andrea Appino per Il Testamento, e torno sul discorso del cantautore: Dov’è la poetica di Appino? De Gregori, ad esempio, ha una poetica, aggiornata, ma sempre la sua.
È inutile continuare a parlare di quanto soffro ogni volta che sul palco di Sanremo sale un Mengoni e al Premio Tenco un Vasco Brondi.
Un discorso coerente nel e sull’artista non c’è più, viva il nulla, viva i nuovi cantautori, viva l’Indie!
Non c’è altro.

A.P.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *