Preoccupations @Magnolia 23/11/2016 & @Quirinetta 24/11/2016

I Preoccupations, gruppo canadese post punk/new wave , dopo aver prodotto due album in studio, sbarcano per la prima volta in Italia, e noi non potevamo farci mancare il loro doppio appuntamento, Milano e Roma!

La band nasce nel 2012 sotto il nome Viet Cong ma ben presto viene cambiato in Preoccupations, a causa delle polemiche nate dalla loro precedente valenza politica. Con l’uscita dell’album Viet Cong fanno subito vedere di che pasta sono fatti e si fanno riconoscere subito per l’energia e la potenza che mettono nelle canzoni; con il loro secondo album Preoccupations lo spirito rimane lo stesso con qualche punta di “morbidezza” data dalle tastiere. Ammetto che la curiosità di sentirli live era molto alta perché la prova del nove è sempre sul palco e le mie perplessità sono state subito cancellate: dal vivo sono devastanti.

Il locale riserva a loro la sala piccola, rendendo così il concerto molto intimo. Aprono le danze con “Anxiety”, prima traccia del loro secondo album. Subito riecheggiano nel locale i synth bui, le linee del basso molto paranoiche e la voce cupa e profonda del cantante/bassista Matt Flegel.

L’accoppiata “Silhouttes” e “March of Progress” mette in risalto la loro anima post punk, con batteria e chitarra velocissime, un basso con un suono quasi metallico e il synth che dà quel tocco vintage anni 80.

Riprendono con le sensuali e malinconiche “Select Your Drone” e “Continental Shelt”.

Il live continua con pezzi serrati e veloci, il batterista inizia a prendere il controllo del palco con attimi in cui sembra che accarezzi i piatti con una piuma ma il punto clou del live è proprio con l’ultima canzone “Death”. Undici minuti che iniziano con ampi respiri nell’arpeggio della chitarra iniziale ma che piano piano diventa sempre più soffocante man mano che gli altri strumenti si inseriscono fino ad arrivare all’assolo di batteria infinito che ci lascia tutti ipnotizzati.

Un live davvero emozionante di un gruppo che ha ancora ampi margini di miglioramento e di cui, sono sicuro, sentiremo parlare a lungo.

Testo di Domenico Caliandro da Milano.

Foto di Elisa Scapicchio da Roma.

 

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Mike Wallace, batterista della band, con il “nostro” Domenico.

 

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