L’age d’or: attenti a quei preti!

“L’uomo è il sacerdote del caos, la pedofilia è la sua volontà di potenza sulla natura infante, la vita è la celebrazione di tale miseria. I preti pedofili danno messa ogni giorno”.  (citazione/presentazione del progetto sul sito web della band).
I Preti Pedofili tornano all’attacco e lo fanno con un  album concettualmente maturo. Non vorrei azzardare dichiarando che probabilmente siano arrivati a definire le proprie coordinate artistiche, anche se variegate. La band, formata da tre musicisti foggiani, presenta il suo nuovo lavoro autoprodotto . Distaccatisi dal loro passato di impronta Sludge/doom   dei loro primi due ep Golem e Faust, L’age d’or non perde la venatura distorta e “dura” (vedi il settimo brano Vio-Lento).  Quando parlo di durezza del suono mi riferisco principalmente  al livello filosofico della prova artistica.
L’age D’or è un ‘introspezione nell’animo umano, nelle sue molteplici incertezze e sofferenze. Il titolo dell’album è  il nome di un notissimo film dei due Maestri Luis Bunuel e Salvador Dalì, tra le prime pellicole “surrealiste” mai composte. Dunque: Surrealismo e profondo realismo (?) interiore.  Ma questa, a onor del vero, non è affatto l’unica palese citazione: infatti ascoltando attentamente le parole ci accorgeremo di notare alcune citazioni del grande Fernando Pessoa: “perché se la libertà non è in me/non al troverò da nessuna parte”. Come altra citazione cinematografica troviamo l’ottava traccia Begotten: altro non è che la disturbante pellicola del 1991.
Inutile dire che il genere in cui vi imbatterete voi ascoltatori è totalmente astratto, numerosissime le influenze:  Possiamo trovarci accenti alla Zu, come dei tratti vocali (come delle ritmiche) vicine ai Bachi da pietra/Madrigali Magri, ma assolutamente troviamo della grande originalità. Comunque alcune venature degli esordi sono tenute in vita da alcuni passaggi che si potrebbero definire post-hardcore, con l’utilizzo massiccio del basso. Per quanto riguardo la parte “psicotica” del lavoro non posso fare a meno di sottolineare gli intrecci di melodie lanciate dalla chitarra: a volte c’è dello shoegaze, a volte quello che si può chiamare “math-rock”, ma caratteristico è l’uso di tantissimi effetti sonori.
Principalmente quello che ha colpito i miei ascolti è assolutamente la ritmica, sempre sincopata e sempre necrotica! Un vero bad trip!
Piano piano che l’album avanza, a partire da Iride, ci ritroviamo in un viaggio da cui non c’è via di scampo.Ogni brano è una vera e propria storia a se, anche se ovviamente racchiusa nel concept!
Aspettando prossimi lavori,godiamoci questo album proveniente dalle terre pugliesi. Piccolo gioiello dell’underground da non L'age d'orsottovalutare!

P.S. : Vi informo che proprio oggi, 31 ottobre, parte il loro tour, se vi capitano in città non perdeteli!

Lorenzo Landriscina

Autore: Preti Pedofili
Titolo: L’age d’or
Etichetta: Toten Schwan/Sinusite/Spettro/Mai una gioia

TRACKLIST
1 – Iride
2 – Mavis
3 – Self made man
4 – Cancro
5 – Dies irae
6 – C’est femme l’autre nom de dieu
7 – Vio-lento
8 – Begotten
9 – Primo sangue
10 – Hate

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