Primavera Sound Festival

 Il luna park della musica

Questi giorni non si parla d’altro. Chi ci è stato, è ancora incastrato tra le innumerevoli foto e gli sfocatissimi video con cui si voleva portare dietro qualche pezzo del fine settimana; chi non ci è stato, invece, ha partecipato attraverso gli accuratissimi report sul social da parte degli affezionati. Sì esatto, ci riferiamo al Primavera sound festival che ha riempito di suoni e vibrazioni Barcellona dal 31 maggio al 4 giugno, per la diciassettesima volta, e da cui non ci si riprende tanto facilmente.

Più di 200.000 le persone che quest’anno hanno percorso chilometri e chilometri all’interno del Parc del Fòrum (anche 20 al giorno!), circa dieci palchi, alcuni affacciati sul mare, altri anche sparsi per la città. La ruota panoramica avrebbe reso troppo modalidad Coachella è vero, ma la sensazione di stare dentro un parco giochi extra-dimensionale è stata comunque presente.

Il principale fattore attrattivo del festival è sicuramente la line-up che ogni anno è in grado di soddisfare un variegato ventaglio di gusti musicali: è lo strano caso in cui gli headliners non sono gli attori principali. Dall’alternative rock all’elettronica, dal brit-pop all’R&B, da band-pilastro a nuovi gruppi emergenti.

Questa eterogeneità si riversa anche nel pubbico: principalmente giovani ma anche famiglie e bambini. Quello che si vede accomunare tutti è l’essere liberi dentro la musica… (nel senso che nessuno si fa problemi a travestirsi da albero di natale con lucine colorate, da coniglio saltellante o in un topless brillantinato, ecco…)

L’atmosfera è già bellissima, ma quando ci si mette il tramonto a colorare tutto intorno il palco, è un’altra storia.

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Lo zucchero filato è servito sotto forma di notifica: attraverso l’app del festival sono stati annunciati tre live a sorpresa. L’unexpected primavera è la novità di quest’anno che ha portato impazienza, curiosità ed eccitazione. Giovedì sul fare del tramonto (che abbiamo appena decantato), c’era chi si posizionava sulla scalinata del Ray ban per contare quanti dei Broken social scene sarebbero saliti sul palco, e chi si preparava all’indie rock psichedelico dei Glass Animals, mentre sopra un palco inesistente sulla mappa si sono materializzati magicamente gli Arcade Fire per il loro secret show. Un’altra notifica ci ha avvisati il giorno dopo dove i protagonisti sono stati i Mogwai: davanti lo stage e dietro il mare… l’ultimo giorno sono state invece le HAIM ad avere “Something To Tell you (us) ”. Senza applicazione e notifica sul telefono si poteva sperare di imbattersi in una sgomitante folla da seguire senza capire bene dove né perché, ma con la certezza che sarebbe stato verso qualcosa di bello.

Bon Iver, The xx e Arcade fire non hanno dominato soli la scena, seppur hanno sciolto in lacrime alcuni spettatori. Una sgargiante Solange, gli americanissimi Afghan whigs, gli instrumental-jazzisti badbadnotgood, la follia dei King gizzard & the Lizard Wizard, con la simpatia (e la nudità) di Mac demarco, la capacità di animare dei Run The Jewels, l’electro-pop dei Metronomy, il post-punk dei Japandroids e dei Make-up e il rock dei Growlers, l’electro soul di Sampha, gli attesissimi King Krule e Angel Olsen, la religiosità bowiniana di Seu Jorge, fino ai veneratissimi Grace Jones e Van Morrison, hanno riempito trascendentalmente il Forum.

Per i più allenati e atletici (o sotto effetto di redbull) le serate si concludevano in modo quasi sacrale con i climax creati da Aphex Twin e Tycho fino a quelli di Jamie XX e Flying Lotus.

Non mancava l’offerta per gli appartenenti alla famosa “nicchia”. Dallo shoegazing dei Cymbal eat guitars e del Triangulo de amor bizarro, al nostrano iosonouncane; dal post-hardcore degli Shellac passando per Death grips, It’s not not, Sinkane, Arab Strap, per concludere con !!! (chk chk chk).

Non ci rimane che aspettare il prossimo anno, con la speranza di sviluppare intanto il dono dell’ubiquità per non dover più affrontare l’arduo momento di scegliere “solamente” un palco alla volta da raggiungere (o meglio: su quale giostra salire!).

A cura di Veronica Proia

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