Profondo…Rosso Petrolio

Rosso Petrolio è una delle proposte più interessanti all’interno del turbine incessante che si sta rivelando essere la scena cantautorale capitolina. Abbiamo avuto modo di ascoltare il suo omonimo EP d’esordio e di andarlo a sentire dal vivo al Cantine.

Che la musica underground italiana, e in particolare quella romana, stiano vivendo un periodo particolarmente florido non è un mistero, dato il continuo incrementarsi di eventi di musica live inedita e la grande affluenza e varietà di artisti alle serate “open mic”. Difficilmente si può discutere dei lati negativi che ciò comporta, ma per quanto mi riguarda un tipico effetto collaterale è che con l’aumento della “concorrenza” vediamo crescere di pari passo anche una disperata e spesso non necessaria ricerca di originalità, che dà vita ad esperimenti sonori e lirici di cui talvolta nessuno sentiva il bisogno.

Rosso Petrolio è Antonio Rossi, cantautore romano classe ’88, e rispetto a quanto appena detto la prima parola che mi viene in mente per descriverlo è “rinfrescante”.

Ho avuto modo di entrare in contatto con la musica di Antonio più o meno un anno fa, avendolo visto esibirsi in versione “chitarra e voce” in diverse occasioni, e sono rimasto subito colpito dalla semplicità e immediatezza del suo cantautorato a sfondo folk, tanto che quando lo scorso 18 Gennaio è uscito il suo primo ed omonimo EP non ho perso tempo ad ascoltarlo, trovando le mie aspettative non deluse.

rosso

Ora, chiariamo il primo possibile equivoco: Rosso Petrolio è un musicista tecnicamente preparatissimo, dal punto di vista sia vocale che chitarristico (non a caso si legge nella biografia che ha studiato lo strumento in conservatorio), ma la semplicità e soprattutto la bravura di un artista stanno a mio parere anche nel saper mettere tutta la tecnica di cui uno dispone al servizio dei propri brani, senza che questi risultino invece in un’ostentazione della suddetta.

Nel caso di Antonio, come poi in quello di ogni cantautore che si rispetti, sono infatti le canzoni stesse a stare in prima linea: strutture non lineari (in senso positivo: quando la “quota originalità” viene usata entro i limiti del consentito) che però vedono muoversi al loro interno melodie efficaci, cantate con una timbrica vocale profonda e coinvolgente,  e accompagnate da testi sì poetici, ma che attingendo alle immagini del quotidiano si rendono relazionabili, risultando in quel bel “vedo-non vedo” per cui il significato del pezzo non ci viene sbandierato in faccia ma lo si può comunque intuire.

Confesso che all’ascolto dell’EP il mio timore era che la produzione potesse snaturare queste canzoni che in versione “solo” avevo visto funzionare così bene, e invece Rosso Petrolio si è riconfermato un artista preciso e attento nella scelta di arrangiamenti minimali, sia per quel che riguarda le chitarre che per le percussioni, non scalfendo mai la dimensione intima dei brani. Sapienza arrangiativa che si è riflettuta a pieno nel live in versione “full band” a cui abbiamo avuto modo di assistere il 9 Febbraio al Cantine: sono bastati i bravissimi Luca Bellanova e Fabio Garzia – rispettivamente alle tastiere e alla chitarra lap steel – e l’aiuto di una loop station per quel che riguarda la parte percussiva, per costruire uno spettacolo credibile, compatto ed intenso.

Rosso Petrolio è un EP di durata fin troppo breve, costituito da tre brani in italiano e due in inglese (a voler far proprio le pulci, diciamo che questi ultimi arrivano di meno) e che vede l’interessante scelta di accompagnarlo a “Chronicles of a Naufragio”, un libretto di 11 poesie complementari ai brani del disco che dimostrano come Antonio sia un creativo prima ancora che un musicista.

L’EP è ascoltabile su Spotify e Itunes mentre l’intero pacchetto si può acquistare ai concerti, esperienza (quella del concerto e dell’acquisto) che noi non possiamo non raccomandare.

Rosso Petrolio è uscito il 18 Gennaio, autoprodotto.

Tracklist:

  1. Effetto farfalla
  2. Unsteady
  3. Riflessioni sullo schermo del computer
  4. Dall’altra parte dell’oceano
  5. Might as well

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