Cemento digitale, aria rarefatta, leggende di chimere e luce di neon…Ottodix mi sta indicando la fine.

Ottodix Magritte

Ne sono passate di acque e di ponti. Ne sono passati di saccenti. Come quando svolti la giornata a raggiungere il grande nome di lustrini e di testate giornalistiche importantissime. L’hai inseguito per anni e per secoli. Hai inseguito gli amici degli amici, i conoscenti e le figurine dei social…hai anche investito i tuoi fottuti soldi in una cena in giacca e cravatta per il grande nome di lustrini lucidi di diamanti della sfarzosa quanto pettinata testata giornalistica.
Ti stima. Dice che ti stima. Bravo, complimenti per il tuo lavoro. Hai svoltato la giornata, la settimana e tutto l’intero secolo solare. Chiamami pure quando vuoi, mi piace lavorare con gente come te. Ormai il mondo è ai miei piedi.
Al di là di tutto, finalmente ho una voce autorevole e definitiva, di quelle che contano e che – udite udite – è disposto a parlare di artisti minori grazie a me. Sì, proprio così: è disposto a parlare di artisti che non siano i giganti delle folle oceaniche che passano in Italia. Ho svoltato la giornata, il mese, l’anno e il secolo lunare.
Ed è così che mi sveglio eccitato barzotto (e non per belle forme di sesso facile). Mi sveglio perchè alle 11.03 ho appuntamento – digitale plastico di Skype – con il grande nome dei giornalisti mondiali delle carte stampate di tutti i conoscitori della musica.

Squilla il telefono.

Un piacere sentirti. Puntuale come uno svizzero. Bravo.
Grazie.
Allora aggrediamo il mostro e non perdiamo tempo che forse possiamo uscire con l’edizione delle 17.00. Girami subito via mail almeno 4 progetti e ti faccio sapere entro breve.
Ho svoltato la giornata, il mese e l’anno e tutte le patate cucinate sotto il coppo.

Ore 11.42
Via mail presento 4 progetti, ovvero 4 video con i relativi 4 comunicati stampa. Sono 4 mondi TOTALMENTE DIVERSI. Un progetto crossover – un visionario sperimentatore di elettroniche digitali – un cantautore (io ma lui non lo sa) – un pop rock dalle tinte trasgressive.

Ore 11.44 – la chat ormai lascia scampo. 2 MINUTI DOPO.
Che il terremoto abbia inizio.
Risposta del sommo sacerdote. Da qui in poi vi prego di credermi alla lettera.
Il visionario elettronico sperimentatore fa cose banali. Crossover? Non penso possa funzionare. Il pop rock trasgressivo? Video di bassa qualità, non farà tante visualizzazioni. Il cantautore (io – ma lui non lo sa), ha dei testi banali e per essere musica d’autore direi che la cosa è grave.

In SOLI 2 MINUTI AMICI…
Il visionario elettronico sperimentatore fa cose banali… ha detto lui…
Peccato però che parliamo di un disco presentato in un tg nazionale per non parlare di tutte le importantissime e lusinghiere recensioni avute fino ad ora e ben segnalate.

Crossover? Non penso possa funzionare… ha detto lui…
Peccato però che parliamo di un disco presentato da una grandissima radio nazionale con tanto di featuring famosa del suo mondo pettinato e ad oggi in tour in Germania, Austria e Svizzera.

ll pop rock trasgressivo? Video di bassa qualità, non farà tante visualizzazioni… ha detto lui…
Peccato però che questo video è stato realizzato dai DOCENTI di una delle scuole di cinema più importanti in Italia e che a qualche ora dalla pubblicazione aveva fatto oltre 10 mila views.

Il cantautore (io – ma lui non lo sa), ha dei testi banali e per essere musica d’autore direi che la cosa è grave.
Forse ha ragione…ma visti commenti precedenti non mi biasimerete se ho sentito la presunzione di pensare ad un sonoro vaff…..

OTTODIX racconta delle chimere, racconta di un mondo che verrà a vivere e che sarà vissuto, racconta dei mostri e delle paure, di quell’omologazione sociale, di un potere che gioca con la morte fisica e mentale. Pensare è deleterio al prolungamento della specie umana controllabile. “CHIMERA” è un disco che forse avrebbe dovuto cantare anche George Orwell che invece ha pensato bene di scrivere “1984”.

Ed è vero, così che in risposta a tutto il grande fermento musicale del nostro paese a Sanremo ci va PLATTINETTE.
Ed è anche vero, però, che non tutti i grandi professionisti restituiscono così tanta sufficiente mediocrità di analisi e attenzione alla musica di noi moscerini della rete. E questa è la mia personalissima CHIMERA…oltre a quella di imparare a scrivere testi decisamente migliori…l’ha detto lui!

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