Qotsa: …Like Clockwork

like ClockworkScuro, difficile, commovente, raffinato, misurato, in una sola parola: incredibile. Like Clockwork è uno di quei dischi che fanno epoca, che costituiscono la cesura tra una fase della musica e l’altra. Ci sarà “avanti …Like Clocwork” e un “dopo …Like Clockwork” a seguito di questo disco.

10 tracce, solo un singolo nel senso tradizionale del termine, quella My god is the sun ascoltata con larga anteprima. Questa anteprima che ci arriva invece è intera e si apre con Keep your eyes peeled. Capiamo subito che siamo dentro una specie di grande colonna sonora, ben inscritta dentro a quella serie di cortometraggi animati usciti a nome Qotsa proprio nelle ultime settimane. Un po’ siamo dentro a un’opera di Tim Burton, un po’ dentro al rock di derivazione doom-sabbathiana e lo stoner non manca, anche se declinato in modo sicuramente innovativo. Il disco è ripreso e registrato con il tipico metodo diretto e zero ritocchi tipico dei Qotsa. C’è poco uso del click e tanto suono ripreso in ambienti larghi, per far suonare le cose al naturale. La cura delle voci è maniacale: Homme sembra aver fatto un bel corso di canto lirico, tante sono le voci intrecciate per tutta la durata dell’LP. I brani hanno questo incedere che strappa di dosso il cuore, pesante e riflessivo ma mai noioso. I ritornelli si aprono in momenti quasi orchestrali, in cui gli arrangiamenti però rimangono sempre leggeri: difficilmente sentirete suonare più di quattro-cinque strumenti. La lezione è stata: riempiamo come se suonassimo dal vivo, no sovraincisioni. I sat by the ocean è un po’ il brano (insieme al già citato singolo) che richiama maggiormente la produzione precedente del gruppo californiano, con strofe e ritornelli lanciati e parte vocale che dallo stoner diventa più melodica. If I had a tail invece stupisce per la sua doppiezza: inizio con l’incedere scuro che dicevamo e ritornello in levare quasi da pezzo disco, pur rimanendo nella sua cornice di blues ultra dark. Kalopsia e I appear missing sono altre due perle di questo disco assurdo. La prima è una psichedelia in forma ballata, fatta di chitarre e piani elettrici sospesi, con la solita grande apertura sul ritornello. La seconda è forse il brano più angosciante del disco, con uno dei ritornelli più trascinanti ed emozionanti di tutto il lotto di brani. …Like Clockwork chiude in modo commovente: una lunga ballata per piano e voce che si apre in una parte rock con slide guitar in primo piano, in cui ogni singola nota del solo è un urlo di sofferenze e riflessioni continue. Un disco granitico e coerente per ambientazioni e suoni: se vi piace lo sentirete per anni di fila, se non vi piace lo riterrete il peggiore della loro carriera. Dimenticatevi le cose alla Song for the deaf, il robot-rock che lo stesso Homme teorizzava con la super ripetizione ossessiva di riff su riff. Mettetevi il frac e ascoltatelo ad un volume medio, magari con mezza boccia di vino. No birra, vino. Magari di alta qualità. E ringraziate Dave Grohl perché esiste.

E.S.

Qotsa Like clockworkAutore: Queens of the Stone Age
Titolo: …Like Clockwork
Etichetta: Matador/Rekords Rekords

TRACKLIST
1 – Keep your eyes peeled (feat. Jake Shears)
2 – I sat by the Ocean
3 – The vampyre of time and memory
4 – If I had a tail (feat. Alex Turner, Nick Oliveri, Mark Lanegan)
5 – My God is the sun
6 – Kalopsia (feat. Trent Reznor)
7 – Fairweather friends (feat. Elton John, Trent Reznor, Nick Oliveri, Mark Lanegan, Alain Johannes, Brody Dalle)
8 – Smooth sailing
9 – I appear missing
10 – …Like clockwork

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