Radiohead @ Ippodromo del Visarno 14/05/2017

Ogni cosa al posto giusto

La compra-vendita dei biglietti del concerto dei Radiohead ha divertito un po’ tutti, tanto da diventare un tormentone in cui chi voleva davvero venderli sicuramente non veniva preso sul serio. «Vendo biglietto usato», «Thom Yorke vende biglietto», «Vendo Radiohead» e chi più ne ha più ne metta!

Noi ce lo siamo tenuto bello stretto e non possiamo che provare a tradurre in parole quello che è successo a Firenze per il concerto dei Radiohead.

Se l’organizzazione non è stata delle migliori (anzi diciamo proprio pessima), è stata invece molto apprezzata e meritocratica la distribuzione di un certo numero di braccialetti per l’area PIT, grazie alla quale ci siamo guadagnati un bel posto vicino il palco.

L’ attesa è bellissima e indolore perchè a renderla tale ci pensa il caro James Blake. Con la sua camicetta colorata e il taglio inglese, arriva sul palco e ci fa innamorare. Contesto dissonante, atmosfera poco adatta, ma il poliedrico artista ci trasporta nel suo mondo. Un mondo senza tempo sulle note di “Timeless”, “Limit To Your Love”, “Life Round Here”,” Love Me In Whatever Way”, “Retrograde” nel perfetto connubio di pezzi più vecchi e altri dall’ ultimo disco The Colour In Anything, lo stesso che ha visto la collaborazione di Justin Vernon (Bon Iver) e Frank Ocean. Tra momenti più rilassati e distesi incorniciati dalla sua voce angelica, e altri invece ritmati tendenti al grime, James Blake tiene i nostri occhi incollati al palco e un po’ anche a lui.

La luce ancor crepuscolare lascia spazio al buio, il palco si illumina a pois mentre Daydreaming crea spazi onirici. Non so bene come raccontare ciò che è accaduto perchè appartiene un po’ a quella categoria di cose che non trovano traduzione e che rimangono incastrate negli occhi e nelle orecchie. Soprattutto è difficile sviscerare l’universo di Thom Yorke in cui, ascoltandolo, si prova ad entrare. Sicuramente un viaggio dentro quell’ assurda dimensione è assicurato, mentre la componente visual, fatta di grafica e luci, lo rendono ancora più possibile, creando effetti cromatici suggestivi e vibranti. Tutti i sensi sono coinvolti nel live dei Radiohead. “Myxomatosis”, “Pyramid song”, “Everything in its right place”, “Let Down”, “Weird fishes”, “Exit music”, “You and whose army?”, “2+2=5”, “There there”, “Paranoid Android”, “Street Spirit”. Un viaggio più che ventennale. E se eravamo già  a conoscenza delle manie strane di Yorke, non ci siamo fatti spaventare neanche dai versi che emanava a caso al microfono o dai suoi feticci, ora per lo sperimentale, ora per l’ipnotico. Dopo circa due ore di stato di trance, però, “volevamo canta deppiù”: ecco che la band rientra con “Lotus Flower”, “Fake Plastic Trees” e “Karma Police”. E’ stato tutto GIUSTO e personalmente sarebbe diventato anche troppo perfetto con l’aggiunta di “Jigsaw falling into place“, che fino all’ultimo ho aspettato. Ce ne andiamo con l’animo stracolmo.

Setlist completa:

Daydreaming

Desert Island Disk

Ful Stop

Airbag

15 Step

Myxomatosis

Lucky

Pyramid song

Everything In Its Right Place

Let Down

Bloom

Identikit

Weird Fishes/Arpeggi

Idioteque

The numbers

Exit Music (for a film)

Bodysnatchers

 

You and Whose Army?

2 + 2 = 5

There There

Paranoid Android

Street Spirit (fade out)

 

Lotus Flower

Fake Plastic Trees

Karma Police

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