Diaframma, TuttoSiberia live@Black Out 29-01-2016

Vorrei iniziare con una scena: il pogo scatenato delle persone sotto il palco appena parte “Gennaio”, dopo che Fiumani ha decantato tutto Siberia. Perché partire da questa scena? Per far notare che il brano citato è del 1989 e il pubblico intento a scatenarsi è pieno di vent’anni, ergo: i Diaframma non conoscono collazione generazionale e il brani sono davvero senza età, anzi, più invecchiano e più diventano trasversali ed eterni. Chiusa questa scena andiamo con ordine a partiamo dall’inizio.
 
Venerdì sera, Roma, Black Out stracolmo. E’ passato un anno esatto dall’ultima visita dei Diaframma qui al locale romano ma fortunatamente la voglia di rivedere i propri beniamini è ancora alta e in più c’è l’opportunità di sentire dal vivo quella pietra miliare della storia della musica italiana battezzata Siberia. Il disco del 1984 è davvero un passaggio obbligatorio per chi ama un determinato linguaggio musicale ed è per il sottoscritto uno dei pochi album italiani dove non c’è un brano fuori posto e tutto suona perfetto ed eterno.
 
Dal punto di vista sonoro la resa è massiccia: i bassi sono impetuosi ma non così tanto da oscurare i passaggi di Fiumani. Il pubblico, ovviamente, canta i pezzi a memoria, eseguiti velocemente uno appresso all’altro senza troppi fronzoli dal leader della band sempre con lo sguardo accesso e la voce inscalfibile. Tiene la chitarra elettrica stretta a se e la smuove ripetutamente a ritmo dei suoi accordi. Sempre brividi nell’ascoltare certi versi:
 
«Come una morte breve
nelle stanze d’albergo.»
 
Neogrigio
 
«Come frammenti pulsanti di vita
voci alterate si sono dissolte.
Dove i miei occhi le hanno chiamate,
dove i miei occhi le hanno chiamate,
dove il giorno ferito impazziva di luce.»
 
Amsterdam
 
«E la noia di un giorno
diventa la noia di sempre.»
 
Delorenzo
 
I primi quaranta minuti del live volano così, attraversando tutta la magnifica Siberia. E poi, senza colpo ferire, Fiumani – supportato dai sempre impeccabili Luca Cantasano (basso), Lorenzo Moretto (batteria) e Edoardo Daidone (chitarra) – piazza “Gennaio”: le conseguenze le sapete già.
 
Di seguito arrivano altri grandi momenti della produzione-Diaframma vecchia e nuova e i presenti gradiscono enormemente. Il cantante esclama al massimo qualche “Grazie”: è concentrato esclusivamente sulle sue note e sulla sua voce e le performance ne risente positivamente. Così tra “Io Sto Con Te (Ma Amo Un’Altra)”, “Diamante Grezzo”, “Fiore Non Sentirti Sola”, “Vaiano” i Diaframma suonano quasi per due ore lasciandoci esausti ma parecchio felici. Un “concertone” come si dice in gergo romano. Alla prossima.
 
Di Alessio Belli

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