Il Muro del Canto live @Atlantico Live 4/03/2015

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Poteva essere una bella serata, un grande concerto: fortunatamente è stato qualcosa di molto di più. È stata una festa indimenticabile.

Dal celebrato esordio de L’Ammazzasette (2012), passando per il fortunato seguito Ancora Ridi (2013) il Muro del Canto – complesso di musica popolare romana, stando alla loro stessa definizione –  si è imposto come uno dei nomi più interessanti della nuova scena indipendente romana a suon di brani uno più bello dell’altro. E con l’arrivo del terzo disco, Fiore de Niente, il livello rimane ancora molto alto e il rapporto con il pubblico ancora più profondo. Il contesto è quello caro alla tradizione non romana, ma romanesca: un dialetto dolce quanto violento, ammazzamenti, tradimenti, realtà dai tratti forti ed intensi; in più la band aggiunge uno sguardo spietato e attento alla realtà contemporanea, affermandosi così come qualcosa di davvero unico e soprattutto prezioso, vista la mediocrità di una scena dove la norma imperante sembra quella di copiare chi va di moda –  per motivi spesso indecifrabili – piuttosto che proporre qualcosa di originale.

Fiore de Niente ha tutte le carte in regola per entrare  nel cuore dei fan  dopo pochi ascolti e la sua prima resa live lo dimostra. Il Muro del Canto sono: alla voce Daniele Coccia, percussioni e voce narrante Alessandro Pieravanti; la chitarra acustica è di Eric Caldironi; al basso Ludovico Lamarra; alla chitarra elettrica Giancarlo Barbati Bonanni; la fisarmonica è di Alessandro Marinelli. Ospite live del sestetto romano, Andrea Ruggiero al violino. Fatte le dovute presentazioni, andiamo a raccontare come si è svolta la festa di venerdì cinque marzo all’Atlantico live di Roma.

Dopo l’applaudito opening dell’accoppiata Emanuele Colandrea -Galoni ad aprire la danze ci pensa il  brano anticipatore del disco, nonché primo video, “L’Anima de li Mejo”, ovvero i Muro del Canto all’ennesima potenza: fisarmonica coinvolgente, ritmiche irrefrenabili e solita potenza lirica del testo e del ritornello: il pubblico è già scatenato e l’euforia è alta. Segue poi un altro pezzo forte del terzo disco: “Ginocchi Rossi”, un sentito e puro ricordo di una infanzia scatenata, sporca ma autentica tra reminescenze di una educazione ecclesiastica che sembra lontana millenni.

Ovviamente si alternano i pezzi nuovi ai grandi momenti del passato ed essendo questa una grande festa come preannunciato non potevano mancare i grandi ospiti. Ecco palesarsi quindi innanzi alla folla presente sotto il palco dell’Atlantico le graditissime sortite di Bestierare (avete riconosciuto Elio Germano tra i tre rapper?), Assalti Frontali – ovviamente per l’esecuzione del pezzo “Il Lago che Combatte” (nato per rendere pubblico il parco ospitante l’unico lago naturale di Roma) – e per chiudere in bellezza il caro Piotta per quel magnifico pezzo che è “7 Vizi Capitale”. La band è carica, il pubblico lo percepisce e applausi e urla non mancano, come le risate genuine durante i recital di Pieravanti tratti dall’ultimo disco “Domenica a Pranzo da tu Madre” e “Vivere alla Grande”, spietati e soprattutto reali spaccati dalla società attuale, non solo romana.

Il pezzo che il gruppo proclama come il più caro dell’ultimo disco? “La Neve Su Roma” e possiamo capirli tranquillamente vista la carica emotiva di un brano del genere. Un amore ribelle che rimane sospeso attraverso le epoche e le stagioni della vita, un amore che non si esaurisce mai, ma che torna soltanto di rado così come di rado cade la neve su Roma

Non manca l’impegno politico, una missione del gruppo come testimonia il pezzo “Figli come Noi”. Brano già uscito nell’aprile del 2015 legato al tema degli abusi compiuti dalle forze dell’ordine in Italia. Il video (regia di Marcello Saurino) è stato realizzato in collaborazione con ACAD (Associazione Contro gli Abusi in Divisa). Hanno accettato di partecipare al video Assalti Frontali, Boris Sollazzo, Chef Rubio, Don Pasta, Elio Germano, Giulia Bosetti, Ignazio Oliva, Luca Bertazzoni, Michele Alhaique, Piotta, Stefano Fresi, Valerio Di Benedetto, Zerocalcare.

 

Così tra una “Luce Mia”, “Un Cristo de Legno”, un walzer a coppia fatto de “Peste e Corna” si chiude la data di presentazione di Fiore de Niente, ennesimo capitolo indelebile di un rapporto tra band e pubblico che ha pochi paragoni in tutta Italia. Se non siete del giro, unitevi a noi: non sapete cosa vi state perdendo.

Di Alessio Belli

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