Strana Officina @ Traffic Roma

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Venerdì al Traffic è andata in scena la storia. La storia della Musica con l’iniziale maiuscola per essere più precisi. Sul palco del gremito locale della Capitale si è scatenata una band leggendaria del giro heavy metal italiano. Chi? Ovviamente la Strana Officina!
Prima di raccontarvi come è andato lo show, due righe di presentazione.
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Anni ’70, Livorno. Immaginatevi la fatica di ore e ore di lavoro in un cantiere. Pensate a quanto si possa uscire distrutti da giornate e turni di incessante fatica. Ma i fratelli Fabio e Roberto Cappanera (chitarra e batteria) e Enzo Mascolo (basso) non hanno mai permesso al lavoro di opprimere la loro passione. Timbrato il cartellino i ragazzi davano linfa alla loro musica suonando i brani dei loro capisaldi: Black Sabbath, Deep Purple, e compagnia bella di quel periodo. In queste fasi embrionali al gruppo si aggiunge il cantante Jhonny Salani ed iniziano a comporre il primo materiale originale. In italiano, ovviamente. Nascono così brani che ad ogni concerto – questo compreso – vengono, dopo tanti anni, puntualmente cantati a squarciagola: “Profumo di Puttana”, “Vai Vai”,”Officina”,”Non sei normale”, “Sole Mare Cuore”, per fare qualche nome. Da qui il resto è Storia della Musica come dicevamo qualche momento fa e tanti sono i momenti indimenticabili: dal festival Metal di Certaldo del 1982 al primo album ufficiale del 1988 battezzato Rock’n’Roll Prisoners che li conferma tra i portabandiera dell’heavy metal tricolore. Dopo una decade di trionfi, nel 1993 il tragico evento: i fratelli Cappanera trovano la morte in un incidente stradale. Sembrerebbe la fine della Strana Officina ma la naturale resurrezione è pronta: Rolando Cappanera (figlio di Roberto, alla batteria) e Dario Cappanera (nipote, alla chitarra) inaugurano un tour commemorativo, ma c’è una data che riporta definitivamente il gruppo ad una nuova vita. E’ quella del 2 Giugno 2006. Siamo al Gods of Metal e la Strana Officina torna a scrivere momenti unici nel libro del metal. Con rinnovata forza e passione il gruppo è tornato a calcare i palchi di tutti Italia, regalando puntualmente spettacoli intensi ed esplosivi. Come quello di questo venerdì al Traffic, in concomitanza con i live che accompagnano l’uscita della biografia ufficiale chiamata – giustamente – Batti il Martello. Andiamo con ordine, poiché non hanno suonato solo loro in questa intensissima serata organizzata da eRocks production, No Sun Music & Kick Agency in collaborazione con Eagle Booking.
Ad aprire lo show ben due gruppi. I primi sono stati gli SOS. Romani, giocano in casa e hanno scaldato fin da subito l’aria del Traffic con le loro potenti – e italianissime – canzoni di massiccio hard rock. Sicuramente un ottimo inizio, puro e immediato. Dopo il loro live set è stata la volta dei Burning Black. Nonostante il nome i ragazzi sono di Treviso e hanno compresso il palco con la produzione di un tesissimo heavy metal. Principalmente i brani sono tratti del loro ultimo lavoro Remision of Sin del 2014. Impeccabili dal punto di vista tecnico ma non per questi freddi, i Burning Black ricevono anche loro il gradito riscontro del pubblico presenti. I timpani sono sollecitati e i muscoli del corpo sciolti. Manca solo il nome tanto atteso …
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Ora, che siate più o meno amanti del genere, frequentatori di passaggio, solamente curiosi o chi – come il sottoscritto – ama il metal ma non lo reputa il proprio genere di principale riferimento ed è molto lontano dal pensiero vigente e dallo stile imperante metallaro, il concerto della Strana Officina va segnalato poiché riesce a prescindere anche da questo. Siamo semplicemente davanti ad una grande band che ha fatto la storia di un genere che in Italia è sempre stato – purtroppo – nel sottoscala e che quando ha modo di suonare lo fa nella maniera più sincera e vitale, creando fin da subito una forte empatia con il pubblico presente, a prescindere dal fatto che questo sia composto dalla categorie citate ad inizio paragrafo. Dopo questa premessa parliamo un altro po’ di musica. La Strana Officina è carica: Dario Cappanera inizia fin da subito a fondersi con gli assoli della sua chitarra e Bud Ancillotti parte forte con la doppietta iniziale “The Ritual” e “King Troll”. Da qui in poi è tutto un viaggio entusiasmante in cui ci si scatena senza la minima remora ma ci si emoziona anche tramite le storiche ballate del gruppo, con un trasporto che porta Bud a dire: “Se fate così mi fate commuovere!”, riferendosi ovviamente alla tragica dipartita dei precedenti membri del gruppo. Così l’esecuzione di “Autostrada dei Sogni” è senza dubbio uno dei momenti più intensi del live, il quale si conclude tornando al principio di tutte le cose, ovvero all’ “Officina.”
In conclusione, un live come ce ne sono pochi di un gruppo storico. Scontato? In Italia no. Al prossimo battito di martello, cara Officina.

Di Alessio Belli
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