Roberto Scippa e la crisi del cantautorato italiano: Vagando Dentro

Con un po’ di ritardo, di cui mi scuso, vado a recensire l’album di Roberto Scippa, arrivato qualche tempo fa in redazione. Indubbiamente, lo si può intuire già dalla copertina, è il lavoro di un cantautore. Roberto Scippa, classe 1980, è un cantautore romano (nasce a Frascati), di cui Vagando Dentro, autoprodotto, è il primo album, suonato con la collaborazione di Dodo Versino, Alessandro Giraldi e Matteo Bultrini.
Nella tradizione cantautoriale italiana, Scippa registra un disco tipico: la chitarra acustica (con cui non se la cava niente male) è l’arma più potente insieme ai testi. Un cantautore a tutto tondo.
Lungo i tredici brani, un po’ troppi, soprattutto verso la fine sembrano quasi tirati via, però questa formula non cambia mai, e non basta a reggere tutto: la voce di Scippa, intonata e potente, purtroppo non è caratteristica, e sappiamo bene che un cantautore può permettersi di essere stonato, di avere un timbro osceno, ma non di avere una voce poco caratteristica, anzi, per la sua imperfezione va ricordata. Il cantautore è un poeta la cui voce serve più a rappresentare quello che dice piuttosto che prendere forma nell’ambito musicale. Qui ci troviamo di fronte ad una voce anonima, per quanto potente e ambiziosa dal punto di vista melodico e musicale, non riesce ad esaltare l’interpretazione dei testi.
Come dicevo, mentre fra i primi brani troviamo anche arrangiamenti notabili (vedi il brano di apertura, L’invisibile presente), andando verso la fine dell’album anche la musica cerca di scimmiottare un cantautorato di cui abbiamo le palle piene, politicamente corretto, “primomaggino”, casereccio e popolare (Lo spettacolo del nulla, L’amore inizia così). Anche i testi, confusi fra amore e passione politica, non affondano mai il colpo, si tengono sempre in equilibrio, non vogliono essere taglienti più di tanto; una canzone come Al Rogo Dei Perché avrebbe potuto fare di Roberto Scippa il nuovo Bennato o De André; un cantautore, insomma, che non si fermasse “giusto giusto” per essere approvato dal pensiero popolare, ma che fosse provocatorio, anarchico, senza patria né padrone, senza bisogno dell’approvazione di nessuno.
Però non lo fa mai, non riesce a convincere, non accelera, non dà mai il colpo di grazia. Questo fa malissimo alla sua musica: un cantautore indipendente, quindi di per sé con scarsa possibilità di uscire ad alti livelli, per giunta autoprodotto, non dovrebbe aver paura di fare male a nessuno, non dovrebbe fare inchini, anche perché difficilmente avrà la possibilità di avere un potere così grande sul prodotto da lui stesso ideato, cosa che non sfrutta.
Ma al di la di Scippa, che per carità, è bravo e il suo disco ha dei momenti piacevoli anche se si sottovaluta da solo risultando alla fine uno dei tanti, è a tutto il cantautorato italiano che vorrei dare un consiglio, o comunque lasciare una riflessione: osate, osate, osate.
Il cantautore non deve essere il John Lennon dei noantri, l’angelo pacificatore, voce dei popoli, in un mondo di ingiustizia. Il cantautore è il primo stronzo, è il primo uomo, fallibile ma perfetto per questo. Edoardo Bennato scrisse una canzone chiamata Cantautore che diceva “tu sei forte, tu sei bello, tu sei imbattibile, tu sei incorruttibile”, ed è proprio questo il punto: basta confrontarsi con i grandi del passato. Guccini, De Andrè, De Gregori  e compagnia hanno fatto quello che dovevano. Un cantautore, oggi, dovrebbe avere il coraggio di porsi al di sopra di loro, forse di dire anche che sono delle merde in confronto. Voglio vedere un cantautore dire “Guccini? Gaber? Fanno schifo, sono meglio io”, perché è questa la verità, perché solo così potranno andare avanti, e perché così facevano i “maestri” del genere” al loro tempo.
Poi, sono cambiati i temi. Non bisogna dar voce ai popoli e alle masse sfruttate, viviamo nell’era dell’individuo, bisogna parlare dell’egoismo e dell’odio, i nemici non sono più i padroni, non sono i ricchi, sono cambiati anche loro. Il nemico oggi è lo stato e tutto ciò che impedisce all’individuo di esprimersi nella sua vera natura e il nemico più grande è l’individuo stesso. Bisogna essere più cattivi, più taglienti. Solo così i cantautori riusciranno a ridare aria al movimento, solo così torneranno ad essere ascoltati. Devono tornare quei poeti maledetti, contraddittori e inattaccabili che sono stati quando il mondo, però, era tutta un’altra cosa. Osare per credere.
F.B.

Autore: Roberto Scippa
Titolo: Vagando Dentro
Etichetta: Autoprodotto

TRACKLIST
1 – L’invisibile presente
2 – Canzone al lavoro
3 – Il mio corpo di cristallo
4 – Al rogo dei perché
5 – La testa che gira a vuoto
6 – In un giorno del duemila
7 – Mistero nel profondo
8 – Un re
9 – Una stella danzante
10 – Vagando dentro
11 – L’energia per le stelle
12 – Lo spettacolo del nulla
13 – L’amore inizia così

ROBERTO SCIPPA
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