DOPPIA RECE | Robespierre Revolutionary Party + Flavia Guarino

Guarino + Robespierre

Parliamo di un paio di artisti e di un paio di EP, a un primo ascolto piuttosto distanti, ma, cerca cerca, più simili tra di loro di quanto si possa pensare.

maxresdefaultParliamo di Flavia Guarino e della sua opera prima Istinti primari EP e di Robespierre Revolutionary Party con la sua seconda fatica in studio: La caccia alla volpe.
Tralasciando il fatto che sono entrambi campani e che bazzicano il cosmopolita sottobosco indipendente e alternativo capitolino da un bel po’ – tanto da averne assorbito idee, stili e parlata -, andiamoci ad analizzare i due lavori. E cominciamo dalle signore.

Istinti primari EP, come poc’anzi anticipavo, è il primo lavoro in studio di Flavia Guarino, prodotto da Immaginary Landscape.
Novella canautrice fatta di chitarra semplice e voce che guarda decisamente a un’Italia non banale, tuttavia storica. Lascia da parte Mia Martini, Minuetto e le cagate da vocal coach e si butta a capofitto sulle figlie degli anni ’80.
Voce indietro, calda, tonda, prevalentemente su toni bassi ma che piacevolmente stupisce a tratti con impennate verso colori più marcatamente femminili. Arrangiamento e scelta degli strumenti accompagnano l’idea vocale (centrale, chiaramente, nel disco di una cantautrice femminile): voce molto su e un solo brano nudo voce e chitarra.
L’idea di base verte su un pop tradizionale, dalle regole e schemi da tempo assimilati dall’ascoltatore medio, tuttavia spesso e volentieri sporcato da un rock leggero che contestualizza perfettamente la voce – pop, sì, semplice, ma non banale.
Opinione random: mi ha entusiasmato il rullante.

Le liriche non sono complesse, restano piuttosto semplici da comprendere, poco ermetismo. Più descrizioni accurate quando racconta storie (Lolita, Charlotte), più immaginifica – chiaramente – quando parla di sè (Tornato a casa, Il debole, Il quadro svedese).

L’idea generale sul lavoro è positiva: curato, prodotto in modo intelligente. Non rientra esattamente nel mio genere di ascolti e personalmente spero che qualsiasi cosa venga dopo Istinti Primari sia più sperimentale (specie dal punto di vista vocale…la ragazza ce l’ha!), ma la prima fatica in studio di Flavia Guarino funziona decisamente bene.
Consigliato anche solo per scoprire che fine ha fatto il buon pop femminile.

ROBVeniamo ai Robespierre Revolutionary Party, invece.
“Ai”, esatto.
Il solo project di Filippo Maria Di Caprio diventa un duo con il suo ex strumentista Giampaolo Liberatore e prende sempre più la forma di progetto aperto.
Assieme ai due Robespierre, infatti, nella realizzazione del disco si aggiungono John Bonanni al basso e alla sezione ritmica e il maestro Alessio Toro alle viole (a registrare il tutto e a dirigere le manopole Giancarlo Barbati).

Per chi ha buona memoria e ricorda il primo lavoro in studio omonimo di Robespierre e teme che l’allargamento del progetto abbia distrutto la matrice cantautorale, intima, minimale del progetto: sì, sbaglia.

La caccia alla volpe spacca. E basta.
E’ un disco splendido dove si ritrova tutto ciò che ci entusiasmò in Robespierre Revolutionary Party solo un anno fa e, anzi, si trova molto di più.

L’aggiunta di personale nella realizzazione del lavoro non solo non ha soffocato l’Io di Robespierre, ma lo ha aiutato a realizzarsi in pieno, a uscire dal guscio ancora di più e a raccontare il suo mondo tra folk americano e cantautorato nostrano.
Si sta sotto al porch, sulla sedia a dondolo, le gambe in aria. Si accarezza il cane con la mano appesa mentre i campi si allargano fino alla superstrada, tagliati a metà dal sentiero in terra battuta dove ogni giorno passiamo con lo stesso pick-up rosso sbiadito per caricare e scaricare cose. Ma invece del moonshine beviamo Amaro del Capo e da dentro mamma ci chiama che “è pronta ‘a pasta“.
Questa è la magia di Robespierre Revolutionary Party.
Cinque tracce, musicalmente tra il folk tradizionale, i Mumford & Sons e tutto quello che c’è in mezzo.

Per quanto riguarda le liriche, invece, non ne ho idea.
I testi di Robespierre sono fantastici mondi dove amo semplicemente restare. Storie, personaggi.
E’ uno dei miei migliori amici in musica, da cui vorrei farmi raccontare qualsiasi cosa. Di quelli che ti basta una sedia e infinite bottiglie di amaro per dimenticare il tempo e tutto il resto.

Outsider del disco l’ultima traccia, Soltanto parole, non perché sia più bella, semplicemente perché da un tradizionale folk-cantautorato si passa a una divertente ballad in tre quarti (con importante chitarra elettrica).
Dal porch andiamo direttamente al last prom, con il vestito perfetto e le mani sui fianchi di lei. Dalla tavola di mamma con lo spaghetto nel piatto passiamo alla passeggiata, mano nella mano con lei, tra i vicoli di rione Monti.
Disco consigliato a tutti i costi, in ogni momento, a tutte le ore.

Se vi state chiedendo perché parlare assieme dei progetti, vi dico che Flavia Guarino e Robespierre Revolutionary Party saranno in tour assieme a partire da metà novembre o giù di lì.
Non sappiamo ancora le date, è una news fresca fresca che serpeggia nel sottobosco, ma avete tutti Facebook e sapete bene come fare a saperne di più: pagina Facebook di Robespierre Revolutionary Party QUA, Flavia Guarino non ha ancora una pagina ma sicuramente se la farà dopo questo articolo.
Vi lascio i dischi, perché sono entrambi in ascolto gratuito ed è bellissimo.

 

Giulio Falla

 

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ROBESPIERRE REVOLUTIONARY PARTY
La caccia alla volpe

[soundcloud]https://soundcloud.com/robrevpar/1-carnera?in=robrevpar/sets/la-caccia-alla-volpe/s-B9kij[/soundcloud]

FLAVIA GUARINO
Istinti primari

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=6qPVsX8UnLU&index=2&list=UUcSYl8D7NgZzQ4Xp3u-QvuQ[/youtube]

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