Robespierre Revolutionary Party: torna il buon cantautorato

robespierreRobespierre Revolutionary Party, letteralmente: il partito rivoluzionario di Robespierre o, volendo, il festino rivoluzionario di Robespierre. Comunque la intendiate, si parla sempre di Filippo Maria di Caprio, poliedrico strumentista con passati Punk, Garage e Pop che, d’un tratto, decide di imbbracciare la sei corde acustica e lanciarsi in un solo project dalle più contemporanee atmosfere cantautorali, piacenti arrangiamenti Pop ed evidenti accenni al Folk, nazionale ed esterofilo.

Un solo disco all’attivo, in free download, omonimo – prodotto in collaborazione con Marlen Records e debitore di alcune accortezze di Alberto Laurella – e disponibile sul web dal 12 aprile scorso. Quattro tracce di dodici minuti circa, tra chitarre acustiche, glockenspiel e synth delicati – benchè lui prometta anche ukulele, kazoo, drum machine e fuzz. Un piccolo gioiello da viaggio, che scivola bene, ma neanche troppo.

Il disco si apre con il brano, a mio parere, più piacevole e, tuttavia, meno rappresentativo del lavoro del nostro del nostro Rob – almeno a seguire l’andamento dell’EP: Annina e la ferrovia. Pennata dondolante, facile, un ritornello che rimbalza da un lobo all’altro, irretendo gli emisferi, coro ’50s e decisamente azzeccato per il testo più paraculo di tutte e quattro le tracce.
Sa di singolone. Non è il singolone.
Alla fine sono scelte.

Il pezzo è veramente un attimo. Uno splendido attimo da centotrenta secondi esatti – due minuti e dieci per gli afecionados del sessagesimale. Appena il tempo di capire come dondolare la testa e quanti denti far vedere che già siamo alla seconda traccia.

Dichiararmi guerra non è più lunga, sfiorando appena i tre minuti, e ci regala un ritornello debitore del primo Gazzè. E’ un regalo discreto, forse, una storia come tante, ermetica il giusto, manifesta il giusto. Il glockenspiel delinea e chiarifica bene la soluzione felice del bridge, con una piccola melodia squillante semplice a ricordarsi, che sa di quelle che si fischiettano mentre si parcheggia.

Siamo già a metà del disco e appare Atlante, il primo brano di Robespierre Revolutionary Party ad avere un video. A un primo ascolto, vi dirò, potrebbe essere percepita come reprise della precedente Dichiararmi guerra o suggerire un medley naturale per andatura e picking – cosa che, devo dire, mi ha divertito alquanto. Ben tre ritornelli in barba ai due pezzi precedenti che, se prima ho citato Gazzè, fanno sentire un po’ di Fabi – perlomeno nell’armonizzazione continua.

Anche in Mismar, quarta e ultima traccia dell’EP, la più lunga – si sfiorano i cinque minuti –, l’atmosfera non cambia: ritmicamente non è molto differente dalle due precedenti e anche lo schema dell’arpeggio è simile, tuttavia il brano è notevolmente diverso dagli altri – complice forse la durata maggiore, che ci lascia il tempo di vivere meglio le sensazioni, entrare nel testo, etc..

Una chiusura notevole, quindi, per un prodotto di notevole qualità, a tratti un po’ monocorde, spesso debitore di alcune correnti più che contemporanee del nuovo cantautorato, ma, assolutamente, originale nel songwriting, nel cantato, melodie e schitarrate.

Parlavo prima dello scivolare. Dicevo che scivolava bene Robespierre Revolutionary Party, ma neanche troppo.

Neanche troppo a causa dell’ermetismo, a volte cupo, con cui il nostro Rob ci propone le sue storie, le sue favole di oggi, i suoi amori, gesti, immagini veloci di tramonti, odori, luoghi realistici che si mischiano, si fermano, rallentano o procedono veloci nello strano mondo acustico e intimo che di Caprio ci regala.

 

Un disco easy listening per i più cupi di voi ma che, senza dubbio, nasconde dietro ogni verso cose altre. Molteplici le intepretazioni. Molteplici le vie che la mente può percorrere: non tutte piane, non tutte facili.

 

R’n’R

GF

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Robespierre Revolutionay PartyAutore: Robespierre Revolutionary Party

Titolo: Robespierre Revolutionary Party

Etichetta: Marlen Records

 

Tracklist:

1. Annina e la ferrovia
2. Dichiararmi guerra
3. Atlante
4. Mismar

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