Roma Brucia @Villa Ada Incontra Il Mondo 09/07/2016

Chiudo l’indimenticabile settimana a Villa Ada come si deve: in bellezza. Con Roma Brucia, seconda data di sabato: un susseguirsi di piacevoli sorprese e ancora più gradite conferme.

Prima di concentrarmi sul nome di punta, è giusto parlarvi di chi lo ha anticipato in maniera eccelsa. Iniziamo con i 666, nome già tutto un programma. Band metal di cover degli 883, folli al punto giusto, perfetti per scaldare gli animi.

Molto bello è stato vedere dal vivo per la prima volta La Batteria. Sul loro ultimo progetto cito testualmente dagli ultimi Consigli del Narciso:

Detto Mariani – Amore Tossico / La BatteriaTossico Amore è una recente doppia uscita per rendere omaggio alla pellicola Amore Tossico diretta da Claudio Caligari nel 1983. Viene stampata per la prima volta su supporto fisico la colonna sonora originale a cura di Detto Mariani, prodotta utilizzando il mitico “Fairlight CMI”, primo sintetizzatore/campionatore digitale sul mercato, per un risultato sonoro che simula lo stato psichico alterato dei protagonisti attraverso lugubri sinfonie elettroniche, vicine al lavoro di sonorizzazione operato da John Carpenter per i suoi primi film. La reinterpretazione da parte del gruppo romano La Batteria sposta leggermente le coordinate verso il funk-rock con iniezioni kraute: irresistibile!”

La loro esibizione è stata fantastica, con tanto di immagini della pellicola sullo sfondo e gran finale con l’arrivo sul palco di Detto Mariani. Il cerchio è chiuso e grandi applausi. 

Si fanno le dieci passate, la sera è oramai scesa su Villa Ada ed in massa ci spostiamo dal Palco Nerone al Lake Stage per l’attesa performance di Galoni. Aperto da “Il mestiere di vivere” lo show è stato intenso come sempre e ha permesso ai presenti di ascoltare alcuni dei pezzi più interessanti del cantautore – giustamente – molto amato a Roma: “I navigatori”, “Il migliore dei cecchini”, “Ballata sulla gru”, “Il prezzo delle arance” solo per fare qualche nome. L’esibizione ideale prima dell’headliner della serata.

Parliamo ora dell’artista che tutti aspettavamo: Francesco Motta. Fin da subito – vuoi il parlare con i presenti prima dell’esibizione, vuoi l’istinto, vuoi le considerazioni del mestiere – ho la sensazione che questo non sarà un live o una serata qualsiasi: sarà una celebrazione. La Fine dei Vent’anni (qui la nostra recensione) è uscito da un po’ e Motta ha già suonato a Roma e l’operato è stato accolto e accettato completamente. La questione è molto semplice (fortunatamente e a differenza di altri casi limitrofi): Motta ha fatto un gran disco ed è subito riuscito a farsi amare dal pubblico italiano. Un esempio, altrettanto semplice: Motta è uno dei pochi (pochissimi, a pensarci bene) che tra una canzone e l’altra non dice banalità o cose scontate. E’ un puro dettaglio, ma fa trasparire la sua genuinità, la sincerità essenziale, il modo schietto e diretto di essere che è riflesso anche della sua produzione musicale.

Torniamo alla celebrazione. Motta (che romano non è, ma nessuno glielo fa pesare) delizia il pubblico di Roma Brucia con il suo spettacolo e mostra a tutti il talento e la carica irrefrenabile. Salta, coinvolge i musicisti, passa dal basso alle percussioni, saluta e omaggia i genitori presenti, vendica dell’omissione il mentore Senigallia e alterna senza colpo ferire il presente de La Fine dei Vent’anni e il passato dei Criminal Jokers. Il pubblico lo segue senza remore e nemmeno il secondo ritorno on stage sembra appagarlo, ma ogni degna celebrazione deve concludersi e il discorso vale anche per quella di Motta.

In conclusione, la fiamma di Roma Brucia scalderà il pubblico romano ancora per molto, insieme alla luce della musica di Francesco Motta.

E poiché, forse, l’euforia mi ha fatto dimenticare qualcosa, guardatevi le foto di Francesca Romana Abbonato: lei sicuramente è stata molto più attenta e spietata di me.

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