Roma Brucia @Ex Dogana 22-23/07/2017

Sotto l’imponente tangenziale est, all’interno degli oltre 23.000 metri quadri di spazio dell’Ex-dogana di San Lorenzo, si è tenuta la sesta edizione del Roma Brucia, il festival dedicato alle migliori proposte della musica capitolina.

Ripensando anche solo per un attimo alla prima edizione di questa manifestazione, quella al Piazzale del Verano nel 2012, si rimane quasi increduli nel constatare quanto il festival di Roma Brucia, ospitato da Viteculture,  abbia accresciuto la propria popolarità e si sia affermato ormai come un vero e proprio “must” dell’estate romana. Merito della cura e dell’attento lavoro di Davide Caucci che da tempo sta promuovendo la musica alternativa in Italia anche grazie all’etichetta Bomba Dischi, tra le più importanti nel panorama indipendente.

Il weekend di questa edizione 2017 non si è limitato a coinvolgere esclusivamente artisti “indie” ma ha dato ampio spazio anche al rap e al fenomeno musicale del momento, la trap: alle pesanti distorsioni delle chitarre si sono così affiancate basi trascinanti, balletti smodati e un massiccio uso di autotune.

Per quanto riguarda la giornata di sabato, seppur con un’affluenza leggermente inferiore alle aspettative, il livello delle proposte musicali non ha certo deluso: sin dal tardo pomeriggio infatti, sui tre palchi allestiti all’interno dell’Ex-Dogana, si sono esibiti cantautori e band molto promettenti con sonorità per lo più garage e alternative rock.

Ad aprire questa sesta edizione è stato Rosso Petrolio, nome d’arte di Antonio Rossi, che ha intrattenuto tutti i presenti al Condominio San Lorenzo con la sua chitarra acustica e il suo “folk urbano” mentre sul palco Fuori le mura si sono alternati Thelira e Le Sigarette. Il Mainstage invece è stato subito “preda” del cantautorato punk de Il Branco e degli Sweat.

Da sottolineare i due esordi assoluti di questa prima giornata: quello di Bacàn, progetto solista di Giovanni de Sanctis (ex About Wayne), che ha proposto un convincente elettro-pop con il solo aiuto del pc e del basso e quello dei Ladroga, band di cui fino ad ora avevamo ascoltato soltanto due singoli su YouTube senza conoscerne l’identità ma che ha decisamente incuriosito i presenti nonostante la comprensibile emozione.

Con il calare del sole i protagonisti principali sono diventati da una parte il rock dei Le Mura e dei Toot e dall’altra le dolci melodie di Armaud e di Mèsa, due cantautrici romane molto promettenti.

La serata si è poi conclusa con l’ospite più atteso, Giorgio Poi, che con un live di alto livello ha dato prova di meritare i numerosi elogi ricevuti in questi primi mesi della sua carriera solista.

La nuova promessa di Bomba Dischi ha infatti suonato il suo album d’esordio “Fa niente”  accompagnato da Matteo Domenichelli al basso e Francesco Aprili alla batteria, presentando fra le altre cose anche le cover di “Aurora” de i Cani e “Il Mare d’inverno” di LOredana Bertè e lasciando tutti i presenti piuttosto soddisfatti.

La giornata di domenica invece, oltre a registrare un’affluenza maggiore e un’età media decisamente più giovane, è stata caratterizzata dalle sonorità più rap e trap, soprattutto per le esibizioni di artisti come Sxrrwland e Ozymandias sul palco Fuori le Mura o Ketama 126 & Pretty Solero sul Mainstage.

Non sono mancati artisti degni di nota anche in altri ambiti musicali, primo fra tutti LeHo che sul palco del Condominio San Lorenzo ha eseguito solo voce e chitarra diverse cover di Sfera Ebbasta, ma anche i San Diego e i Mòn. In particolare questi ultimi hanno dimostrato una grande personalità oltre ad evidenti doti tecniche (molto buoni gli arrangiamenti), riuscendo a coinvolgere il vasto pubblico del Mainstage.

L’intera manifestazione si è poi conclusa con l’Ex-dogana totalmente piena e centinaia di smartphone alzati al cielo per Carl Brave & Franco 126. I malinconici racconti delle tante piccole “polaroid” del duo pop/rap romano hanno accompagnato gli spettatori per circa un’ora riscuotendo il maggior successo su pezzi comeNoccioline”, Pellaria e Polaroid. L’indubbio merito dei due trasteverini, oltre all’intelligente commistione fra rap e arrangiamenti più melodici, è stato quello di aver riunito un pubblico di età molto varia e soprattutto proveniente da ogni parte di Roma, da via Libetta a Ponte Milvio. Insieme alla propria band, Carlo Coraggio e Franco Bertolini hanno suonato tutto l’album d’esordio, arrivando a chiudere il concerto con una versione inedita di “Tararì Tararà” in chiave funk, comunque apprezzata dai fan.

Dovendo tirare le somme, dunque, potremmo dire che anche quest’anno il Roma Brucia ha saputo coniugare diversi generi del panorama indipendente mettendo in mostra molti nomi interessanti.

Chissà se anche nell’edizione del 2018 ritroveremo artisti appartenenti al filone della trap o se ci saranno nuovi correnti musicali a farla da padrone, quello di cui possiamo essere sicuri è che non mancheranno band promettenti e tante ore di buona musica indipendente.

Foto di Chiara Mei Stefanelli

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