Roma Brucia @Villa Ada incontra il Mondo 08/07/2016

A Villa Ada l’8 Luglio la musica ha bruciato davvero: prevendite finite 24 ore prima dell’evento, sold out dichiarato il pomeriggio del giorno stesso e noi di Cheap Sound puntualmente presenti e attenti!

Su due palchi diversi (Palco Nerone e Lake stage, rispettivamente palco principale e palco più piccolo) si sono esibiti vari artisti portandoci a contatto con la loro romanità o quello che più si avvicina a questo. Grande spettacolo regalato da Giancane che sa sempre come diffondere buon umore con il suo folk ruvido ed energico e riesce soprattutto ad essere la perfetta valvola di sfogo per coloro che arrivano stremati al venerdì sera dopo una settimana di lavoro e caldo torrido e vogliono solo urlare a pieni polmoni “Vecchi di merda”!

Dopo di lui sullo stesso palco si alternano generi e realtà molto diverse che però riescono ad incontrarsi in un punto nevralgico chiamato Roma, raccontandola in tutte le sue sfaccettature. A rendere queste descrizioni più crude e veritiere ci pensano le parole della scena rap e hip hop capitolina con Lucci leader della crew Brokenspeakers e Danno dei Colle der Fomento. Nessuno più di loro ha a disposizione così tante parole, aggettivi, virgole e verità per raccontare a chi non lo sa com’era Roma 10 anni fa e come è diventata adesso.

Ora però veniamo al nocciolo (durissimo) del discorso. Veniamo a colui che è stato indubbiamente e volutamente il protagonista di questa quinta edizione di uno dei festival più amati della capitale: Calcutta. Parlare di lui e di qualunque cosa lo riguardi anche al di là della musica stessa, risulta parecchio scomodo, perché tanto comunque decidi di parlarne verrai in qualche modo criticato. È diventato un argomento piuttosto delicato e spesso scomodo. Voglio quindi far parlare i miei occhi come se fossero una telecamera che si aggirava quel giorno a Villa Ada, senza per forza collegarli al cuore o al cervello.

La prima immagine che catturo è quella della folla numerosissima, (più di 4000 persone) perché senza dubbio da qualche mese a questa parte questo cantautore de li paesi riesce ad attirare masse di persone in ogni città in cui si sposta. La seconda è quella di centinaia e centinaia di bocche che si aprono e chiudono sincronizzate tra loro per pronunciare le parole dei suoi testi; appena inizia a suonare la gente non vede l’ora di cantare quelle strofe che più di una volta avranno citato sui Social per accompagnare i momenti tristi, malinconici o felici (dubito) che hanno vissuto durante questo ultimo anno.

Poi arrivano le scene surreali/grottesche (forse le mie preferite) e in un attimo siamo negli anni 90: tre ragazze che si urlano in faccia saltellando istericamente e piangendo (mi stupisco solo perché pensavo che tutto ciò fosse stato ormai rimosso dagli anni dei Take That o dei Backstreet Boys, invece a quanto pare nessuna mente geniale si è offerta di pagare profumatamente un esercito di validi psicologi per mettere un punto definitivo a questo strazio!). La malattia quindi non è stata debellata. La scena che non può essere definita da nessun aggettivo è quella che riguarda lui: un impavido giovane che dalla sponda opposta del laghetto si lancia in acqua per raggiungere la sponda che dà accesso all’ area concerto. Ti prego ragazzo dimmi che hai rischiato la morte, l’arresto e il tifo per raggiungere la più figa del liceo che a differenza tua era riuscita ad entrare con il biglietto!

In conclusione: ho capito che si può amare o odiare Calcutta, apprezzare qualcosa di lui, tutto o niente e questo conta poco perché tanto sono sicura che a breve nelle facoltà di Psicologia ed Economia si studierà il grande lavoro sociale che ormai ci ha invaso e che prende il suo nome. Buona parte del successo sicuramente gira intorno alla semplicità delle parole che inevitabilmente entrano in testa per rimanerci e la grandezza dei musicisti che in questo caso non sono minimamente cornice ma anzi sono parte della tavolozza dei colori che lo compongono così come il resto del suo team che ha fatto si che questo ragazzotto della provincia ce la potesse fare, eccome se ce l’ha fatta!

Foto di Chiara Mei Stefanelli.

Scaletta concerto Calcutta:

LIMOMATA

FROSINONE

CANE

FARI

DINOSAURI

MILANO

GAETANO

LE BARCHE

DAL VERME

COSA MI MANCHI A FARE

ALBERO

POMEZIA

AMARENA

DEL VERDE

ARBRE MAGIQUE

OROSCOPO

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *