Sanremo beta: proposte per il rinnovamento

FAZIOOgni buon critico musicale è passato per l’articolo di svecchiamento di Sanremo, negli ultimi trent’anni almeno.
E così facciamo noi, con la consapevolezza che non saremo ascoltati, ma la speranza, un giorno, di poter dire “l’avevamo detto”.
Che Sanremo sia ormai solo un calderone di polemiche, un format televisivo milionario (sia per spese che per entrate, si spera), è Sanremo 2013arcinoto. Che la musica italiana passi per canali completamente diversi, anche ai livelli di Sanremo, dove lo show è successivo alle decisioni di chi passerà da parte dell’Olimpo dell’industria discografica nostrana, anche.
Ebbene arrivo al punto, che avevo già sollevato l’anno scorso: Sanremo non deve essere e non vuole essere rinnovato.
Da quando sono state introdotte le “nuove proposte”, sono cambiate regole e modalità innumerevoli volte senza dare evidenti risultati. Addirittura nelle ultime edizioni è scaduta la regola che vede nelle nuove proposte chi non ha mai partecipato a Sanremo (Bennato, de Gregori, Battiato per dire, sarebbero nuove proposte, da regolamento), modificandola in un modo particolare dove chi è già noto (Emma, Noemi, Scanu) è un big, gli sfigati invece sono “nuove proposte”.
Ma allora, visto che i giovani sfigati il pubblico di Sanremo non lo vogliono, il pubblico di Sanremo non vuole loro, eliminiamoli! Facciamo il festival con quelli che campano di questo (Al Bano, Tatangelo, Masini, Patty Pravo e tutti i santoni) e basta.
E ve lo diciamo noi che ci occupiamo di musica indipendente e che abbiamo visto in due anni nascere una rivoluzione dove, non in modo universale, ma più del passato, alcuni emergenti/indipendenti riescono a raggiungere canali nazionali (penso a I Cani, I Mostri, Colapesce, About Wayne, Bud Spencer Blues Explosion).
Agli indipendenti non serve Sanremo e viceversa.
Però così facendo si scontenterebbe tutta l’ala (se c’è) progressista della Rai, per non parlare dei giornalisti corrotti di XL e del Mucchio (che amano mandare due dei loro cavalli “indipendenti” al gran festival). Quindi bisogna inventarsi qualcosa perché bisogna Sanremo 2013 logolasciare il posto ai giovani, almeno bisogna dare quest’impressione al bamboccione di Voghera.
E così ho pensato alla versione analoga di Sanremo ma per i giovani veri: lo Zecchino d’Oro!
Lo Zecchino d’Oro è poco più giovane del festival dei grandi, ma riesce ad avere sempre un buon successo. Perché? I bambini riempiono lo show, ma il festival delle canzoni è combattuto fra autori spesso di lusso, spesso proprio gli stessi volti di Sanremo mandati a fare turnover (Bennato, Daniele, Antonacci, Ruggeri,  Concato, Facchinetti, Reitano, Cutugno…).
Lampadina! Dividere le nuove proposte e gli autori in due modi possibili:

 1) i big cantano pezzi scritti dalle nuove proposte. Così lo spettacolo viene seguito grazie alla notorietà dei soliti noti, ma il “festival della canzone” viene giocato fra nuove proposte

2) il contrario. I big scrivono i pezzi, i giovani li interpretano. Meno efficace per l’auditel, così come per l’apertura al “nuovo”. Però i giovani sarebbero in vetrina e avrebbero una possibilità per vendere un pochino di più.

Questa è la mia proposta, potete scrivere la vostra qui sotto, e vi assicuro, nessuno di quelli che organizza il festival la leggerá mai! Andate tranqulli senza peli sulla lingua…
effebbì

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