Selton | Live Report | Angelo Mai 12/11/2016

Un angolo di Paradiso musicale all’Angelo Mai: impossibile resistere al ritmo, al calore e alla bravura dei meravigliosi Selton.

Sabato scorso, 12 novembre, ho avuto la grandissima gioia di poter assistere al coinvolgente concerto di Daniel Plentz, Eduardo Stein Dechtiar, Ramiro Levy e Ricardo Fischmann, che insieme formano i Selton.

Il live si è tenuto all’Angelo Mai e non nascondo che già fin dal pomeriggio un’euforia sempre maggiore ha cominciato a impadronirsi di me. Come mai? Perché ritengo che il quartetto, brasiliano di nascita, ma trasferitosi in Italia da diversi anni ormai, sia una delle migliori realtà indie-rock che abbiamo qui nel Bel paese.

Ma a pensarlo non sono solo io, infatti la loro crescente affermazione musicale li ha portati a condividere il palco con artisti quali I Ministri, Daniele Silvestri e Frankie Hi nrg.

La mia euforia, data inizialmente dal desiderio di veder suonare e cantare dal vivo le canzoni del loro ultimo album Loreto Paradiso, è stata ulteriormente alimentata dalla conoscenza dei quattro musicisti, prima del concerto, che hanno accettato di farsi riprendere da me in un video per salutare la rivista. Credetemi, sono di una gentilezza, simpatia e disponibilità davvero sorprendente.

Dopo l’esibizione apripista de Le Sigarette, eclettico duo romano, i  hanno subito preso posto sul palco iniziando il concerto con la canzone più adatta di tutte: “Loreto Paradiso”. Il pubblico l’ha riconosciuta all’istante e ha accompagnato la voce di Ricardo al microfono.

L’immensa allegria e simpatia che mi avevano palesato personalmente poco prima del live, sono state poi confermate durante lo stesso: suonavano tutti e quattro decorati con un luminosissimo sorriso (cosa non sempre scontata), alternando momenti di musica a momenti di gioco col pubblico.

Entusiasmante è stato l’attimo in cui Daniel ha abbandonato la sua postazione da dietro ai tamburi per spostarsi al centro del palco e cominciare a ballare in maniera bizzarra e goliardica.

Oppure quando sempre lo stesso Daniel ha preso il posto di Ramiro alla chitarra, e viceversa quest’ultimo alla batteria, dimostrando entrambi di essere degli ottimi musicisti anche con quello che non è il loro strumento natale.

L’Angelo Mai è stato inondato con brani quali: “Buoni Propositi”, “Voglia di Infinito”, “Be My Life”, “Junto Separado”, “Qualcuno Mi Ascolta?”, “Up To Me”.

A questi si è aggiunta una inaspettata cover di “All Night Long” di Lionel Richie e un ancor più inaspettato duetto in compagnia di Diodato, che ha raggiunto i nostri Selton per la canzone “Hokkaido Goodbye”.

Sono tutti e quattro degli ottimi musicisti ma quello che più di tutti mi ha impressionato è Daniel: non è un semplice batterista, ma un vero e proprio esploratore e conoscitore delle percussioni. Probabilmente l’essere nato in un Paese così altamente ritmico come il Brasile ha aiutato a forgiare il suo grande talento. Infatti non si è semplicemente dilettato con i classici tamburi, ma ha accompagnato i colleghi suonando il pad elettronico, i Caxixi (strumento che ricorda le Maracas) e i Sonagli. E’ sicuramente un musicista a tutto tondo e si deve in gran parte a lui la sonorità tipica dei Selton.

Tra balli e canti il concerto è giunto alla fine con il bis, costituito da “Don’t Play With Macumba” e “Bella Sbronza”.

Non contenti, i Selton, prima di congedarsi, hanno voluto regalarci un ultimo momento di allegria e divertimento, alla fine del live sono infatti scesi dal palco e si sono fatti strada tra il pubblico dove hanno cominciato a intonare un’acustica “Voglia di Infinito”.

Ho lasciato l’Angelo Mai ancora più impressionata da questi ragazzi e con ancora più voglia… di Selton e della loro Musica.

Foto di Chiara Mei

 

 

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