Selton| Loreto Paradiso

Nuovo album per i Selton: dalla saudade brasiliana alla (ri)scoperta del paradiso a Milano, nel quartiere Loreto.

Dopo tre anni di estenuante lavoro con registrazioni tra Svizzera e Inghilterra, ecco che a marzo i Selton danno alla luce la loro nuova creatura: Loreto Paradiso. Tanto amato e tanto atteso da regalargli un release party davvero con i fiocchi: una campagna di crowdfunding conclusa con l’acquisto di tre tonnellate di sabbia utilizzata per ricreare una spiaggia fittizia, con tanto di sdraio, nel giardino del palazzo in cui abitano, proprio a Loreto, accompagnando i loro fan alla scoperta del nuovo lavoro.

L’album si apre con la title track, “Loreto Paradiso”; il brano risulta fin da subito un cocktail di colori ed emozioni che infondono gioia e voglia di danzare sotto il sole caldo d’agosto. Per chi non lo sapesse, i quattro brasiliani sono soliti ricordare sempre, ad ogni intervista, che l’estate è la loro stagione preferita e c’è da dire che con questo pezzo sono riusciti magnificamente a rievocarla in tutta la sua bellezza. Unico pezzo ad essere stato scritto in tre lingue (portoghese, italiano e inglese), dove la strofa più significativa è proprio quella anglofona: “Far away from the sea for the rest of my life, No island is just paradise”, da cui emerge chiaramente come, nonostante oramai vivano lontani dal mare, (sono nativi, nello specifico, di Porto Alegre, cittadina brasiliana marittima) siano comunque riusciti a trovare il loro Paradiso, inteso come luogo in cui sentirsi a casa ed essere se stessi, a Loreto.
E dalla cocente spiaggia estiva, con il secondo brano ci ritroviamo invece catapultati a dicembre, nello specifico nel giorno che più di tutti simboleggia la fine e il principio di tutte le cose: Capodanno. La canzone “Buoni Propositi”, così come suggerisce il titolo, si costruisce intorno alla tematica che accomuna tutti noi la notte del 31 dicembre: ovvero la nostra infinita lista di buoni propositi che ci promettiamo di mantenere con l’inizio del nuovo anno ma che quasi sempre finisce nel dimenticatoio per essere poi rispolverata il capodanno successivo e così via. Rimanendo incastrati in un circolo vizioso da cui solo la forza di volontà, unita ad un radicale desiderio di cambiamento, ci potrà liberare.

“Vorrei soltanto credere, in quello che mi son promesso, ma tutti gli anni è così e butto un po’ di sogni nel cesso…”

La questione della fine e del principio viene affrontata anche in “Voglia di Infinito”, ma con una sfaccettatura totalmente diversa. Questa canzone è infatti un vero e proprio inno alla rinascita, alla voglia di rimettersi in gioco e di godere di tutte le bellezze che può offrire e la vita…  Anche dopo una delusione amorosa.

“Ho tanta voglia di infinito, ora che tu hai finito con me”

Questo è il ritornello e il messaggio che vuole diffondere è chiaro: nonostante “l’amore è un’avventura” che sicuramente deve essere vissuta, nel momento in cui arriva al capolinea, piuttosto che abbandonarsi al dolore fine a se stesso, basterebbe alzare lo sguardo e accorgersi quanto in realtà il Mondo sia un posto meraviglioso ricco di bellezze e di cose nuove da scoprire e che ti offre sempre la possibilità di ricominciare… Iniziando magari, perché no, da un bel viaggio a Machu Picchu!
Dai risvolti sicuramente più agrodolci è l’amore cantato e suonato sulle note di “Settembre/ Duty Free Romance” dove, in questo caso, l’eredità che lascia sono soprattutto rimpianti e ricordi nostalgici visto che… “And it’s been a long time, since we did our dance”. Da sottolineare è l’accostamento del mese di settembre, che porta alla fine dell’estate, con la conclusione di un sentimento.
Di grande contenuto emotivo è invece “Qualcuno mi ascolta?”, canzone che ha il sapore di un’autobiografia e di situazioni che probabilmente gli stessi Selton hanno vissuto dal momento in cui hanno lasciato il Brasile per trasferirsi dapprima a Barcellona e successivamente a Milano.
Infatti il titolo altri non è che una domanda retorica, volta con un’ironica amarezza a tutte quelle persone che scadono nelle tanto stereotipate quanto vuote domande di cortesia quali: “come stai?”, “ti manca il tuo Paese?” Quando poi, in realtà, al di là di queste non vi è un reale interesse nella risposta. E il fatto che sicuramente logora di più è che queste vicissitudini si ripetono di giorno in giorno, sempre nella stessa modalità e perché no, spesso nei soliti luoghi in cui avvengono, come al bar, per esempio.
Abbiamo poi la frizzante “Samba delle 6” che vede come protagonista delle sue strofe la banda di Rio de Janeiro alle prese con una vita frenetica e scandita dalla routine, dove oramai sembrano lontani i momenti di svago e di divertimento tanto che sono i suoi stessi musicisti che la compongono, ad ammettere che: “Non abbiamo più tempo per sognare, svegli tutti i giorni dalle 6”. Ma con l’arrivo del Carnevale, tutti si spogliano del loro involucro di conformismo per esplodere in canti, danze ed ovazioni alla vita, scaricandosi da tutte le tensioni accumulate e riscoprendo la gioia di stare insieme. In questa canzone, in cui i quattro musicisti brasiliani omaggiano due dei principali simboli cardine del loro Paese natìo (la samba e il carnevale), vogliono far giungere alle orecchie e al cuore dell’ascoltatore un messaggio ben più profondo: nonostante gli impegni lavorativi e i doveri da assolvere che ognuno ha nella propria vita, è sempre importante regalarci attimi di leggerezza e spensieratezza e sicuramente di trovare tempo per sognare.

L’album si chiude con un brano molto significativo: “Hokkaido Goodbye”, poema tratto dal libro Ecuador scritto dal portoghese Miguel Sousa Tavares. Hokkaido è una delle quattro isole che compongono il Giappone ed infatti in questa canzone è proprio questo il tema che viene affrontato, quello dell’isola, unito a quello della partenza. L’isola è qui vista come un luogo nutrito dalla solitudine e dove coesistono due tipi di persone: coloro che rimangono e coloro che invece, inevitabilmente scelgono (o si trovano costretti a farlo) di lasciarla. Cosa spinga a partire per luoghi ignoti e sconosciuti, lasciandosi alle spalle la certezza in cui si è vissuti fino ad allora, non è noto. Forse la voglia di affrontare i propri limiti, di mettersi in gioco così da conoscere una nuova parte di se stessi ed evolvere come persone?
Quel che è certo è che l’isola è anche una concezione metaforica: un posto dove possiamo sempre sentirci a casa, un luogo in cui ci sentiamo protetti e allo stesso tempo liberi. E possiamo trovarla ovunque, basta cambiare la prospettiva con cui si guardano le cose, e imparare a scorgere la tanta bellezza che ci circonda, in ogni piccolo gesto e in ogni luogo. Questo è sicuramente l’insegnamento principale che vogliono lasciarci i Selton, che sono riusciti a trovare, seppur non senza difficoltà, il loro angolo di Paradiso… a Loreto.

Ma tutti questi messaggi introspettivi sono stemperati dalla goliardìa di canzoni come “Up to me” e “Be my life” i cui ritornelli diventano dei veri e propri chiodi fissi e da cui non sarà per nulla facile disintossicarsi. Se invece si vuole assaporare un po’ di Africa con i suoi tipici ritmi percussivi, basterà chiudere gli occhi e lasciarsi ispirare da “Dont’ play with Macumba” (con macumba si intende una serie di pratiche religiose e spirituali africane trapiantate poi a Rio De Janeiro) mentre con “Junto Separado” si viaggerà in sola andata tramite le sue dolci e soavi note, verso il Brasile.

Loreto Paradiso è un album che ti fa fare il giro del mondo in 11 canzoni. E’ un disco dal sapore speziato e intercontinentale, ogni singolo brano è un biglietto per volare tra i più variopinti suoni e colori ed è il risultato di un mix tra ritmi brasiliani, pop e beat hip hop. Fin dal primo ascolto emerge tutto l’amore che la band ha per i viaggi e per la scoperta di culture e Paesi sempre diversi senza però mai dimenticare le loro radici e portando con sé, ovunque vadano, sempre un po’ di Brasile che non dimenticano mai di omaggiare. Ma è anche e soprattutto un concentrato di vitalità e ottimismo figlio però non dell’inconsapevolezza, ma dalla certezza che con l’impegno e un “paio di occhi nuovi” si possono affrontare e superare tutti gli ostacoli e si può trovare la nostra isola felice, il nostro Paradiso. Insomma, se siete oberati dal lavoro o dallo studio e necessitate di staccare la spina e di ricaricarvi, una volta ascoltato Loreto Paradiso vi sentirete ristorati e riossigenati come appena tornati da un bel viaggio. Garantito!

 

Di Veronica Campagnoli

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