SeMi di Musica # 4 | LeMore e l’immaginario di chi sogna di esorcizzare amori scaduti dentro le canzoni

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Botanica e Musica, Musica e Botanica. Ho da sempre un rapporto viscerale con le piante e alla fine dei giochi anche con la musica accade la stessa cosa (sicuramente però in maniera più travagliata come tutte le storie d’amore che si rispettino). Da questo legame amoroso è nata l’idea della rubrica: scelgo un giardino segreto in base ad una canzone o ai tratti della personalità dell’artista da intervistare e alla fine di questa meravigliosa scena bucolica gli regalo i semi di un fiore o di una pianta che più li rappresenta. Progetto giardini per professione ma non ho mai avuto il pollice verde, forse perché ho veramente poca pazienza. Questi fiori della musica però voglio trattarli bene e vederli crescere sempre di più. La quarta semina vede protagonista LeMore

LeMore sono buone ma si presentano singolarmente; LeMore sono infatti una singola ragazza con gli occhioni azzurri e infiniti capelli rossi.
Camilla Perna, classe 1993, direttamente da Frosinone con tutta la nostalgia del paese d’origine e la schiena appesantita dai libri che solo una fuorisede sa quantificare. Sta nascendo un sogno per lei, che la vede protagonista con i suoi primi timidi passi nell’apertura di alcuni concerti dei Canova e di Giorgio Poi.

Dal tuo anno di nascita possiamo affermare che fai sicuramente parte della generazione cresciuta con YouTube e Facebook come mezzi di comunicazione e connessione dalla cameretta al resto del mondo. La tua musica e la tua figura d’artista partono da qui?

Diciamo che in un certo senso i primi mezzi sono stati proprio questi. Ho sempre canticchiato e suonicchiato, giravo vari video casalinghi spesso accompagnati dalla figura di mio padre (NDR anche lui appassionato di musica, degli strumenti e soprattutto della figlia come artista), scrivevo stati strampalati su Facebook che un anno e mezzo fa circa sono diventati i testi delle mie canzoni. Il passaggio dai social alla gente è avvenuto quando ho iniziato a cantare quelle canzoni a cene di amici o in famiglia, dove tutti ridevano amorevolemente ritenendomi simpatica, anche se io in realtà stavo soffrendo, cantando di dolori e prese a male varie. Io piango, voi ridete, fate un pò come vi pare! Da lì la necessità di pagare l’affitto quindi la ricerca di serate nei locali, fino ad arrivare alla produzione del mio primo singolo “Coleridge” grazie a Carmelo Avanzato. La voglia di continuare a scrivere esiste ancora ed è per questo che sono arrivata a circa una decina di brani che parlano sempre dello stesso amore disperato e ormai marcito che tratto (spero) con leggerezza perchè non voglio fa ammazza’ la gente (ride). Insomma alla fine della fiera, in compatibilità con i miei studi in medicina, spero di riuscire a far uscire un nuovo singolo a Maggio e più in là l’album completo.

Queste fisse momentanee ti hanno portata ad un tipo di scrittura o muoiono dopo il lungo ascolto?

Sono state l’incipit di tutto proprio perchè prima mi fisso con qualche brano o artista e poi inizio a scrivere. Nasce l’ispirazione. Per esempio ho iniziato a scrivere dopo aver conosciuto Calcutta, perchè ho visto che era possibile scrivere di cose quotidiane con un linguaggio semplice e molto diretto, senza cadere nel filosofico o nell’impegnato.

Il luogo che ho scelto per te è La Casina delle Civette di Villa Torlonia proprio perchè qui ho ritrovato un immaginario favolistico di animali e colori che sembra rappresentarti bene. L’mmaginario di Camilla coincide con quello de LeMore? Di cosa tratta il tuo mondo parallelo?

Hai azzeccato perfettamente il posto! Nell’immaginario tutto coincide nel senso che sono sempre io nella vita e nella musica. LeMore l’ho pensato come un progetto che tenesse fede a me stessa, sicuramente è la parte in cui gioco di più ma è comunque come sono io con tutti i miei colori pastello, finestre e persiane da fotografare, coni gelato, fotografie di piccoli particolari, gli animali  visto che amo molto stare a casa a guardare documentari o stare con il mio gatto. Poi c’è tutta la parte più cinematografica con Lars von Trier con il quale ripiango tantissimo o i film anni ’80 americani  del baseball con i bambini e la loro grande rivincita.

Immagina di avere la possibilità totale di scegliere un produttore artistico e un paio di musicisti per lavorare al tuo nuovo disco. Puoi attingere al panorama mondiale e sparare alto.

Per fare contento papà che mi ha fatto crescere a pane e Beatles, ci butterei in mezzo Paul McCartney come produzione artistica. Tra l’altro proprio a proposito di mio padre, un giorno mi disse che aveva il suo indirizzo e che avrebbe potuto inviargli il mio brano, così magari sarebbe arrivata la svolta! Altro artista che sceglierei è Cesare Cremonini che potrebbe inserirmi qualche tastiera ogni tanto e me lo porterei volentieri in tour. Non posso non chiamare dall’aldilà anche Kurt Cobain con il quale sono cresciuta e le sue canzoni mi hanno accompagnato anche durante il Conservatorio periodo in cui le suonavo con il violoncello. Ultima scelta riguarda una voce e anche un fattore estetico: un bel duo di rosce con Florence Welch (ndr Florence and the Machine) con la quale mi scambierei i vestiti in camerino e risolverei il problema outfit da gran concerto.

Arriviamo alla consegna dei semi e per la prima volta decido di consegnarli fisicamente, forse perchè si avvicina il suo compleanno o forse perchè è diventato necessario ed è giusto così. Per Camilla ho scelto i semi della Sinapis arvensis comunemente conosciuta come Senape gialla. Oltre a rappresentarla per l’amore che lei stessa ha per il giallo, Camilla ha proprio quel sapore dolce-aspro-speziato che la rende unica nel suo genere soprattutto umano. Ti ipnotizza con i suoi colori e le sue stranezze anche se è fatta di cose semplicissime come il continuo chattare con il cellulare, aggiornare Instagram nei momenti più disparati e i panini con la frittata. Noi non vediamo l’ora di ascoltare la sua opera prima e speriamo arrivi quanto presto.

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