SeTelefonando…I Folcast: Giovani, Belli e Bravi

Bentornati a tutti.
Anche quest’anno siamo di nuovo qui a parlare di testi e musica!

Vi ricordate dove eravamo rimasti l’anno scorso? Avevo intervistato Alessio Bondì e vi avevo parlato di Sicilia e parole sul fondo del mare. Mi ero sentita a casa e vi avevo augurato buone vacanze. Oggi siamo tornati e io e mie colleghi di Cheap Sound ci siamo rinnovati. Sono infatti iniziate le nostre serate al Magazzino 33, dove proproniamo musica e patatine fritte. Per il primo appuntamento abbiamo chiamato a rapporto Folcast, gruppo emergente romano, nonché composto da grandi amici. Non potevano, quindi, che essere loro i protagonisti di questa nuova intervista.

Folcast è un gruppo nato più o meno tre anni fa nei vicoli di una calda e accogliente Roma sud. So bene che la maggior parte di voi è di Roma nord e che vede nei “meridionali” romani degli antagonisti ma, ragazzi, basta con questi pregiudizi! Roma sud è bellissima, lo dice anche Nanni Moretti in Caro diario, quando passando in vespa per uno dei “famosi” quartieri di questa parte di Roma afferma «Spinaceto, pensavo peggio…». Da Spinaceto-Tor de Cenci viene il motivo per il quale conosco Folcast: Andrea Fusacchia, grande sassofonista, tastierista, e ascoltatore.

È lui che mi presenta gli altri componenti del suo gruppo: Massimo Ricciardi (bassista e scheggia pazza) Stefano Mazzuca (batterista e fomentatore di folle), componenti anche de I Beer Brodaz, e Daniele Folcarelli (voce e chitarra). Per fare questa intervista mi sono rivolta proprio a quest’ultimo, essendo lui il frontman del gruppo.

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Io e Daniele ci conosciamo bene e io conosco altrettanto bene Folcast. Nonostante questo ho pensato che sarebbe stato comunque corretto fare la famosa telefonata per scoprire qualcosa di più su questo bel gruppo. Quello che già sapevo è che Folcast si nutre di soul e funky. Quello che non sapevo che la loro volontà è quella di fare de “I Folcast” un’entità singolare motivo per il quale non ho mai usato il plurale (se non in quest’ultima occasione) per rivolgermi a loro: è, infatti, prima di tutto una persona: Daniele Folcarelli. Lui, con le sue idee e i suoi testi, ha posto le basi per lo sviluppo del progetto e dalla sua pancia sono nate le parole del testo che più di tutti rappresenta il gruppo: “Passi”.

«“Passi” rappresenta la lotta contro l’ansia di vivere, il tempo che ti bussa e ti chiede di rincorrerlo». Per quanto tu ti possa affannare probabilmente resterai sempre dietro di lui. Daniele mi dice che questo testo lo ha scritto tanto tempo fa quando ancora si scontrava con le preoccupazioni, quelle che gli mangiavano lo stomaco, facendolo arrabbiare e urlare. Oggi grazie alla musica ha imparato a sfogarsi e ha capito che invece di stare dietro all’ansia è meglio stare fermo e lasciarla passare.

Non si può parlare di Daniele senza citare il motivo che lo rende realmente Daniele. Sì, perché mentre molti possono dire di suonare la chitarra, Daniele può effettivamente dichiarare di usarla a suo piacimento. La chitarra nelle sue mani si lascia maneggiare consapevole che lui saprà farla bella e unica. Daniele e la chitarra sono una cosa sola, un poì come Folcast lo è con lui. Per farvi capire quanto è importante questo stumento per lui vi faccio l’esempio della canzone “New day”, scritta e composta da Andrea Fusacchia. In questo pezzo Daniele non suona la sua amata ma canta e il più delle volte si ritrova inconsapevolmente ad abbassare il tono. Questo perché solo quando può accompagnarsi con la chitarra riesce effettivamente a stare al passo con tutto il contesto, è lei che gli da il via per esprimersi. Daniele, insomma, ha bisogno di muovere le corde della chitarra per poter muovere quelle della voce, una voce fastastica, mai sporca.

«La musica è la cosa che riesco a strutturare più di tutto» e la struttura non può che avvicinare alla perfezione. Sì, perché Daniele non sbaglia mai, anche quando salta l’amplificatore. Lui continua a suonare, a muovere le dita sulla chitarra e darsi il tempo. I testi in questo caso diventano secondari e sono i veicoli attraverso i quali si esprime la sua musica e quindi lui. Questo dovrebbe farmi fare un passo indietro, considerato che per me il testo è più importante di tutto, ma poi mi ricordo che quello che mi trasmette Daniele quando suona è un più importante di tutta la mia manfrina sulle parole. Un bravo cantante, però, non può che essere ancora più grande se affiancato da altrettanto bravi musicisti. Max, Stefano e Andrea stanno dietro a Daniele in maniera eccellente, creando un sound fresco e intelligente.

Folcast è un progetto giovane che si sta facendo spazio nel nuovo contesto musicale. Scrivono e cantano in italiano, elemento di cui abbiamo molto bisogno in questo momento (come dice Manuel Agnelli ai concorrenti di X Factor), perché questa è la lingua che sanno parlare e quella che più arriva al loro fantastico e fedele pubblico. Quello che Daniele e gli altri componenti del gruppo vogliono è continuare ad evolversi nella maniera più semplice possibile per far diventare Folcast sempre più grande e autonomo. Io glielo auguro con tutto il cuore, non solo perché sono degli amici, ma anche e soprattutto perché sono delle persone che vogliono trasmetterci un messaggio positivo: “un nuovo giorno sta arrivando” e noi dobbiamo andare avanti senza affanno.

Si conclude qui il primo appuntamento di SeTelefonando, noi ci rivediamo tra un mese ma voi continuate a seguire Cheap Sound, mi raccomando!

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